Che fine ha fatto la riforma del catasto? Aggiornamenti

Riforma del catasto

La riforma del catasto è davvero finita su un binario morto? Ed a che punto si è fermato il percorso che solo un anno fa sembrava procedere molto spedito verso la riforma delle rendite catastali? A chiarire la situazione in merito al tormentato cammino del procedimento di riforma della disciplina è l’esperto Antonio Iovine che sulle pagine di Ediltecnico.it ha firmato un articolo molto chiaro in materia: ecco un estratto delle sue parole: “Slitta o meglio langue la riforma del catasto ex legge delega n. 23/2014. Per l’attuazione della riforma erano previsti uno o più convogli  (alias decreti legislativi attuativi) uno dei quali è partito e viaggia con ritardo, gli altri, purtroppo no”.

La ennesima legge delega per la riforma del catasto, facendo proprie gran parte delle omologhe leggi delega che l’avevano preceduta, ha previsto una radicale riforma del sistema estimativo del catasto dei fabbricati basata su alcuni perni centrali, elencati in questo modo da Iovine: “Coinvolgimento attivo dei comuni,segmentazione territoriale in microzone, introduzione del metro quadrato di superficie come parametro di misura della consistenza immobiliare, l’abbandono dell’attuale sistema di valutazione incentrato sulla categoria e classi, nuove metodologie di stima degli immobili, determinazione del valore e del reddito degli immobili, uso di funzioni statistico-matematiche per la stima, nuova qualificazione delle unità immobiliari, previsione di meccanismi di adeguamento periodico dei valori e delle rendite, invarianza di gettito delle imposte immobiliari, attraverso adeguamento delle aliquote delle varie imposte, ridefinizione delle competenze e funzionamento delle commissioni censuarie provinciali e della commissione censuaria centrale”.

Leggi anche l’articolo Come ridurre la rendita catastale di un immobile: 3 esempi pratici.

Va detto in tale direzione che la legge delega prevedeva l’emanazione dei decreti legislativi attuativi entro 12 mesi dalla sua data di entrata in vigore sia per la riforma fiscale che per la revisione del catasto dei fabbricati. Tuttavia, mentre i decreti legislativi per la riforma fiscale sono stati emanati, per la riforma del catasto (entro la scadenza del termine) è stato emanato esclusivamente il decreto legislativo 17 dicembre 2014 , n. 198 in tema di  composizione, attribuzioni e funzionamento delle commissioni censuarie, a norma dell’articolo 2, comma 3, lettera a) , della legge 11 marzo 2014, n. 23”.

È proprio questo il “treno” a cui Iovine si riferiva in apertura di articolo: “L’art. 21 di questo decreto prevedeva che le nuove commissioni censuarie si insediassero, anche in assenza di designazione di uno o più componenti supplenti, entro un anno dalla data di entrata in vigore dello stesso, con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle entrate, da pubblicare nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana, che individua una data unica di insediamento a livello nazionale. Il ritardo consta nel fatto che è decorso l’anno previsto per l’insediamento senza che le nuove commissioni si insediassero, con l’aggravante che in alcune province non sono state rinnovate neanche le commissioni censuarie di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 650, con i compiti ivi previsti, non consentendo anche lo svolgimento delle attività ordinarie”.

Continua la lettura, consultando l’articolo integrale di Antonio Iovine su Ediltecnico.it, il portale di riferimento dei professionisti tecnici.

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