Certificazione energetica edifici, le novità del nuovo DM 22 novembre 2012

La scorsa settimana è approdato in Gazzetta Ufficiale il decreto ministeriale 22 novembre 2012 che modifica in maniera significativa le linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici. Ma quali sono, in concreto, le novità apportate dal nuovo decreto?

 

Il primo, e certamente più importante, cambiamento riguarda l’abolizione della possibilità, per i proprietari di immobili, privi dell’attestato di certificazione energetica, di auto-dichiarare l’appartenenza alla classe energetica più bassa (Classe G).

 

“L’effetto immediato di questa abrogazione”, scrive l’ing. Enrico Ninarello sulle colonne del quotidiano online Ediltecnico.it, “ricadrà sin da subito sugli atti di compravendita di edifici esistenti con superficie inferiore ai 1.000 metri quadri (per intenderci quasi tutti gli appartamenti oggetto di trasferimento oneroso), per i quali era stato fin qui possibile una semplice dichiarazione resa dal proprietario in cui si affermava, a fronte della scadente qualità energetica dell’immobile, che l’edificio fosse di classe energetica G e che i costi per la gestione energetica fossero molto alti”.

 

Le altre novità del DM 22 novembre 2012
Ma il d.m. 22 novembre 2012 non si limita a questa, pur importante, modifica della situazione precedente. Il testo messo a punto dai tecnici del Ministero dello sviluppo economico, infatti, chiarisce in maniera assai più dettagliata l’elenco degli edifici che sono esentati dall’obbligo di ottenere la certificazione energetica.

 

“In particolare”, scrive sempre Ninarello, “vengono esclusi, a meno delle porzioni eventualmente adibite a uffici e assimilabili (purché scorporabili agli effetti dell’isolamento termico) box, cantine, autorimesse, parcheggi multipiano, depositi, strutture stagionali a protezione degli impianti sportivi e altri edifici a questi equiparabili in cui non è necessario garantire un confort abitativo”.

 

Non avranno bisogno della certificazione energetica neppure i ruderi e gli immobili venduti allo stato di scheletro strutturale (ma deve essere resa una esplicita dichiarazione di tale stato dell’edificio nell’atto notarile di trasferimento di proprietà).

 

Altro punto affrontato sono i compiti degli enti tecnici (CTI, CNR ed ENEA), meglio specificati. Infatti, il decreto ministeriale chiarisce che questi rendano disponibili raccolte di casi studio, fogli di calcolo o altri strumenti che i predetti istituti ritengono idonei, su cui sono svolte le verifiche per dare garanzia che i software commerciali determinino dei valori degli indici di prestazione energetica con uno scostamento massimo di più o meno il 5% rispetto ai corrispondenti parametri determinati con l’applicazione dei pertinenti sistemi di riferimento nazionali.

 

Inoltre, probabilmente rispondendo ad una specifica necessità dei certificatori energetici nata dal riscontro sul campo delle mille difficoltà incontrate nel reperimento dei dati presso i committenti, si dispone che gli amministratori degli stabili e i responsabili degli impianti forniscano ai condomini o ai certificatori, da questi incaricati, tutte le informazioni e i dati edilizi e impiantistici, compreso il libretto di impianto (o di centrale) per la climatizzazione, necessari alla realizzazione della certificazione energetica degli edifici.

 

Fonte Ediltecnico.it

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