Blower Door Test: Edifici a tenuta d’Aria

Un involucro con una buona impermeabilità all’aria riduce le dispersioni di calore causate dalla ventilazione incontrollata dei locali. La tenuta d’aria abbassa i costi energetici, riduce la formazione di condensa interstiziale negli elementi costruttivi e massimizza il comfort abitativo. Il Blower Door Test permette, grazie ad una differenza di pressione indotta meccanicamente tra interno ed esterno, di scoprire le zone di maggiore permeabilità nell’involucro edilizio e di formulare un’accurata diagnosi, al fine di individuare gli interventi sugli elementi maggiormente responsabili di tali problematiche. Questo test risulta utile per monitorare edifici esistenti con criticità specifiche, ma lo è ancora di più durante il corso dei lavori di costruzione, dopo la conclusione degli intonaci ed il montaggio definitivo degli infissi, quando è ancora possibile intervenire sulla performance dell’involucro in modo semplice e poco oneroso.

 

Un edificio dotato di involucro con alta tenuta alle fastidiose correnti d’aria all’interno dei locali non è solo un indice indice di qualità dei lavori eseguiti, ma aiuta a risparmiare energia e denaro, annullando l’effetto dei ponti termici. I punti critici possono essere i piccoli varchi dell’involucro edilizio, ad esempio gli elementi di congiunzione strutturale, cornici di porte e finestre, cassonetti delle tapparelle, connessioni tra materiali differenti o i fori per l’alloggiamento di cavi elettrici e condutture, ma anche le linee di giunzione tra muratura e tetto, i camini non intonacati e molto altro ancora. Poiché a infiltrazioni d’aria corrispondono carichi termici che l’eventuale impianto di riscaldamento/condizionamento deve compensare, è fondamentale valutare il comportamento termico-energetico degli edifici, specialmente se si vogliono raggiungere elevate prestazioni.

 

Il Blower Door Test (blower = ventilatore e door = porta) è una prova non distruttiva e non invasiva che viene realizzato con un particolare ventilatore in grado di mette in depressione o sovrappressione l’involucro edilizio rispetto all’esterno. Questo strumento viene installato in corrispondenza di una porta o di una finestra esterna e, chiusi tutti gli infissi, richiama aria fino a produrre e mantenere all’interno dell’edificio stesso una differenza di pressione. All’aeratore sono collegati degli strumenti che quantificano l’intensità del flusso d’aria che compensa le perdite dovute alle infiltrazioni.

 

Le modalità di misurazione devono essere conformi alla norma tecnica UNI EN 13829:2002 (Prestazione termica degli edifici – Determinazione della permeabilità all’aria degli edifici – Metodo di pressurizzazione mediante ventilatore).

 

In sintesi, il test completo con una turbina omologata (mod. Minneapolis) si articola in 3 fasi:

1. Nella prima fase viene creata e mantenuta una differenza di pressione tra l’interno e l’esterno costante di 50 Pa; durante questa fase viene ispezionata l’intera superficie dell’involucro edilizio alla ricerca dei punti non ermetici che causano le maggiori perdite di carico termico per infiltrazione;

2. Nella seconda fase viene generata un depressione decrescente, a partire da valori pari a circa 70 Pa e si prosegue a passi di 5 Pa sino a raggiungere un valore finale di 25 Pa; per ogni step vengono registrati i volumi d’aria che si perdono attraverso i punti di permeabilità;

3. Nella terza fase viene creata una sovrappressione e viene ripetuta la sequenza di cui alla fase precedente; questo per valutare anche le dispersioni dovute alle diverse guarnizioni.

 

Il Blower Door Test fornisce dei valori indicizzati sul ricambio d’aria tramite il parametro n50. Un valore di n50 = 4/h significa che, con una differenza di pressione di 50 Pa, il volume d’aria dell’edificio viene cambiato per 4 volte in un’ora. I valori tipici sono:

– casa passiva ≤ 0,6 /h

– edificio con impianto di ventilazione forzata ≤ 1,5 /h

– edificio a basso consumo energetico ≤ 2,0 /h

– edificio tradizionale ≤ 3,0 /h

 

Nei punti localizzati da cui filtra l’aria, individuati attraverso l’uso di opportuna strumentazione (termocamera e/o generatori di nebbia) andrà poi valutata l’entità del flusso tramite un anemometro: in linea generale sono tollerabili flussi d’aria fino a 1 m/s, mentre è indispensabile intervenire quando si hanno perdite con velocità di circolazione dell’aria ≥  2,0 m/s.

 

La normativa italiana per il Blower Door Test ha assorbito la norma UNI EN 13829, ma non sono disponibili indicazioni chiare sui valori di dispersione minimi e massimi. In Germania, in Austria e in molti altri paesi europei, questi valori sono invece stabiliti chiaramente dalla legge. Attualmente spetta perciò al committente dei lavori, o al professionista incaricato, premurarsi inserendo nel contratto di appalto una clausola relativa al valore di ermeticità per l’involucro edilizio e specificando che le eventuali infiltrazioni accertate durante il test di verifica dovranno essere eliminate senza che ciò comporti costi aggiuntivi a suo carico. Qualora il test dell’impermeabilità all’aria dovesse evidenziare gravi carenze, si consiglia di rieseguirlo dopo che sono stati effettuati gli interventi correttivi, al fine di assicurarsi che tutte le infiltrazioni siano state eliminate.

 

Da ricordare che l’eccessiva ermeticità di un edificio è oggi un problema piuttosto raro: in realtà il problema più frequente è ancora quello di una eccessiva circolazione dei flussi d’aria indesiderati. Nei casi più avanzati di case passive intervengono i moderni sistemi di ventilazione meccanica a recupero di calore, che aiutano ad evitare inutili di sprechi e garantiscono un continuo ricircolo dell’aria tra interno ed esterno.

 

Il test Blower-Door è stato reso obbligatorio dall’Agenzia CasaClima di Bolzano a partire da marzo 2010 per tutti gli edifici indipendentemente dalla loro classe energetica e dalla tipologia costruttiva.

 

Articolo di Andrea Cantini

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