Cng: la posizione su professione e tariffe

Riportiamo un secondo estratto dell’intervista a Fausto Savoldi, presidente del Consiglio nazionale geometri. Pubblicata sulla rivista Geoinforma (Maggioli Editore), l’intervista affronta alcuni temi vitali per la professione: tra le altre, riforma della professione e tariffe minime.

Geoinforma: Presidente, nel mese di maggio Lei ha inaugurato il suo mandato con un atto importante, una lettera aperta al ministro della giustizia Angelino Alfano. Nella lettera prende atto dell’evoluzione della professione negli ultimi decenni e rivolge al ministro una richiesta esplicita: un provvedimento governativo in grado di definire in modo chiaro le competenze del geometra “moderno”, legate ancora a una legge del lontano 1929. Si tratta di un atto deciso: quale riscontro ha avuto da parte del ministro e a quale punto è il dialogo?
Savoldi: Il ministro non ha risposto direttamente alla nostra lettera, ma ha comunque già iniziato ad attivarsi per una seria riforma delle professioni con un approccio “per settori”, partendo dal logico presupposto che i geometri sono diversi dagli avvocati o dai farmacisti e ognuno ha esigenze e peculiarità molto differenti.
È chiaro che la legge del 1929 è ormai superata, ma i geometri un regolamento adatto e moderno lo hanno già grazie a un processo di autoregolamentazione e di formazione continua promosso dal Consiglio. Come può capire è stata una scelta obbligata, dettata dalla necessità di rimanere sul mercato. La nostra categoria ha dovuto infatti aggredire il mercato su temi importanti quali la sicurezza, la certificazione energetica ma anche la stessa topografia per citarne solo alcuni. Diciamo dunque che le nuove competenze le abbiamo cercate e fatte nostre con iniziative concrete; per esempio tramite l’organizzazione di corsi di formazione e aggiornamento con le università italiane. Ci attendiamo dunque una ratifica ufficiale da parte del Governo di quanto la categoria e i suoi 100.000 iscritti stanno già facendo da tempo.

Geoinforma: I geometri stanno soffrendo le conseguenze della liberalizzazione dei servizi, in particolare l’abolizione delle tariffe minime. Come valuta la situazione e l’atteggiamento del Governo in carica?
Savoldi: Personalmente non credo che la categoria abbia sofferto particolari danni. Tenga conto che esiste un rapporto fiduciario tra cliente e professionista e tale rapporto consente in modo abbastanza agevole di accordarsi su un giusto compenso. Una prova di quanto detto è l’aumento di circa l’8% del reddito Irpef e del volume d’affari denunciato alla cassa previdenziale l’anno scorso, che non può essere certo attribuito solo a una maggiore “paura” dovuto alla stretta dei controlli anti-evasione, ma è anche e soprattutto sintomo di un aumento del lavoro svolto dai componenti la categoria.
È pur vero, però, che l’abolizione delle tariffe ha inciso negativamente sul versante dei rapporti con la pubblica amministrazione, ma crediamo anche che i responsabili dei procedimenti, nel processo di scelta, non possano esimersi dal valutare la qualità del lavoro offerto e non solo il prezzo. Quello che posso consigliare a tutti i nostri iscritti è di allegare sempre il proprio curriculum nelle proposte inviate al pubblico e al privato, strumento indispensabile per misurare il valore di un professionista e la migliore garanzia di qualità per il committente.

Per leggere l’intervista integrale:
Geoinforma

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