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Rendite catastali, tempo di riflessioni

Rendite catastali, tempo di riflessioni

Alla Camera dei deputati si è svolto un convegno sugli aspetti connessi alla materia catastale. Emblematico il titolo, “3C: casa, catasto, contribuente”. L’obiettivo di questa giornata di approfondimenti era quello di analizzare alcune problematiche delle rendite catastali, una materia dal forte impatto economico, fiscale e sociale.

Tra gli interventi della giornata si sono segnalati quelli dei promotori dell’iniziativa: l’onorevole Maurizio Leo (presidente della Commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria), Gabriella Alemanno (direttore della Agenzia del territorio) e Gerardo Longobardi (presidente dell’Ordine dei commercialisti e degli esperti contabili di Roma). Accanto a loro, tra gli altri, il segretario generale di Confedilizia, Giorgio Spaziani Testa.

Gli interventi si sono soffermati soprattutto sul tema dell’evasione fiscale nel settore immobiliare, e sull’azione di contrasto che sta esercitando l’Agenzia del territorio: un supporto basato su una gestione informatica delle banche dati catastali, che, integrate con un puntuale inquadramento giuridico e processuale, potranno costituire un’efficace svolta per combattere il fenomeno dell’evasione.

“Iniziative di questo tipo si inseriscono in un percorso riferito a una problematica molto attuale, che riguarda il bene casa”, ha spiegato Gabriella Alemanno. “Lo strumento della rendita catastale, infatti, investe questioni non solo tributarie, ma anche civili e amministrative”. Stando alle parole della direttrice dell’Agenzia, due sono i temi che impattano con le attività del Catasto:
- l’esecuzione delle sentenze tributarie, relative all’aggiornamento delle rendite catastali;



- l’applicabilità della conciliazione giudiziale, nei casi di controversia tributaria.

LA POSIZIONE DEI COMMERCIALISTI
“La materia catastale”, ha avvertito il presidente dei commercialisti romani Gerardo Longobardi, “è di certo una delle più complesse del diritto tributario in quanto postula accanto a un’accurata conoscenza del diritto e del processo, una rilevante serie di nozioni extralegali, commerciali, di estimo ed economiche generali rispetto alle quali l’interprete – vuoi il professionista che il giudice tributario – prova spesso un certo disagio”. Non a caso, ha concluso Longobardi, “raramente la controversia catastale è trattata con la complessità che le sarebbe dovuta. Penso tra tutte alla questione delle impugnazioni della rendita catastale, della qualificazione e del classamento catastale”. In questo ambito i commercialisti giudicano centrale il dialogo con l’Agenzia del territorio.

Longobardi ha infine ricordato che la centralità della rendita catastale è stata più volte affermata dalla Cassazione. Le sentenze si sono in particolare soffermate su un principio ben definito: l’atto attributivo della rendita catastale è un atto autonomamente impugnabile nei confronti dell’Agenzia del territorio. Con questa impugnazione, quindi, “possono essere fatte valere le questioni relative alla rendita, per cui è precluso il loro apprezzamento nei giudizi successivi”.

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