Abolizione tariffe professionali, servono ancora i pareri di congruità?

Poiché le tariffe professionali sono state definitivamente abrogate, rimangono o non rimangono validi i pareri di congruità delle parcelle degli iscritti emessi dai Collegi provinciali dei Geometri? A fornire una interpretazione della questione ci pensa il CNG con una recente circolare.

 

In via preliminare il CNG chiarisce la situazione, evidenziando come l’art. 9 del decreto legge 1/2012 (convertito dalla legge 27/2012) ha sancito l’abrogazione delle tariffe professionali, regolamentate dal sistema ordinistico, ma ha anche stabilito che nel caso di liquidazione da parte di un organo giurisdizionale, il compenso del professionista è determinato con riferimento a parametri stabiliti con il d.m. 140/2012 e che le tariffe professionali (pre)vigenti continuano ad applicarsi, limitatamente alla liquidazione delle spese giudiziali.

 

Inoltre, prosegue il chiarimento del Consiglio Nazionale dei Geometri e Geometri Laureati, il compenso per le prestazioni professionali è convenuto al momento del conferimento dell’incarico professionale e in ogni caso la sua misura è previamente resa nota al cliente con un preventivo di massima, deve essere adeguata all’importanza dell’opera e va pattuita indicando per le singole prestazioni tutte le voci di costo, comprensive di spese, oneri e contributi.

 

E infine, ricorda sempre il CNG, sono abrogate le disposizioni previgenti che per la determinazione del compenso del professionista, rinviavano alle tariffe professionali.

 

Da ultimo, il Consiglio Nazionale dei Geometri richiama la legge 144/1949 che disponeva: “il geometra è tenuto ad applicare la tariffa vigente ed è soggetto, per quanto concerne l’applicazione di essa e la liquidazione degli onorari, alla vigilanza e disciplina del Consiglio dei Geometri”.

 

È facoltà del geometra e del committente quella di chiedere al Consiglio del Collegio la revisione e la liquidazione delle specifiche.

 

Le conclusioni del CNG
Tanto premesso, le interpretazioni cui arriva il CNG sono le seguenti:
– in sede di opinamento e liquidazione delle parcelle, il Consiglio del Collegio utilizzava un unico criterio di valutazione: le tariffe;
– in concreto, la necessità di acquisire il suddetto parere di congruità sorgeva per il professionista soprattutto ai fini della proposizione di un’azione giudiziale di recupero del credito professionale;
– alla luce della normativa sopravvenuta, il giudice è tenuto a liquidare i compensi professionali, facendo riferimento esclusivamente ai parametri stabiliti a livello ministeriale, i quali peraltro non possono essere utilizzati da altro soggetto e acquisire alcun valore in sede diversa da quella giudiziale;
– in seguito alla abolizione espressa delle tariffe professionali, devono considerarsi tacitamente abrogate le disposizioni degli artt. 2233 c.c., 633, 636 e 637 del c.p.c.

 

Ne consegue che con l’entrata in vigore della nuova disciplina, i Collegi non sono più legittimati a vidimare le parcelle dei propri iscritti, i quali possono unicamente fornire prova scritta dei compensi pattuiti con il cliente al momento del conferimento formale dell’incarico.

 

La funzione di opinamento delle parcelle permane dove le previgenti tariffe professionali dovessero costituire ancora un valido criterio di determinazione del compenso professionale, ancorché limitato nel tempo.

 

È il caso dei corrispettivi da porre a base di gara nelle procedure di affidamento dei contratti pubblici di servizi relativi all’architettura e all’ingegneria, per la determinazione dei quali “continuano ad applicarsi le tariffe professionali, fino all’emanazione di appositi e ulteriori parametri ministeriali”.

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