Ance e Legambiente insieme: meno volumi, più qualità

Mentre è in corso l’iter di approvazione del Piano Casa, Ance e Legambiente commentano i provvedimenti sull’edilizia residenziale annunciati dal governo in un comunicato congiunto. Solitamente agli antipodi, le due associazioni per una volta concordano sulla necessità di riqualificare e rinnovare il patrimonio edilizio individuando provvedimenti immediati ed efficaci anche per la loro possibile funzione anticongiunturale.

Per combattere la crisi, Ance e Legambiente dichiarano di apprezzare il tentativo di semplificare gli adempimenti in materia edilizia e non pongono pregiudiziali sullo strumento da adottare per favorire la semplificazione burocratica: tempi certi alle procedure vigenti, nuove procedure accelerate sono soluzioni che vengono anzi caldeggiate. Tuttavia è ferma l’opposizione a facili tentativi di deregolamentazione: qualunque sia lo strumento della semplificazione questo “deve consentire un percorso che premi la qualità degli interventi e la professionalità degli operatori, definendo certezze più che deregolazioni generalizzate”.

L’EDILIZIA SOSTENIBILE
Proprio qualità è la parola chiave su cui costruttori e ambientalisti costruiscono la loro posizione condivisa. Puntano infatti sull’edilizia sostenibile e auspicano una politica edilizia che migliori la qualità del prodotto, sostenga la competenza dei professionisti, stimoli la sensibilità dei consumatori verso prodotti di qualità. Nei maggiori paesi industrializzati – si legge nel comunicato – il percorso più seguito è quello di “legare la riqualificazione del patrimonio immobiliare ad obiettivi di efficienza energetica e di diffusione dell’uso delle fonti rinnovabili”. In linea con questo obiettivo, tra l’altro, si pone anche la direttiva 91/02 in discussione al Parlamento europeo. L’edilizia sostenibile, poi, “è uno dei mercati di punta su cui scommette la Commissione europea per sviluppare innovazione, muovere nuove filiere produttive, ridurre il consumo di energie di fonte fossile e di provenienza estera, contribuire alla riduzione delle emissioni di CO2”.
A proposito del Piano Casa, quindi, Ance e Legambiente suggeriscono che gli aumenti di cubatura previsti siano legati a obiettivi di risparmio e di riqualificazione energetica anche, dove tecnicamente possibile, attraverso l’uso di energie da fonte rinnovabile. Al proposito il comunicato è chiaro: “L’efficienza e il miglioramento delle prestazioni energetiche del patrimonio edilizio deve costituire non solo un obbligo, ma una scelta politica con cui riqualificare il patrimonio immobiliare e sostenere, anche con adeguati incentivi – volumetrici o economici – l’innovazione del settore”.

IL RUOLO DELLE REGIONI
Ance e Legambiente sostengono infine un nuovo confronto con le regioni, sia per verificare esperienze già avviate sul territorio, sia per valutare le modalità con cui disciplinare la realizzazione degli interventi. Questi, infatti, “non possono semplicemente aggiungere nuovi volumi, ma debbono definire con chiarezza le tipologie di intervento, i caratteri, le aree e le categorie” in cui è permesso costruire.
Lapidaria la conclusione del ragionamento: “Non è nell’interesse di nessuno realizzare manufatti di scarsa qualità”.

Fonte: http://www.ance.it/

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