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Ripresa dell’edilizia nazionale, il resoconto del convegno di Assoceramica

Ripresa dell’edilizia nazionale, il resoconto del convegno di Assoceramica

Un convegno dedicato al Piano Casa ed alla riqualificazione delle città per riflettere su come riattivare il mercato italiano delle costruzioni, che assorbe il 30% delle vendite dell’industria italiana della piastrella di ceramica italiana. Una misura che proprio nella giornata di ieri è stata ripresa nel Decreto Sviluppo proposto dal Governo con l’obiettivo di diffonderne l’applicazione (leggi anche su Ingegneri.cc Decreto Sviluppo. Le novità in tema di edilizia e appalti).

Il Piano Casa – ha commentato il presidente di Confindustria Ceramica Franco Manfredini in apertura dei lavori – è un provvedimento che non costa niente allo Stato e che è necessario venga applicato con la massima concretezza possibile per dare fiato a tutti quei settori che, come la ceramica, risentano fortemente della stagnazione dell’edilizia nazionale. Non possiamo più permetterci il lusso di dividerci in sterili polemiche politiche su interventi come questi, così importanti ed urgenti per l’interesse collettivo”.

Dopo di lui ha preso la parola Luca Caselli, che ha affermato che “sono state solo 12 le domande presentate nel Comune di Sassuolo, una tra le poche amministrazioni della Regione ad aver recepito senza variazioni la legge regionale”.
L’assessore provinciale alle infrastrutture ed alla casa Egidio Pagani, dopo aver ricordato la perdita di 3.300 posti di lavoro nella sola Provincia di Modena, ha rilevato come “le aree pianificate ad oggi disponibili sono in grado di veder realizzati 50.000 alloggi”. Nel suo intervento Giuseppe Schirone di Prometeia ha rilevato come, con la sola eccezione del Veneto, l’utilizzo del Piano Casa sia stato particolarmente limitato e che l’attività immobiliare italiana è sostenuta per buona parte da ristrutturazioni che beneficiano delle agevolazioni del 36% e 55%”.

L’assessore regionale alle attività produttive Gian Carlo Muzzarelli ha posto l’accento sulla necessità di affrontare questa crisi attraverso “la rigenerazione urbana di interi quartieri nel segno della bioarchitettura e dei materiali sostenibili. La semplice applicazione delle sole norme, senza allocazione di fondi, non è però sufficiente a risolvere il problema”. Lucia Bursi, architetto e Sindaco di Maranello, ha ricordato che “quella che stiamo attraversando è una crisi di domanda dovuta anche alla esiguità delle risorse disponibili. La semplificazione burocratica è una azione importante, ma deve interessare non solo le procedure, ma anche e soprattutto le norme”.

Alain Delcourt, presidente della Federazione europea della ceramica, ha spiegato che la ripresa del mercato delle costruzioni in Francia è dovuta all’applicazione dell’iva ridotta al 5,5% e a leggi di incentivazione volte da un lato a immettere sul mercato degli affitti immobili a prezzi calmierati e dall’altro a ridurre i costi di ristrutturazione.
Francesco Montanari, vice presidente di Ance Emilia Romagna, dopo aver ricordato che stiamo vivendo la peggior crisi dal dopoguerra, ha rilevato che il costo dell’edilizia in Italia è più alto rispetto a quello degli altri paesi europei. Inoltre ha poi sostenuto che il Piano Casa non sarà la soluzione di tutti i mali, ma è senza altro meglio del niente.




Pietro Balugani presidente dell’Ordine degli ingegneri di Modena ha sottolineato l’importanza di disporre di strumenti per la riqualificazione di porzioni di quartieri, nel segno del ‘demolire per ricostruire’, anche per riattivare l’economia. Claudio Gibertoni, presidente dell’Ordine degli architetti di Modena, ha invece puntato il dito sul tema delle procedure, stigmatizzando il fatto che il tempo è una variabile fondamentale sia per ottenere validi risultati che per gli equilibri finanziari delle imprese.

Ha chiuso il convegno l’assessore regionale alla Programmazione territoriale ed urbanistica Alfredo Peri che ha ricordato che “dobbiamo decidere da che parte andare, anche attraverso misure strutturali che ci portino ad aumentare la qualità urbana ed il peso degli appartamenti dati in affitto. Le ultime misure del Governo, come la SCIA, rappresenta un rovesciamento della logica passando da un ruolo di controllo della Pubblica Amministrazione ex ante ad uno ex post. La green economy, collegata al tema della mobilità e delle infrastrutture, rappresentano due percorsi da seguire con determinazione”. 

Il presidente di Confindustria Ceramica Franco Manfredini sottolinea l’importanza che nelle prossime settimane prosegua il confronto a tutti i livelli per valorizzare le migliori esperienze, in grado di fornire i più concreti risultati. In particolare il confronto tra pubblico e privato deve avere come obiettivo uno snellimento nelle procedure per raggiungere i migliori risultati praticabili e possibili. Uno sforzo che richiede il coinvolgimento di tutti e per il quale Confindustria Ceramica intende fare la propria parte.

Gli atti del convegno e le relazioni di Giuseppe Schirone (Prometeia), Alain Delcourt (Federazione Europea della Ceramica) e Lucia Bursi (Sindaco di Maranello) sono visibili sul sito http://www.confindustriaceramica.it/, come peraltro da lunedì la versione integrale dell’intero convegno.

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