Catasto pazzo in via Montenapoleone

Il 16 giugno scorso hanno dovuto versare l’Ici coloro che non sono proprietari di una prima casa, insieme a quanti possiedono un’abitazione accatastata in categoria A1, A8 e A9. Dopo le inchieste di diversi quotidiani (la Repubblica, la Stampa, il Corriere della Sera), proseguono però le polemiche relative ai dati dell’Agenzia del territorio che sembrano sottostimare la diffusione di abitazioni di categoria A1, vale a dire di “unità immobiliari appartenenti a fabbricati ubicati in zone di pregio con caratteristiche costruttive, tecnologiche e di rifiniture di livello superiore a quello dei fabbricati di tipo residenziale”. La situazione sarebbe grave soprattutto in alcune città come Milano.

Il caso di Milano
Scrivono Luca De Vito e Alessia Gallione di Repubblica, a proposito del capoluogo lombardo: “È la città dove si vendono abitazioni a 14.000 euro al metro quadrato. Ma anche il capoluogo che, sulla carta, ha meno abitazioni di lusso, quelle che continueranno a pagare l’Ici sulla prima casa insieme a ville e castelli: 952, lo 0,12% di tutte le residenze di Milano. Una cifra che, anche aggiungendo tutti gli A1 della Provincia (così vengono definiti gli immobili ‘signorili’) arriva a quota 1.272, molto lontana dalle medie di altri capoluoghi come Roma (2.124), Napoli (3.866) o Genova, dove gli appartamenti dorati sarebbero 5.265”.
In via Montenapoleone gli A1 sarebbero solo 4 su 79 abitazioni, e in via della Spiga 3 su 80, mentre non mancherebbero nemmeno gli A4 (abitazionI popolarI) e gli A5 (le vecchie case senza bagno). Il danno per  le casse comunali, secondo alcuni calcoli al ribasso, supererebbe i 3 milioni di euro.
La ragione dipenderebbe da una serie di valutazioni discutibili. Osservano De Vito e Gallione: “A Milano la media delle stanze di un’abitazione signorile è di 16,74 vani, contro i 15,39 della Provincia o i 10,49 di Bergamo”. Ma il problema principale andrebbe ricercato nel mancato aggiornamento dei dati catastali. Nella zona dei Navigli sarebbero ancora presenti 5.000 abitazioni di categoria A5: vecchie case di ringhiera ristrutturate senza denunciare il cambio di categoria. Solo da tre anni, infatti, chi presenta la richiesta per una ristrutturazione in Comune deve comunicare anche l’aumento di categoria.

Piazza di Spagna
Sotto accusa sono però anche gli scarsi controlli dell’Agenzia del territorio. Inchieste giornalistiche analoghe hanno riguardato anche altre località italiane. Maria Corbi della Stampa ha rilevato per esempio come nella lussuosissima Piazza di Spagna, a Roma, solo un’abitazione sia accatastata in categoria A1.
Un’anomalia a prima vista poco comprensibile per una zona di Roma che ospita abitazioni fastose di vip e celebri professionisti, e addirittura sedi di ambasciate (Vaticano e Belize). Accanto ad abitazioni accatastate come popolari, nel caso di Piazza di Spagna molti edifici sfrutterebbero il fatto di essere “immobili storici” , dotati quindi di una protezione fiscale molto accentuata.

L’inchiesta di Repubblica
L’inchiesta della Stampa

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