Ciak si gira: guerra dei Roses al collegio di Salerno

Tutti contro tutti al Collegio dei geometri di Salerno: dimissioni di massa, ipotesi di commissariamento, guerra a colpi di comunicati e alle fine elezioni suppletive contestate. Facciamo il punto sul caso che ha coinvolto il collegio campano, in attesa di commenti dei lettori e di ulteriori sviluppi dei fatti.

IL PRESIDENTE IN MINORANZA
II 31 marzo scorso è in programma il consiglio direttivo del collegio di Salerno. Otto dei quindici consiglieri però boicottano la riunione. Si apre così una fronda interno al consiglio direttivo, che vede coinvolta la maggioranza dei componenti, a partire dalla vice-presidente Filomena Gentile. Due giorni dopo, gli otto “contestatori” presentano ufficialmente le proprie dimissioni, motivando la decisione come una risposta al comportamento del presidente Ciro Robustelli, responsabile di aver “determinato la rottura politico-istituzionale con i collegi delle restanti province della regione Campania”.

IL CASUS BELLI
Il caso scoppia dopo l’elezione dei delegati della Cassa geometri: nel comitato interregionale Campania-Molise, il presidente del collegio di Salerno protesta contro la scarsa rappresentanza affidata al suo collegio (un solo delegato), ritenendola in contrasto con l’ampio numero di geometri presenti in provincia di Salerno (più di duemila).
La maggioranza dei consiglieri salernitani però non gradisce la condotta del presidente, esprimendo con dimissioni irrevocabili il proprio dissenso, evidentemente montato nel corso degli anni ed esploso in maniera clamorosa solo negli ultimi mesi: “Si è deciso… di non tornare più indietro, né di poter essere in alcun modo ‘convinti’ da chi è amante della poltrona e del potere”; ci si rimette quindi “spontaneamente alla fiducia degli iscritti in una nuova tornata elettorale democratica”. Così si esprimono gli otto dimissionari, in un comunicato che reca le firme di Vittorio Agresta, Germano Buonora, Antonio D’Ascoli, Donato De Conciliis, Simone Galileo, Filomena Gentile, Giocondo Leone e Vincenzo Moccia.
Venuto a mancare il numero legale all’interno del consiglio direttivo, per il collegio si avvicina l’ora del commissariamento. Così sancisce in effetti il Ministero della giustizia, con la decisione n° 57612 del 23 aprile scorso. Nella decisione si prescrivono il commissariamento del collegio e nuove elezioni dell’intero consiglio.

IL PRESIDENTE GIOCA D’ANTICIPO
Temendo il “gravissimo danno economico” provocato dal commissariamento, Robustelli gioca d’anticipo e indice elezioni suppletive. Le elezioni però non riguardano l’intero consiglio e servono solo a sostituire gli otto dimissionari. La decisione, secondo il presidente, trova un appiglio legale nell’articolo 15, comma 3, del vecchio decreto luogotenenziale 23 novembre 1944, n.382: “Alla sostituzione dei componenti deceduti o dimissionari o che rimangono assenti dalle sedute per un periodo di oltre sei mesi consecutivi si procede mediante elezioni suppletive”.
In un comunicato agli iscritti del collegio, Robustelli motiva così la sua decisione: “… Io in forza di questo disposto, poiché I’ordinamento professionale dei geometri non prevede alcuna ipotesi di decadenza automatica, ho indetto Ie elezioni suppletive come per legge”.
Le elezioni si sono svolte, e il 30 aprile scorso sono stati comunicati i nomi degli otto nuovi eletti, che dovrebbero rimanere in carica fino all’anno prossimo per completare il quadriennio iniziato nel 2006. Per la cronaca si tratta di una donna (Annamaria Acanfora) e sette uomini (Francesco Guglielmelli, Vincenzo Lella, Gennaro Morelli, Luigi Odierna, Raffaele Passarelli, Antonio Rescigno e Gerardo Tortora).

L’INDAGINE DEL MINISTERO
In queste circostanze, quantomeno caotiche, il Ministero della giustizia ha già attivato automaticamente una procedura istruttoria. Il presidente del collegio salernitano non si mostra troppo preoccupato della situazione e assicura “il riordino delle attività istituzionali”, promettendo di riservare “un particolare pensiero ai colleghi che hanno presentato Ie domande di iscrizione” e “ai praticanti che devono affrontare gli esami di abilitazione”.
Ma quale sarà il responso del ministero? Le elezioni, limitate a una sola parte del collegio, saranno ritenute regolari? E soprattutto, ci sarà davvero un vincitore al termine di questa clamorosa guerra intestina?

Per approfondimenti:
Il comunicato del Presidente del collegio di Salerno

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