Accatastamento ai Comuni: i Geometri tornano alla carica

Una vittoria nella vicenda dello spot governativo sulle semplificazioni in edilizia arrivate con lo Sblocca Italia i Geometri l’hanno ottenuta. Dopo le proteste delle scorse settimane, infatti, lo spot pare essere sparito dalla programmazione sulle radio e televisioni nazionali (leggi la notizia).

 

Ma rimane sul tavolo il problema aperto con le modifiche dello Sblocca Italia contenute all’art. 17, comma 1, lettera c) punto 3, che, ricordiamo, prevede la comunicazione inizio lavori, integrata con quella di fine lavori, sia tempestivamente inoltrata dal Comune all’Agenzia delle Entrate e resa valida anche ai fini delle variazioni catastali previste della legge.

 

Insomma, rimane ancora valido il messaggio che “all’accatastamento ci pensa il Comune“. Come ci possa pensare, però, nessuno lo dice. E i Geometri sono preoccupati. Se questa misura non dovesse essere emendata o cancellata in qualche modo, scrive il presidente del CNGeGL Maurizio Savoncelli in una nuova lettera inviata al Governo, si dovrà lavorare con una “procedura fuorviante e pericolosa per i cittadini, deleteria per i professionisti, inapplicabile per i Comuni e foriera di gravi danni per la gestione della banca dati catastali”.

 

Infatti, come da più parti denunciato, aldilà dell’organizzazione pratica a livello comunale di eseguire l’aggiornamento catastale senza l’ausilio di un tecnico professionista, il rischio è che si verifichino disallineamenti tra le eventuali modifiche sugli edifici a causa di interventi di ristrutturazione e l’aggiornamento del catasto.

 

Una delle conseguenze principali, ad esempio, sarebbe quella di ritardare le eventuali transazioni di compravendita di immobili che, ricordiamo, richiedono la perfetta aderenza tra situazione dell’immobile e le informazioni depositate nel catasto fabbricati.

 

Per questo motivo il CNGeGL ha inviato nuovamente al Governo una lettera nella quale si richiede un intervento legislativo urgente in mancanza, fino ad ora, di risposte chiare e univoche rispetto al problema denunciato dalle professioni tecniche.

 

Il mondo dei professionisti ha dato nuovamente voce al problema. Ora è il turno del Governo.

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