Calcestruzzo protetto: materiale “ecologico”

È noto che il processo di fabbricazione del calcestruzzo non è propriamente “ecologico”. Infatti l’estrazione delle materie prime (silicati, argille, ecc…) è un processo che richiede altissime temperature e l’unico modo per ottenerle è utilizzare combustibile fossile che produce grandi quantità di CO2. Inoltre bisogna considerare l’aspetto dell’escavazione degli aggregati, del trasporto, dell’abbondante utilizzo di acqua e dello smaltimento: tutti questi sono contributi negativi all’impatto ambientale di questo materiale. A fronte di un impiego energetico e di una “impronta ecologica” così forte, il  calcestruzzo può diventare un materiale eco-sostenibile aumentandone il più possibile la durabilità, cioè per quanto tempo un’opera resta in servizio in modo efficiente senza necessitare di dispendiosi interventi manutentivi. Questo può avvenire oggi grazie all’impiego di speciali trattamenti protettivi completamente ecologici e che garantiscano l’estensione del ciclo di vita del cls, che può così durare inalterato per centinaia di anni.

La corrosione delle armature è una delle maggiori cause di degrado del calcestruzzo e può generare seri problemi di stabilità oltre che estetici. Le principali cause che portano alla corrosione dei ferri sono le infiltrazioni d’acqua, di umidità, di anidride carbonica e carbonati di calcio che penetrano nel calcestruzzo e aggrediscono il ferro.
Questo processo produce ruggine (idrossido di ferro), che è molto espansiva. Questa espansione fa aumentare la pressione interna fino alla rottura dello strato di calcestruzzo più esterno (espulsione del copri ferro o spalling). In tal modo i ferri sono completamente esposti agli agenti esterni che accelerano il processo di corrosione.

I fattori che rendono un’opera in cls più o meno resistente al degrado sono molteplici, iniziando dalla qualità dei materiali che lo compongono e le proporzioni fra essi, passando alle condizioni di trasporto, quelle climatiche al momento della posa in opera, fino alla compattazione e la stagionatura.

La soluzione proposta da Ecobeton: Vetrofluid
Vetrofluid è uno speciale impermeabilizzante antidegrado per il calcestruzzo, la cui formulazione a base di vetro liquido e uno specifico catalizzatore, permette al prodotto di penetrare fino a 40 millimetri di profondità nel calcestruzzo, sigillandone le porosità e diventando una barriera permanente nel tempo.

Questo prodotto sfrutta proprio la caratteristica del calcestruzzo che lo rende facilmente attaccabile dagli agenti esterni che ne riducono la durabilità: è cioè la porosità.
Il cls infatti è costituito da pori e micropori: Vetrofluid viene applicato spruzzandolo sulle superfici da trattare e penetrando nei pori e cristallizzando li sigilla proteggendo i ferri e il copri ferro e migliorando le prestazioni del calcestruzzo in maniera definitiva.

Sono note infatti le proprietà anticorrosive della materia prima di cui è composto Vetrofluid, il waterglass, al punto che viene comunemente impiegato nei detersivi per proteggere le parti metalliche delle lavatrici.
Vetrofluid, con la sua capacità protettiva e impermeabilizzante, impedisce all’acqua, all’umidità, all’anidride carbonica e ai carbonati di calcio di penetrare nel calcestruzzo e di aggredire il ferro d’armatura.

Un trattamento impermeabilizzante che risolve in maniera definitiva i problemi di umidità grazie alla sua capacità di traspirare, rendendo gli ambienti più salubri. Vetrofluid infatti, penetra nelle porosità lasciando libere le microporosità di lasciar passare aria; il calcestruzzo si mantiene pertanto giovane ed in perfetto stato.
Test di laboratorio hanno provato la resistenza di Vetrofluid ad uno degli agenti atmosferici più dannosi per i materiali da costruzione: il fenomeno del gelo e disgelo. Dopo 300 cicli di esposizione al gelo e disgelo, il calcestruzzo trattato con Vetrofluid si presenta intatto, perfettamente integro ed incredibilmente resistente.

Principali vantaggi di Vetrofluid
– è economico e conveniente: con un litro di Vetrofluid si proteggono fino a 4 mq.
– è di facile utilizzo: può essere applicato a spruzzo con pompe a bassa pressione, a rullo o a pennello, dopo aver bagnato con acqua e fatto asciugare la superficie da trattare. La maturazione del prodotto avviene in 36 giorni, tuttavia la superficie è disponibile dopo poche ore, sulla quale si potrà camminare, o rivestire con intonaci che non temono l’umidità o con getti di calcestruzzo.
– è ecologico, totalmente atossico e sicuro per l’uomo e l’ambiente. È certificato per l’uso a contatto con acqua potabile ed è utilizzato su superfici per uso alimentare e viene utilizzato con successo anche in bioedilizia.

Dove impiegare Vetrofluid
– sui muri contro terra, per impermeabilizzare sia dall’esterno che dall’interno
– nelle fondazioni continue e nei piedi di fondazione, per bloccare l’umidità di risalita
– sul calcestruzzo sottoposto a gravose condizioni climatiche
– in depuratori, pozzetti e vasche di raccolta a contatto con sostanze aggressive
– su calcestruzzi faccia a vista
– nelle vasche d’acqua potabile
– negli interrati che trasudano umidità
– nelle strutture agricole (stalle, depositi di cereali e fieno, porcilaie…)
– in tutte le strutture di calcestruzzo immerse per fermare l’attacco dei cloruri.
– dovunque si desideri aumentare la durabilità delle opere in calcestruzzo
– in spinta negativa
– sul calcestruzzo per la costruzione di ponti, sottopassi, dighe e gallerie per impermeabilizzare e proteggere dal degrado e dalla corrosione

Articolo di Massimiliano Bertoni e Andrea Cantini

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