Caos condoni edilizi a Roma, contro opacità serve digitalizzare gli archivi

Caos condoni edilizi a Roma, contro l’opacità serve digitalizzare gli archivi

Sulle oltre 210.000 pratiche di condoni edilizi che giacciono inevase negli archivi del Comune di Roma, quasi un quarto andrebbe rigettato perché chiede la sanatoria di immobili costruiti in zone non condonabili.

La denuncia dell’ex assessore alla legalità Alfonso Sabella sulla situazione dell’Ufficio condoni nella Capitale viene commentata dall’ing. Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica e Legislazione Ambientale presso l’università Sapienza di Roma, esperto in materia di regolarizzazione e condono edilizio, presidente di Sogeea spa.

“Tutte le strutture di questo tipo, non solo quella della Capitale, autorizzano in deroga alla legislazione vigente e hanno un potere assai elevato: i tecnici dei Comuni si trasformano a volte in una vera e propria casta, con la conseguente tentazione di piegare alla propria discrezionalità procedure che dovrebbero essere rigorose”, spiega Simonicini per il quale l’unica soluzione sarebbe rappresentata dalla digitalizzazione degli archivi con le richieste di condoni edilizi.

“Trasformando le pratiche da cartacee in digitali – è il ragionamento di Simoncini – si scatta una fotografia con data certa dell’archivio, una sorta di marca temporale: la zona grigia in cui regna il ‘metti-togli’ all’interno dei singoli fascicoli viene spazzata via”.

Il nodo, è però la capacità di innovazione digitale che possono mettere in campo le amministrazioni pubbliche. Capacità assai scarse, come già denunciato a settembre dagli Ingegneri riuniti a Venezia al congresso nazionale (leggi l’articolo sulle inefficenze della PA su Ingegneri.cc).

A chi obietta che digitalizzare gli archivi monstre del Comune di Roma costerebbe troppo, Simoncini ribatte, spiegando che “costi per mettere in piedi un sistema del genere verrebbero ammortizzati incassando più celermente gli oneri concessori oppure affidando la gestione a un partner privato, pagato a percentuale solo una volta che la pubblica amministrazione ha incassato l’onere”.

Le pratiche ancora da istruire all’ufficio condoni edilizi di Roma, secondo il Centro Studi Sogeea, ammontano a circa 213.000: di queste, 108.600 relative addirittura al condono del 1985, 30.200 a quello del 1994 e 74.200 a quello del 2003. Proprio riguardo all’ultimo condono, circa 50.000 sarebbero istanze da rigettare in quanto presentate per immobili siti in zone non condonabili. Tenere bloccate le procedure per evitare di rilasciare i dinieghi significa rinunciare a un incasso di circa 360 milioni di euro per il Comune di Roma, di 480 milioni per lo Stato e di 50 milioni per la Regione Lazio.

Ricordiamo per i lettori interessati che per Maggioli Editore sono disponibili due manuali tecnici utili ai geometri che si occupano di perizie per i reati edilizi e per chi istruisce le pratiche di condono per abusi edilizi. Stiamo parlando di Gli abusi edilizi – procedimenti, sanzioni e contenzioso di Emanuele Montini e della Guida alla redazione di consulenze tecniche per reati edilizi.

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