Camini e stufe ad accumulo. Calore di altissimo livello

Cosa accade quando il sole viene coperto da una nuvola? Anche se la temperatura dell’aria rimane costante si percepisce la sensazione di freddo. Questa semplice esperienza è dovuta all’improvvisa diminuzione della componente di radiazione solare legata all’irraggiamento. Anche in ambito domestico è possibile percepire un fenomeno analogo con un semplice caminetto: l’ambiente si riscalda velocemente e si raffredda altrettanto velocemente appena il fuoco è spento. Ma la piacevole temperatura di un focolare acceso può essere efficacemente ‘prolungata’ facendo in modo che la pietra del camino assorba il calore e lo rilasci lentamente per irraggiamento nell’ambiente. È questo il principio dei caminetti e delle stufe ad accumulo, facilmente traducibile in “meno consumo di legna e più calore”.

Sono spesso presentati come una nuova generazione innovativa, ma i camini e le stufe ad accumulo sono prodotti molto antichi, utilizzati nelle zone fredde di tutta Europa per la loro grande capacità di mantenere a lungo il calore con l’impiego di limitate quantità di legna. Le stufe ad ole tirolesi e trentine in maiolica, le cosiddette kachelofen o stube in muratura, oppure l’uso della pietra ollare o della chamotte, sono tutte soluzioni che affondano le loro radici nella storia. Il loro impiego si estese fino al periodo industriale, per essere poi gradualmente sostituite da altre forme di riscaldamento ritenute più moderne. Solo negli ultimi anni, si è registrato un vero e proprio “rinascimento” per questo tipo di impianti di riscaldamento.

Ma come funziona un focolare ad accumulo? Semplice. Nella camera di combustione viene prodotto il calore ad alta temperatura che scalda le pareti dotate di massa elevata e grande capacità di accumulo. Queste masse a assorbono il calore e lo restituiscono all’ambiente a bassa temperatura. A differenza delle tradizionali stufe a convenzione, alla base del principio ci sono proprio la massa in peso e l’inerzia termica dei materiali: più c’è massa e più si riesce a scaldare, più il materiale trattiene il calore e più a lungo lo restituisce. Per ottimizzare il tutto, il fumo di combustione svolge un ruolo fondamentale: quest’ultimo, anziché essere disperso immediatamente, viene incanalato all’interno dei giro fumi situati al di sopra della camera di combustione, in modo da trattenere a lungo i gas di combustione, recuperarne il calore residuo e trasmetterlo al nucleo d’accumulo. L’evoluzione delle camere di combustione ha reso questi sistemi sempre più efficienti dal punto di vista energetico e del consumo.

Quando parliamo di sistemi ad accumulo, il cui funzionamento è stato sopra descritto, il peso della stufa è importantissimo e non meno importante è la superficie radiante. Per una casa normalmente isolata occorrono circa 20/25 kg di stufa per mq di superfici netta di pavimento, ovvero 7/8 kg per m3 edificato. Queste indicazioni sono assolutamente indicative essendo condizionate da diversi fattori: posa in opera, posizionamento, valutazione del carico termico dell’edificio, dimensionamento dell’impianto, scelta dei materiali, design, ecc. Inoltre nella stufe ad accumulo può essere inserito il modulo assorbente ad acqua, installato tra il blocco refrattario ed il rivestimento esterno, con cui è possibile recuperare fino al 50% del calore della stufa e distribuirlo attraverso un sistema di riscaldamento centrale. Per valutare correttamente tutti questi aspetti è necessario quindi affidarsi ad un tecnico professionista che valuti anche le capacità di carico dei pavimenti, dato che questi impianti sono come detto molto pesanti.

L’irraggiamento è un sistema di riscaldamento sano, naturale, igienico e confortevole, che provoca poco movimento dell’aria e permette di godere in modo costante di una piacevole sensazione di calore radiante fin dall’inizio della combustione. I caminetti e le stufe ad accumulo di calore sono una tradizione radicata nel passato e proiettata al futuro, oggi arricchita dalla tecnologia e da prestazioni sempre più performanti, ma sempre capace di coniugare qualità, resa termica, sicurezza e benessere.

Articolo di Andrea Cantini e Massimiliano Bertoni

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