Asseverazione pratica edilizia da un tecnico della p.a. non iscritto all’albo. Si può?

Asseverazione pratica edilizia da un tecnico della p.a. non iscritto all’albo. Si può?

Periodicamente ospitiamo su queste pagine dei casi particolari relativi alla pratica amministrativa in edilizia tratti dalla rubrica dei quesiti risolti del prestigioso mensile L’Ufficio Tecnico edito da Maggioli Editore. Il quesito che pubblichiamo oggi riguarda un tecnico abilitato, in organico a tempo pieno e indeterminato presso un ente pubblico, che chiede se può firmare una pratica edilizia come tecnico asseverante ai sensi del d.P.R. 380/2001 per un’opera da realizzarsi per la sua amministrazione, con le relative asseverazioni/certificazioni, senza iscrizione a un albo professionale, in virtù del suo status di dipendente pubblico.

Non solo. Il quesito continua chiedendo chiarimenti sulla ammissibilità del rapporto di dipendenza lavorativa che verrebbe ad instaurarsi fra il tecnico asseverante dipendente e il committente/datore di lavoro.

Risponde alla questione l’esperta consulente di enti pubblici Antonella Mafrica. Le asseverazioni, esordisce Mafrica, sono una delle forme con cui si esplica l’attività professionale dei tecnici abilitati, peraltro di fondamentale rilevanza e oggetto anche di risvolti penali nel caso di asseverazioni mendaci; poiché l’iscrizione all’albo è propedeutica allo svolgimento dell’attività, non è possibile asseverare alcun intervento da parte di un soggetto che, sebbene in possesso dei requisiti previsti dalla legge (titolo di studio idoneo e superamento di esame statale), non può essere qualificato come professionista in quanto non iscritto al proprio albo.

Peraltro, nella nostra esperienza, non abbiamo mai riscontrato un’asseverazione firmata da tecnico non iscritto all’albo.

Di conseguenza, si ritiene di dover fornire una risposta negativa al primo quesito posto.

Per quanto attiene al secondo quesito, posto che il dipendente ha già un rapporto di lavoro con il proprio datore, non potendosi ammettere l’asseverazione per i motivi indicati in risposta al quesito precedente, si ritiene di dover fornire, anche in questo caso, una risposta negativa all’ammissibilità di quanto proposto.

Il quesito è apparso sul numero di dicembre de L’Ufficio Tecnico. Nell’ambito dello stesso numero sono stati risolti anche i seguenti quesiti:

1. È legittimo respingere una istanza di proroga del termine di ultimazione dei lavori di un permesso di costruire che non contenga in modo analitico i motivi alla base della richiesta?

2. Da quale momento diventano rimborsabili gli oneri di urbanizzazione versati per una costruzione mai realizzata?

3. Un Comune ha effettuato un sopralluogo per la verifica della regolarità edilizia di un fabbricato a seguito di un esposto anonimo pervenuto. Il proprietario dell’immobile richiede copia dell’esposto: si chiede se tale richiesta deve essere accolta o può essere respinta.

Se ti interessa conoscere le risposte a queste domande, puoi collegarti al sito digitalmagazine.maggioli.it e acquistare l’intero fascicolo o anche solo la rubrica di tuo interesse.

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