Cassa geometri: Amadasi rieletto presidente

La Cassa geometri ha eletto il nuovo consiglio di amministrazione. Come presidente è stato confermato Fausto Amadasi, affiancato da Dilio Bianchi (vicepresidente), Antonio Aversa, Diego Buono e Renato Ferrari (componenti di giunta). Completano il consiglio Carlo Cecchetelli, Francesco Di Leo, Carmelo Garofalo, Leo Momi, Mario Ravasi e Ilario Tesio (consiglieri).

Nell’assemblea dello scorso 9 giugno è stato approvato anche il bilancio consuntivo dell’esercizio 2008, che si chiude con un avanzo economico di esercizio di 19 milioni di euro. ”Un risultato soddisfacente – ha dichiarato il presidente Amadasi – che si fonda su investimenti oculati e sulla intera revisione strutturale ed organizzativa dei processi di produzione della Cipag”. Il presidente della Cassa ha poi tracciato il cammino del prossimo quadriennio, ricordando sei diversi obiettivi già individuati dalla commissione legislativa.

1. Raggiungere la sostenibilità senza stravolgere il sistema previdenziale attuale
Amadasi parte da una constatazione: “Per mantenere il livello delle attuali prestazioni a ‘numero chiuso’ (cioè senza nuove iscrizioni), la contribuzione dovrebbe raggiungere il 25% del reddito prodotto”. Un’aliquota “folle”, che le proposte di legge più recenti però vorrebbero correggere abbandonando completamente il tradizionale sistema retributivo e imponendo un sistema esclusivamente contributivo.
Di fronte a questa situazione, Amadasi sostiene il percorso intrapreso dai consigli nazionali dei geometri, dei periti industriali e  dei periti agrari per la riforma della professione, la riunificazione in un unico ordine professionale delle tre categorie e la nascita di un’unica cassa di previdenza. “Questa è la strada maestra”: un’iniziativa che “certamente comporterà molte rinunce e sacrifici ma che porterà in dote la tranquillità di maggiori garanzie per gli iscritti”.
Questo è il percorso ideale per sostenere il sistema previdenziale attuale. Tuttavia, gli obiettivi prefissati non verranno abbandonati “anche se dovessero presentarsi difficoltà tali da non permettere il varo dell’Albo unico”.

2. Proteggere l’adeguatezza delle prestazioni soprattutto per coloro che vivono esclusivamente di professione
Il sistema retributivo garantisce maggior copertura ai professionisti che esercitano l’attività professionale per il periodo massimo. “Non possiamo rinunciare a questa impostazione”, afferma Amadasi. Ma se si vuole contrastare chi sostiene il sistema contributivo puro, occorre “utilizzare la leva dell’innalzamento dell’età per l’accesso alla pensione di vecchiaia”.

3. Ampliare le tutele assistenziali di tutti gli iscritti
La commissione legislativa aveva caldeggiato alcuni interventi assistenziali. Due di queste azioni sono già stati inseriti nel regolamento di attuazione approvato dal consiglio.
• Verrà elargito un contributo straordinario nel caso di geometri deceduti senza che i superstiti (specie se minori) abbiano diritto ad alcun trattamento.
• Sarà concesso un contributo straordinario idoneo a sanare i debiti contributivi trasmessi agli eredi senza diritto ad alcuna prestazione.
Restano in sospeso altri tre obiettivi:
• l’istituzione di borse di studio per gli orfani dei geometri;
• un contributo una-tantum per la nascita di un figlio;
• forme di tutela, anche assicurativa, per la lungodegenza.
Si è scelto di attendere l’introduzione di queste soluzioni per valutarne attentamente l’impatto sui bilanci del fondo di solidarietà. Amadasi ricorda, infatti, “l’incidenza, oggi non ancora ben quantificabile, degli interventi a favore dei colleghi che hanno subito i danni dal terremoto”.

4. Favorire l’inserimento delle giovani generazioni di professionisti
Un primo provvedimento è stato già attuato, consentendo finanziamenti agevolati agli iscritti di età inferiore ai 35 anni per l’acquisto di attrezzature necessarie all’attività professionale. Il finanziamento ha un tetto massimo di 25.000 euro e un tasso del 4,5%  e potrà essere restituito in cinque anni.
Il provvedimento interessa una platea di circa 8.000 iscritti e impegna la Cassa per circa dieci milioni di euro.

5. Creare le premesse di una corretta integrazione normativa con le altre casse del settore tecnico
Le recenti vicissitudini delle casse privatizzate AdEPP “hanno portato la Cassa geometri a prendere le distanze da una gestione monocratica e poco attenta alle vere esigenze degli enti previdenziali”. In questa situazione, la Cassa geometri privilegerà il confronto diretto su temi specifici, favorendo sinergie nel settore degli investimenti (fondo F2i, Inarcheck). Sul piano previdenziale si cercherà di armonizzare il più possibile gli strumenti normativi.

6. Migliorare l’efficienza della attività istituzionale, della gestione previdenziale e degli investimenti
Tra gli obiettivi che il nuovo consiglio si pone c’è quello di superare l’attuale meccanismo di raccolta delle denunce dei modelli 17 verificando la possibilità di avere i dati direttamente dall’Agenzia delle entrate e recuperando i pagamenti tramite F24. A questo obiettivo si aggiunge poi l’istituzione di una nuova procedura informatica per le domande di pensione.
Sul fronte degli investimenti, invece, si valuterà se conferire il patrimonio immobiliare in un fondo, così da usufruire di un sistema fiscale meno penalizzante.

Per approfondimenti:
il sito della Cassa geometri

 

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