Accatastamento dei fabbricati rurali, l’AdT nell’occhio del ciclone

Gli uffici provinciali dell’Agenzia del Territorio finiscono nell’occhio del ciclone e subiscono gli strali dei professionisti che lamentano ritardi, chiusure e una lentezza burocratica esasperante. Il malessere si è acuito negli ultimi giorni con l’approssimarsi del termine per l’accatastamento dei fabbricati rurali, che scade oggi.

 

Sono arrivate in redazione decine di e-mail e di commenti da parti dei geometri e dei tecnici della materia catastale che hanno sperato fino all’ultimo in una proroga del termine, richiesta non tanto per il vizio italico della proroga fine a sé stessa, quanto per le oggettive difficoltà nel perfezionare ciascuna pratica e, come detto, per denunciare le carenze dell’apparato dell’Agenzia del Territorio in più parti d’Italia (oltre al ritardo, bisogna dirlo, con cui molti clienti si sono presentati negli studi professionali per chiedere il perfezionamento della posizione dei propri immobili rurali).

 

Come infatti ha sottolineato anche il presidente del CNG, Fausto Savoldi, “le operazioni di accatastamento dei fabbricati rurali si sono sovrapposte a quelle per gli immobili fantasma, creando un overload di lavoro, oltre alle quotidiane dichiarazioni per le variazioni e le nuove costruzioni che vengono già eseguite dai tecnici professionisti” (leggi anche Accatastamento fabbricati rurali, perchè siamo arrivati a questo punto?).

 

Ed ecco che ora ci troviamo con 370.000 (o 800.000 … i numeri vengono dati in libertà) di fabbricati rurali che da domani saranno fuorilegge. In realtà  sembrava che potesse essere inserito all’ultimo momento nel testo del ddl sulla delega fiscale un emendamento che prorogava a luglio 2013 il termine per l’accatastamento, ma con il rinvio alla Commissione Finanze del testo anche questa opzione è sfumata (leggi Accatastamento fabbricati rurali, per la proroga si muove anche il Senato)

 

Ad accusare il Governo per la chiusura con la quale ha accolto le richieste di proroga vi è anche il deputato Messina responsabile del Dipartimento Agricoltura dell’IdV che alla Camera ha parlato di scarso senso della giustizia da parte dell’Esecutivo.

 

Ha detto infatti Messina: “Questo governo ha previsto una riduzione delle sanzioni per le case fantasma, cioè non accatastate. Per i fabbricati rurali, regolarmente accatastati, ha previsto, invece, il quadruplicamento delle sanzioni. Se questa è giustizia, ha capito poco”.

 

Ora siamo nel campo delle ipotesi: potrebbe essere possibile l’inserimento di una proroga “retroattiva”. Le informazioni in nostro possesso sono troppo poche e non verificate per diffonderle, per cui per ora non resta che attendere l’evolversi degli eventi. Ma intanto i tecnici ne hanno fatto le spese ancora una volta.

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