Autocostruzione, una proposta per l’edilizia sociale

La questione abitativa rappresenta un tema tornato prepotentemente ai vertici dell’agenda delle priorità per la società e l’economia italiana. Una pratica che più di altre si sta riproponendo come alternativa al costoso mercato edilizio italiano è l’autocostruzione. Il concetto di partenza è molto semplice: si parla di autocostruzione quando una casa viene costruita dalle stesse persone che la abiteranno, anche senza alcuna esperienza tecnica e professionale nel settore edile. 

All’interno del grande ventaglio di possibilità che possono rientrare nel concetto generico di autocostruzione, risultano molto interessanti le esperienze di “autocostruzione associata ed assistita”, in cui gli stessi futuri proprietari si impegnano a prestare la loro opera manuale in forma cooperativa per un numero prestabilito di ore fino al completamento dell’abitazione, diretti ed assistiti da professionisti incaricati della messa a punto del progetto edilizio e della direzione dei lavori. L’autocostruzione, nel panorama delle differenti realtà italiane, è una soluzione innovativa in grado di far accedere alla casa fasce di popolazione economicamente svantaggiate, ma anche capace di creare una forte coesione sociale tra i partecipanti ai progetti. Pur essendo una pratica ancora scarsamente riconosciuta dalle normative, essa rappresenta una soluzione concreta per quelle persone che non riescono ad accedere all’offerta del mercato immobiliare e che hanno la necessità di contenere al massimo i costi: il totale del risparmio realizzabile in autocostruzione rispetto all’accesso sul libero mercato immobiliare può attestarsi fino al 50-60%.

Sempre più interessanti risultano le iniziative di autocostruzione associata ed assistita promosse da Enti Pubblici. L’autocostruzione rappresenta infatti una delle frontiere più affascinanti e più innovative per l’edilizia sociale, perché pone al centro l’impegno dei cittadini e le garanzie degli enti pubblici, mettendo in rete una serie di risorse sociali e finanziarie che possono essere di grande aiuto e sostegno al tema della casa.
Per l’attivazione di processi autocostruttivi è necessaria una rete dedicata alla gestione del processo, composta dalle Amministrazioni Locali (Comune, Regione, Provincia), un partner finanziario, la cooperativa di autocostruttori ed un’organizzazione specializzata per la regia nel lungo termine delle attività e per la connessione fra le diverse realtà facenti rete per il processo. Il punto focale è dunque la volontà e la condivisione da parte dell’Amministrazione locale del piano progettuale e dei suoi motivi fondanti.
In sintesi, queste sono le fasi di realizzazione del progetto, che ha come precondizione l’accordo e la collaborazione diretta delle amministrazioni locali ove si andrà ad avviare il programma abitativo:

– Individuare un’area su cui edificare gli alloggi in autocostruzione
– Portare l’iniziativa a conoscenza dell’opinione pubblica locale
– Individuare e selezionare i beneficiari, stranieri ed italiani, che saranno coinvolti nell’iniziativa
– Creare la cooperativa edilizia che assocerà tra loro i beneficiari
– Formare i beneficiari nell’acquisizione delle competenze tecniche necessarie al lavoro in modalità di autocostruzione
– Adempiere le pratiche amministrative necessarie per la realizzazione del progetto edilizio
– Individuare l’istituto di credito che concederà il mutuo finanziario
– Realizzare il processo edilizio e occuparsi della sua gestione
– Promuovere la convivenza interetnica tra i beneficiari dell’iniziativa.

Vediamo alcuni casi di Piani di autocostruzione di iniziativa pubblica sviluppati in Italia ed in corso di avanzamento.

Regione Lombardia
Il Piano Sperimentale Regionale di sostegno all’autocostruzione della Regione Lombardia, partito nel 2004 ed attualmente in corso, è promosso dalla Provincia di Milano, Alisei Ong, Innosense Consulting, A.L.E.R. Milano e A.L.E.R. Brescia. È tra i più consistenti mai avviati in Europa e prevede la realizzazione di alloggi nei Comuni di Bareggio, Besana Brianza, Brescia, Casalmaggiore, Paderno Dugnano, Pieve Emanuele, Trezzo sull’Adda, Vimodrone per un totale di circa 125 abitazioni. Il finanziamento regionale previsto per l’autocostruzione è di 11,8 milioni di euro.

Comune di Ravenna
Nel 2003 il Comune di Ravenna ha realizzato una ricerca di mercato per individuare soggetti disponibili a coordinare un progetto di autocostruzione associata, vista l’intenzione da parte dell’amministrazione di dedicare 4 terreni PEEP al fine di sperimentare il progetto. Sotto la regia dell’Ong Alisei, con il contributo di Banca Etica nel concedere di mutui ed i finanziamenti regionali, sono stati aperti i cantieri di Piangipane (concluso), Filetto, Savana e Sant’Alberto per un totale di circa 60 abitazioni.

Provincia di Parma
La Provincia di Parma nel 2008 si è impegnata a coordinare e sostenere un programma costruttivo di 48 nuovi alloggi in autocostruzione associata in collaborazione con i Comuni di Fidenza, Langhirano, Busseto, Torrile e, quale riserva, Collecchio. Attraverso un Protocollo d’Intesa, che individua i percorsi amministrativi e le modalità di attuazione, e la costituzione di un Gruppo di Coordinamento, tutte le amministrazioni coinvolte si sono impegnate ad individuare le aree idonee alla edificazione di immobili a costo contenuto da destinare alla prima casa di proprietà e/o alla locazione per un periodo di almeno 10 anni con proprietà differita, secondo le modalità di autocostruzione organizzata, attraverso processi di cooperazione e di integrazione sociale.

Articolo di Andrea Cantini e Massimiliano Bertoni

Per approfondimenti:
M.Bertoni, A.Cantini, Autocostruzione associata ed assistita in Italia, Roma, Editrice Dedalo, 2008.
www.labxarch.it
www.autocostruzione.net
www.autocostruzione.info
www.alisei.org
www.aler.mi.it
www.comune.ravenna.it
www.portale.parma.it

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