Accatastamento ai Comuni? E il Fisco ci perde 100 milioni di euro

Il trasferimento della competenza delle operazioni di aggiornamento catastale a seguito di lavori di ristrutturazione dai professionisti tecnici ai Comuni italiani è un disastro su tutta la linea.

 

A certificarlo è Maurizio Savoncelli, presidente del Consiglio nazionale dei Geometri e dei Geometri laureati, intervistato dal quotidiano online per professionisti tecnici Ediltecnico, facendo notare che, chi ha scritto la norma contenuta nel famigerato articolo 17 del decreto Sblocca Italia (ora legge dello Stato a tutti gli effetti) si è fatto prendere dalla smania di semplificare, ignorando però che, così facendo, le casse dell’Erario si troveranno a gestire un ammanco di almeno 100 milioni di euro all’anno.

 

A tanto, infatti, ammonta il gettito che arriva dal pagamento dei diritti di accatastamento che oggi i proprietari degli immobili pagano allo Stato per l’aggiornamento della banca dati, la cui pratica viene gestita da professionisti tecnici abilitati.

 

“Ma se la norma sull’accatastamento ai Comuni non dovesse essere emendata”, è il ragionamento di Savoncelli, “tale gettito verrebbe meno, in quanto gli enti locali sarebbero esenti dal pagamento dei diritti” … risultato? Oltre al danno per i tecnici che da anni svolgono con competenza e precisione questa attività e il probabile disallineamento della banca dati catastale con la situazione reale (e quindi con tutte le nefaste conseguenze del caso), anche lo Stato stesso si troverebbe ad avere un ammanco non di poco conto.

 

Il risultato di questo pasticcio, ricordiamolo, deriva dalla norma contenuta nell’art. 17 dello Sblocca Italia che ha modificato il testo unico dell’edilizia.

 

In sostanza, la norma stabilisce che l’inoltro della comunicazione di fine lavori da parte del committente al Comune varrebbe anche ai fini dell’accatastamento che diventerebbe, quindi, di esclusiva competenza degli enti locali.

 

La stessa ANCI ha espresso forti dubbi sulla applicazione della norma, considerando che gli enti locali non possiedono le competenze e le risorse per dare seguito a quanto stabilito dallo Sblocca Italia.

 

Nella intervista Savoncelli si dice fiducioso che il pasticcio possa essere risolto, anche se i tempi per farlo devono essere necessariamente brevi, prima che arrivino a termine le pratiche dei lavori già iniziati.

 

D’accordo sulla correzione del testo si sono detti sia il Ministero delle finanze che l’Agenzia delle Entrate. Manca ora il parere del Ministero delle infrastrutture che con l’avvicendamento Lupi-Delrio ha avuto un rallentamento. Quindi, sgombrato il campo dal dubbio che il caos sarà risolto, rimane il nodo del tempo.

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