Come rendere operativa la riforma del catasto, la parola ai professionisti

Si tiene oggi a Roma presso il Teatro di Villa Torlonia un tavolo di confronto dedicato alla riforma del catasto e partecipato dai rappresentanti dei più autorevoli stakeholder: Angelo Peppetti (ABI), Fabio Picciolini (ADICONSUM), Marco Zandonà (ANCE), Alessandro Cattaneo (ANCI), Giorgio Spaziani Testa (Confedilizia).

Presiede Maurizio Savoncelli, Presidente del Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati, promotore dell’evento assieme alla Rete delle Professioni Tecniche.

 

L’obiettivo dell’incontro è duplice:

stimolare il dialogo e il confronto tra gli attori partendo da una base di discussione comune quale la Proposta metodologica per la revisione degli estimi dei fabbricati elaborata dal CNGeGL: una sorta di documento open source pronto ad accogliere le riflessioni e le integrazioni che ciascun partecipante riterrà utile apportare, secondo un’autentica logica di servizio;

– fare di questa proposta le fondamenta di un lavoro capace di includere il più ampio numero di aspetti attinenti la riforma catastale – l’equità fiscale, i benefici sul mercato, il ruolo dei comuni, le responsabilità dei professionisti – a beneficio dei soggetti istituzionali direttamente coinvolti nella sua realizzazione, in primis l’Agenzia delle Entrate.

 

All’indomani della riorganizzazione da parte del Consiglio dei Ministri delle commissioni censuarie, l’amministrazione guidata da Rossella Orlandi riveste un ruolo strategico nella definizione delle linee guida delle procedure di censimento e rivalutazione dei circa 62 milioni di immobili italiani (abitativi e non), così come richiesto dal Governo e dalle Commissioni Parlamentari.

Di questi aspetti la stessa Orlandi ha già cominciato a discuterne con le professioni tecniche e quindi anche con i geometri, in un clima di crescente fiducia e collaborazione.

 

Ed è proprio il risveglio delle commissioni censuarie che rende necessaria – oltre che opportuna – questa modalità di discussione allargata alla più ampia rappresentanza sociale: saranno infatti questi organismi – disciplinati dal D.P.R. n. 650/1972 e sino ad oggi “dormienti” – a rivestire un ruolo centrale nei procedimenti di definizione delle nuove rendite e dei nuovi valori catastali.

 

“Con l’approvazione definitiva del decreto legislativo sulla riorganizzazione delle commissioni censuarie” spiega Savoncelli “la riforma del catasto ha subito un’accelerazione che se da un lato infonde ottimismo, dall’altro richiede cautela perché coincide con l’avvio delle fasi più complesse: la definizione dei criteri su cui si baseranno le nuove valutazioni di calcolo fatte in base ai metri quadri (e non più ai vani) e il censimento del patrimonio immobiliare italiano, pari a circa 62 milioni di unità”.

 

Dalla corretta impostazione di queste procedure dipenderà l’eliminazione (o meno) di iniquità e sperequazioni presenti nell’attuale sistema della fiscalità immobiliare”.

 

“Per giungere alla definizione di un sistema fiscale immobiliare ispirato a criteri di equità” aggiunge Antonio Benvenuti, Vice Presidente CNGeGL e relatore della proposta metodologica “è necessario procedere a un rinnovamento profondo del sistema catastale, da realizzarsi attraverso la lettura aggiornata dell’intero patrimonio immobiliare del Paese e l’introduzione di una banca dati dinamica, capace di aggiornarsi automaticamente e in tempo reale in base alle variazioni dei valori di mercato e delle rendite.

 

Un processo virtuoso che rende il sistema trasparente, a vantaggio dell’intera collettività: se il contribuente è messo nella condizione di comprendere e verificare con chiarezza e semplicità il processo di revisione del sistema estimativo, è plausibile ipotizzare una diminuzione drastica del contenzioso e dei costi sociali ad esso associati”.

 

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