Antisismica, il rilievo della vulnerabilità sismica può limitare i danni

I terremoti in Italia sono più di 2.000 all’anno; un dato preoccupante, considerato che ogni scossa può mettere a rischio la sicurezza del patrimonio edilizio. Purtroppo, però, sono eventi improvvisi e in nessun caso è possibile prevedere l’intensità, la durata e la direzione con cui un terremoto coinvolgerà l’edificio.

 

Non potendo controllare l’attività sismica, per tutelare e preservare la sicurezza delle strutture e di chi li vive è indispensabile agire sull’edificio, prevenendo i danni che potrebbero nascere da un terremoto.

 

Quale azione concreta può limitare i danni di un sisma?  Come rendere gli edifici esistenti meno pericolosi in caso di terremoto?

 

Quando l’azione di un sisma investe un edificio, inizialmente si ripercuote sulle componenti strutturali verticali ed orizzontali che sorreggono e racchiudono l’involucro edilizio. La risposta al sisma, dunque, è direttamente correlata alla tipologia costruttiva, alle caratteristiche edilizie ed ai materiali impiegati nella costruzione. Contemporaneamente possono avvenire dei dissesti localizzati che possono interessare anche componenti non strutturali, trascurati sia in fase di progetto che nella manutenzione.

 

Per mantenere un edificio in sicurezza è pertanto necessario aumentare il livello di conoscenza strutturale dell’edificio per stimare con adeguata precisione la risposta dell’edificio al sisma e ricercare tra gli elementi non strutturali quelli che già mostrano segni di degrado, al fine di eliminare potenziali situazioni di pericolo.

 

Dal punto di vista strutturale è necessario conoscere in modo approfondito le caratteristiche costruttive dell’edificio. Occorre saper distinguere in quali casi le componenti portanti sono realizzate in muratura e in quali il sostegno è affidato ad elementi in cemento armato. Conoscere la posizione dei pilastri, delle travi, le orditure e tipologie di solaio o gli spessori delle murature, sono solo alcune delle informazioni necessarie per valutare il grado di risposta sismica dell’edificio. Occorre tenere presente che le stesse informazioni sono necessarie anche per affrontare qualsiasi progetto di miglioramento sismico, o per eseguire, anche localmente, interventi di messa in sicurezza efficaci.

 

Valutare l’edificio solo dal punto di vista strutturale, tuttavia, può non essere sufficiente per garantirne la sicurezza.
Il terremoto, infatti, danneggia l’edificio non solo nelle componenti strutturali, ma anche in quelle non strutturali. Molti dei sistemi di calcolo della valutazione delle vulnerabilità sismiche, infatti, si soffermano sull’aspetto strutturale, ma non prendono in considerazione gli elementi non strutturali, come i tavolati interni, le tamponature perimetrali, i soffitti o i controsoffitti, che se danneggiati non causano il crollo della struttura, ma mettono ugualmente a rischio la sicurezza delle persone e rendono inagibili i locali.  Per rispondere alle reali esigenze di sicurezza è quindi fondamentale eseguire verifiche sismiche che valutino tutti gli elementi che compongono l’involucro e la struttura di un edificio.

 

Per supportare i tecnici nella gestione della sicurezza degli immobili in caso di terremoto, Tecnoindagini srl ha sviluppato il protocollo d’indagine per il rilievo della Vulnerabilità sismica: l’analisi completa delle componenti strutturali e non strutturali che, pur non sembrando danneggiate, hanno ridotto la propria funzionalità diventando, in caso di evento sismico, potenzialmente pericolose. Il rilievo, compiuto attraverso diversi metodi d’indagine complementari esegue analisi precise e complete, tutte non distruttive. La relazione tecnica di sintesi redatta da Tecnoindagini srl permette ai tecnici di garantire in tempi brevi un aiuto concreto per rilevare e disinnescare tutti i pericoli in caso di sisma.

 

Il terremoto non si può prevedere.  Il rilievo della vulnerabilità sismica può prevenirne i danni.

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