Antisismica: l’Emilia-Romagna è pronta per i controlli

Ben 675 edifici pubblici sono sotto esame in 216 comuni dell’Emilia-Romagna. Obiettivi: verificare i livelli di sicurezza sismica; applicare le norme di prevenzione attraverso una collaborazione più stretta tra regione e comuni; imporre criteri antisismici rigorosi sia alle nuove costruzioni che alle riqualificazioni.
È questo quanto emerso dalla conferenza “La prevenzione sismica in Emilia-Romagna”, svoltasi la settimana scorso a Bologna con l’intervento degli assessori Giancarlo Muzzarelli e Mario Luigi Bruschini. L’incontro è stato realizzato con l’obiettivo di potenziare la prevenzione sismica nel territorio emiliano-romagnolo. Si è discusso su come applicare la normativa regionale, e su quali saranno le ricadute concrete per il settore edilizio.

IL RISCHIO SISMICO IN EMILIA-ROMAGNA
In base alla classificazione del luglio 2003, nella regione sono considerati a media sismicità 105 comuni, mentre sono 236 quelli a bassa sismicità. Anche se nessun comune è classificato ad alta sismicità, il rischio sismico risulta piuttosto elevato: negli ultimi 1.000 anni in Emilia-Romagna si sono registrati quasi 400 terremoti, su un totale di circa 2.500 catalogati in Italia; quasi un sesto dei terremoti nazionali, quindi, ha colpito il territorio emiliano-romagnolo.

LA LEGGE 19/2008
Secondo quanto disposto dalle norme nazionali, entro il 31 dicembre 2010, uffici pubblici, ospedali, scuole e altre strutture – anche private – di pubblico interesse saranno verificate, attraverso un’apposita relazione, che identifichi sia i livelli di sicurezza che gli eventuali interventi necessari. L’Emilia-Romagna dall’ottobre scorso è dotata di una propria legge in materia (la legge 19/2008, “Norme per la riduzione del rischio sismico”). La legge, recependo anche quanto previsto da una sentenza della Corte costituzionale, stabilisce che i comuni debbano fornire un’autorizzazione preventiva sui requisiti antisismici di tutti gli interventi edilizi nelle zone classificate a media sismicità. In quelle a bassa sismicità è sufficiente il deposito del progetto strutturale presso i competenti uffici comunali, con controlli a campione. I comuni, in forma singola, nel caso dei più grandi, o associata, dovranno dotarsi di una struttura tecnica adeguata con personale specializzato e opportunamente formato. In alternativa si dovranno avvalere delle competenze dei servizi tecnici di bacino della regione per i quali è in previsione un potenziamento del personale tecnico a disposizione per i controlli sul territorio.

APPUNTAMENTI IN CORSO: IL CONVEGNO ANIDIS
Sino a giovedì 2 luglio
, a Palazzo Re Enzo di Bologna, si svolge il XIII convegno di ingegneria sismica, organizzato da Anidis (Associazione nazionale di ingegneria sismica) e dall?università di Bologna. L’appuntamento, rivolto a professionisti, ricercatori e operatori del settore, fornisce informazioni sulle tecniche più avanzate in tema di protezione antisismica.  Particolare attenzione è dedicata al dibattito svoltosi negli ultimi anni in merito all’adeguamento della normativa antisismica nazionale.

Per approfondimenti:
www.anidis2009.it

Fonte:
Agi

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