Catasto fabbricati: la riforma passa per internet alla ricerca dei dati

Mentre è ormai certa una proroga dei tempi necessari a emanare i prossimi decreti attuativi della riforma del catasto, iniziano a trapelare alcune indiscrezioni sul contenuto sostanziale della revisione.

 

In particolar modo, come è facilmente comprensibile, il nodo più delicato è quello relativo alla raccolta delle informazioni su consistenze e valori immobiliari necessari per applicare gli algoritmi che andranno a determinare le nuove rendite catastali e quindi, in ultima analisi, l’entità del prelievo fiscale su abitazioni, uffici e negozi.

 

Il problema, come ha ben argomentato il presidente AGEFIS intervistato da Ediltecnico, riguarda proprio l’algoritmo  che “dovrà essere elaborato a partire dai prezzi reali degli immobili delle diverse aree territoriali”.

 

Questi prezzi, dice Mion, si dovrebbero desumere in base alle compravendite, che però, a causa della persistente crisi del mercato immobiliare, sono da anni in forte calo, tanto che in più di cinquemila comuni sono state addirittura meno di 100. La soluzione prospettata dall’Agenzia delle Entrate è di ampliare le microzone, fino a coprire aree più ampie, ma così facendo le funzioni statistiche rischiano di essere assai poco attendibili e non aderenti alla realtà, vanificando così lo scopo dell’intera riforma.

 

La soluzione prospettata nella bozza del decreto sulla revisione del catasto fabbricati è quella di sfruttare le nuove tecnologie e di chiedere direttamente ai proprietari di immobili di inviare i dati sulle proprietà tramite moduli online specificatamente predisposti e che sarebbero messi a disposizione sul sito dell’Agenzia delle Entrate.

 

Successivamente potrebbe essere l’Agenzia stessa a inviare ai proprietari appositi questionari per completare e perfezionare la raccolta dei dati.

Pare prendere corpo anche l’ipotesi, peraltro caldeggiata dagli stessi Geometri, di un coinvolgimento diretto dei professionisti nei rilievi.

 

Tra le altre novità in pentola c’è la riduzione del 30% dei valori e delle stime per le unità immobiliari ordinarie e del 20% per quelle speciali. Lo scopo sarebbe quello di neutralizzare l’aleatorietà insita nelle stime immobiliari. Su quest’ultimo punto, Geometri.cc consiglia il nuovissimo manuale Stima immobiliare: fondamenti e casi professionali dell’esperto Massimo Moncelli.

 

Infine, segnaliamo che nella bozza del decreto viene prevista l’opzione di adeguare gli estimi catastali dopo 5 anni e la diminuzione dei valori fiscali per gli immobili di pregio storico e artistico.

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico