Autorizzazione paesaggistica, nuovo rinvio?

In seguito a una proposta della Lega Nord, diventa sempre più probabile un’ulteriore proroga all’entrata in vigore delle nuove procedure di autorizzazione paesaggistica, prevista per il primo gennaio 2010.

Nell’ultimo anno sono già tre gli slittamenti che ha subito il nuovo sistema di autorizzazioni, messo a punto con il Codice dei beni culturali e del paesaggio (d.lgs. 42/2004): al 1° gennaio 2009, al 30 giugno 2009 e al 1° gennaio 2010. Ora anche quest’ultima data è stata messa in dubbio con un emendamento presentato in Commissione affari costituzionali del Senato.

LE PROCEDURE CHE NON RIESCONO A DECOLLARE
Le procedure messe a punto con il Codice dei beni culturali e del paesaggio prevedono più responsabilità per le regioni e riservano alle soprintendenze il potere di esprimere parere preliminare vincolante sugli interventi nelle aree protette. La regione, il comune o la provincia devono svolgere un’istruttoria in 40 giorni e predisporre una proposta di valutazione da inviare al soprintendente che si pronuncia entro 45 giorni. Nel caso in cui le regioni abbiano approvato un piano paesaggistico, il parere della Soprintendenza è obbligatorio ma non vincolante. Dopo la pronuncia le regioni hanno a disposizione 20 giorni per rilasciare l’autorizzazione.
Con il regime transitorio (in vigore adesso) il comune rilascia il nulla osta entro 60 giorni e lo invia alla Soprintendenza, che si pronuncia entro 60 giorni e può annullare il provvedimento solo per vizi di legittimità.

SCONTRO NELLA MAGGIORANZA: BONDI CONTRO LA LEGA
Il ministro per i beni e le attività culturali, Sandro Bondi, si è detto contrario a questa nuova proroga perché renderebbe vana anche la proposta di regolamento per le autorizzazioni paesaggistiche semplificate sui beni vincolati oggetto di interventi di lieve entità. L’approvazione o meno della proroga sarà deliberata in Commissione affari costituzionali in questi giorni e da questa dipenderà lo snellimento dei piccoli interventi nelle aree protette. Questi interventi, includendo adeguamento antisismico, aumenti volumetrici del 10%, demolizioni e ricostruzioni nel rispetto della sagoma ed eliminazione delle barriere architettoniche, potrebbero contribuire al rilancio edilizio e al miglioramento della sicurezza.

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