A colloquio con Savoldi

La rivista Geoinforma ha intervistato il presidente del Consiglio nazionale geometri, Fausto Savoldi. Tra i temi di discussione: Albo unico dei tecnici intermedi, sostegno ai giovani professionisti in tempi di crisi economica, rapporti con la pubblica amministrazione. Riportiamo un estratto dell’intervista, con le risposte su due temi al centro dell’attenzione: Piano casa e ricostruzione dell’Abruzzo.

Geoinforma: Dopo il celebre “Piano casa 2”, con gli incentivi volumetrici alle costruzioni, è partito anche il Piano casa originario, per la soluzione della tensione abitativa in Italia. Qual è il giudizio del Cng su queste iniziative per il rilancio del settore edilizio?
Savoldi: Il Piano casa originario ha lo scopo di arginare le sofferenze e andare incontro alle necessità abitative registrate nel Paese; si evidenziano però alcune situazioni tra loro contrapposte e incoerenti. È noto infatti che il 75-80% degli italiani ha una casa di proprietà ma questo dato risulta impreciso in quanto nelle aree metropolitane la proprietà immobiliare è ancora molto legata alle “grandi proprietà” e sono presenti innumerevoli unità immobiliari date in locazione con il grave problema degli sfratti (che sempre più spesso avvengono per morosità causata dalla impossibilità di pagare l’affitto).
Ben diversa è la realtà dei piccoli centri e/o delle periferie, dove, effettivamente, il fenomeno della casa di proprietà è molto diffuso. Il “problema casa” è reso ancor più urgente e impellente dalla costituzione etnica della società, che registra una sempre maggiore presenza di stranieri, soprattutto, extracomunitari con famiglie molto numerose che, nelle graduatorie degli Istituti per le case popolari, prevalgono rispetto a un cittadino italiano senza figli e, magari, anche senza sfratto.
Quindi, il problema della casa in Italia è un problema reale che deve essere affrontato per evitare situazioni di disagio sociale e/o gravi situazioni di emarginazione. Di fatto, i tradizionali strumenti “dedicati” all’edilizia sociale ormai non sono sufficienti e non riescono a soddisfare le attuali esigenze abitative.
Il d.P.C.M., pubblicato il 19 agosto scorso sulla Gazzetta Ufficiale, che approva il “Piano nazionale di edilizia abitativa” ha l’ambizioso obiettivo di garantire il rispetto dei livelli minimi essenziali di fabbisogno abitativo. Il piano ha lo scopo di aumentare l’offerta di alloggi da destinare alle categorie socialmente svantaggiate; immobili che dovranno essere realizzati nel rispetto delle nuove norme in materia di risparmio energetico, di emissioni inquinanti, ecc.
La nostra categoria giunge preparata a questo appuntamento, che nasce dal d.l. 25 giugno 2008 n.112. Da anni i nostri iscritti, in tutto il territorio nazionale, vengono formati e aggiornati proprio in queste materie, per cui il Cng non può che auspicare l’effettivo rilancio del “Piano casa”, così come annunciato dal Presidente del Consiglio.

Geoinforma: La sottoscrizione attivata dal Cng per sostenere la ricostruzione de L’Aquila e delle zone colpite dal sisma del 6 aprile scorso ha avuto ottimi riscontri. Può darci i risultati definitivi della raccolta? Avete in programma altre iniziative a livello nazionale per l’Abruzzo? Si parla anche di un progetto formativo ad hoc, può darci qualche ragguaglio?
Savoldi: I geometri, come sempre, hanno dimostrato concretamente la loro generosità. Collegi provinciali, singoli iscritti, dipendenti dei Collegi e del Consiglio nazionale hanno costituito un fondo destinato all’Abruzzo di oltre 200.000 euro che, unito all’intervento della Cassa di previdenza di oltre 400.000 euro, ha consentito di aiutare direttamente un buon numero di colleghi colpiti direttamente dal sisma.
La somma più rilevante tuttavia verrà destinata alla realizzazione di un corso formativo sulla progettazione antisismica riservato ai geometri. Ci è parso, anche in base alle richieste dei colleghi abruzzesi, che tale intervento costituisca la più appropriata risposta all’emergenza che vedrà, nei prossimi anni, i geometri della zona impegnati alla ricostruzione. Al corso, che conterà sulla partecipazione attiva del Dipartimento della Protezione civile, si sono già iscritti oltre 180 colleghi e inizierà le prime lezioni nel corso di questo mese di settembre.
Nel frattempo oltre 500 geometri hanno dedicato una settimana di volontariato nei luoghi colpiti dal terremoto: il tutto senza grande clamore ma con il senso di responsabilità e dedizione tipico della nostra categoria. Cinquecento settimane dedicate alla valutazione dei danni e all’assistenza della popolazione stremata ma con forte volontà di rinascita. Un buon risultato mi sembra!

Articolo di Mauro Ferrarini

Fonte Geoinforma

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