Una nuova scappatoia dall'Ici?
Una sentenza della Corte di cassazione (la 22557 dell'8 settembre 2008) sembra destinata a cambiare le carte in tavola in tema di catasto. Secondo la pronuncia, infatti, i possessori di immobili hanno sempre il diritto di chiedere una diversa classificazione catastale, se questa non risulta più attuale.
Ciò significa che i proprietari potranno invocare lo stato dell'immobile per vedere "declassata" la propria abitazione, e tentare di sfuggire alle maglie dell’Ici.
Ogni titolare ha “la facoltà di chiedere una diversa classificazione catastale del bene. E ovviamente, in caso di risposta negativa, di rivolgersi al giudice”. Quest’ultimo valuterà la richiesta tenendo conto «di mutate condizioni, della vetustà dell'edificio, della non rispondenza dell'immobile alle esigenze attuali».
L'Agenzia del territorio, che era controparte del contribuente, sosteneva invece che la revisione del classamento catastale potesse avvenire solo attraverso "revisione ordinaria", cioè con una misura generale estesa a un "prefissato comparto nel quale le mutazioni si siano verificate".
Secondo i giudici invece la definizione catastale deve essere "mirata e specifica" e seguire l'evoluzione dell'immobile, con possibili variazioni sia verso l’alto che verso il basso. Può quindi accadere che “abitazioni in passato ritenute modeste o ‘popolari’ divengano ‘civili’ o signorili, e viceversa che immobili di pregio perdano la qualifica superiore”. Secondo i giudici infatti “i termini di abitazione ‘signorile’, ‘civile’, ‘popolare’ richiamano nozioni presenti nell'opinione generale a cui corrispondono caratteristiche che possono con il tempo mutare, sia sul piano della percezione degli associati, sia sul piano oggettivo per il naturale deperimento delle cose, cui non abbia posto rimedio una buona manutenzione”.
Fonte il Sole 24 Ore
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