Articolo 29, il coro di protesta dei costruttori

Prosegue il coro di proteste contro l’art 29 del dl 185/2008 che taglia gli incentivi per gli interventi mirati al risparmio energetico. In attesa delle modifiche promesse dal governo, anche il sistema delle costruzioni si scaglia contro il provvedimento e chiede lo stralcio dell’articolo 29.

Ance, Anie, Anima, Assistal, Federbeton, Federchimica, Federlegno arredo, Finco e Oice definiscono tale scelta “incomprensibile rispetto sia all’urgenza di sostenere l’economia reale del paese nonché rispetto agli stessi obiettivi di contenimento dei consumi di energia fissati dal protocollo di Kyoto”.
“E’ necessario che il governo riveda questa scelta stralciando l’articolo 29 dal testo del provvedimento. Se ciò non avverrà ne deriveranno pesantissime conseguenze per l’economia complessiva del paese – dichiarano in un comunicato congiunto pubblicato in questi giorni. La norma infatti colpirà duramente non solo l’ampio tessuto imprenditoriale che opera in questo comparto, con gravi conseguenze anche a livello occupazionale, ma anche le tantissime famiglie che hanno in programma di realizzare, o hanno già realizzato, interventi di riqualificazione energetica della loro abitazione contando sui benefici previsti”.

“Né possono bastare le ultime, seppur positive, dichiarazioni del ministro Tremonti, che ha annunciato l’intenzione di eliminare la retroattività al 2008 delle nuove norme – aggiungono – dal momento che si tratta di un atto dovuto nei confronti dei contribuenti, che non possono vedersi cambiare le regole in corsa”.
Per le associazioni dei costruttori la sostanza del provvedimento, anche se rimandata di un anno, non cambia. “E questo – commentano – significa che il governo sta decidendodi annullare un incentivo che in due anni di operatività ha permesso più di 200.000 interventi (138.000 nel solo 2008 per una spesa di circa 1.950 milioni di euro) e che invece, già a partire dal 2009, per effetto dei limiti di spesa imposti dall’articolo 29, non darebbe vita a più di 35.000 interventi”.
“Un provvedimento anticrisi che voglia concretamente arginare gli effetti della grave situazione economica – conclude il comunicato congiunto – dovrebbe al contrario promuovere investimenti proprio nel settore – quello appunto delle costruzioni – che rappresenta da sempre un forte traino per il motore economico del paese e il 20% del Pil nazionale. Una politica peraltro pubblicamente condivisa e più volte annunciata dallo stesso Presidente del Consiglio”.

Fonte: Ance

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