Chi firma la certificazione energetica?

Come previsto da tempo, dal 1° luglio la certificazione energetica degli edifici è diventata obbligatoria anche nelle compravendite e nelle locazioni di intere costruzioni fino a 1.000 metri quadrati.
Sempre sul tema della certificazione, però, dal 4 luglio scorso sono entrate in vigore anche due importanti novità, introdotte con il decreto legislativo 115/2008.

1. Certificatori
Tutti i professionisti in grado di progettare potranno firmare l’attestato di efficienza energetica degli edifici, senza bisogno di frequentare un corso.

Sono ammessi tecnici pubblici e privati, comprese le società di ingegneria e i pool di professionisti iscritti ai relativi ordini e collegi professionali. Vengono ammesse le collaborazioni tra professionisti: se il tecnico è abilitato per una parte delle competenze richieste può operare in tandem con altri tecnici in modo che il gruppo costituito “copra tutti gli ambiti professionali su cui è richiesta la competenza”.
Per i certificatori con titolo di studio tecnico-scientifico sono invece previsti corsi di abilitazione organizzati da Regioni e Province, oppure autorizzati dagli enti locali. I corsi si concluderanno con un esame e, Insieme alla targa, dovranno rilasciare anche una dichiarazione di indipendenza e imparzialità sottoscritta dal tecnico stesso. In questo modo il documento escluderà qualsiasi conflitto di interesse con costruttori, progettisti e con i produttori di materiali.
L’aggiornamento dell’attestato potrà essere predisposto anche da un tecnico abilitato dipendente dell’impresa di costruzione o installazione.

2. Software
Le norme Uni saranno alla base del calcolo delle prestazioni energetiche, e i software in commercio dovranno fare riferimento al metodo di calcolo del Cti (Comitato termotecnico italiano).
I software in commercio potranno avere uno scostamento massimo del 5% da questo metodo di calcolo. Dovranno inoltre essere provvisti della dichiarazione di conformità rilasciata dall’Uni o dal Cti. In attesa della dichiarazione potranno perà essere messi in vendita con un’ auto-dichiarazione del produttore.

Le misure inserite nel d.lgs. 115/2008 possono intendersi come un’indicazione di massima da applicarsi nelle regioni che non hanno ancora legiferato in materia di certificazione, ma per un riferimento formativo completo occorrerà ancora attendere il decreto interministeriale con le linee guida nazionali per la certificazione energetica degli edifici (in ritardo da più di due anni).
Le regioni che hanno già recepito la direttiva 91/2002 dovranno avvicinare il più possibile i propri provvedimenti con i contenuti del d.lgs. 115/2008.

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