Accatastamento ai Comuni? Si rischia il caos per i cittadini, ecco perché

Lo spot del Governo sulle misure di semplificazione edilizia contenute nel decreto Sblocca Italia rischia di creare il caos. Sotto accusa, in particolare, il passaggio nel quale si afferma che le variazioni catastali a seguito di interventi edilizi di ristrutturazione saranno effettuati automaticamente dal Comune nel quale insiste l’immobile oggetto dei lavori.

 

Subito sono insorti gli addetti ai lavori. Dai vertici di Confedertecnica (leggi in proposito l’intervista pubblicata oggi su Ediltecnico) al Consiglio nazionale dei Geometri e Geometri laureati. Il presidente Maurizio Savoncelli ha inviato una lettera al premier Renzi e ai responsabili dei dicasteri e delle commissioni parlamentari delle finanze e del tesoro per sottolineare il rischio che un tale messaggio contiene.

 

Ricordiamo che la misura secondo cui l’accatastamento sarà a carico del Comune e non più del proprietario è stata introdotta dallo Sblocca Italia (art. 17, comma 1, lettera c), punto 3). Tale disposizione ha provocato forte contrarietà tra gli addetti ai lavori.

 

Geometri e Rete delle Professioni Tecniche, per esempio, hanno immediatamente chiesto ai competenti organi parlamentari (la Commissione Ambiente, Territorio e Lavori pubblici della Camera dei deputati) di cancellare il provvedimento.

 

“Il timore per l’introduzione di questa norma”, scrive Savoncelli nella lettera inviata al Governo, “è di generare un disallineamento dei dati con conseguenti ritardi nell’aggiornamento della banca dati catastale e l’inopportuna vanificazione delle disposizioni sulla dichiarazione in catasto dei fabbricati non censiti”.

 

Il numero uno dei Geometri italiani, inoltre, ritiene che tale disposizione possa pure essere causa di un (ulteriore) ritardo nel processo di riforma del catasto.

 

Sono altri due gli elementi che i Geometri ritengono estremamente dannosi per i cittadini, se questa misura dovesse essere mantenuta e implementata.

 

Da un lato, infatti, si teme un allungamento dei tempi di compravendita immobiliare a causa dell’inevitabile arretramento nell’aggiornamento catastale posto a carico dei Comuni; secondo, i cittadini, non potendo più gestire in modo autonomo la pratica, “potrebbero avere difficoltà anche solo nel seguirne la tracciabilità a causa degli ostacoli fisiologici”. Quali ostacoli? La mancanza di dialogo tra Comune e Agenzia delle Entrate, deputate a svolgere ruoli e funzioni differenti.

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