Competenze nella progettazione: il nodo non è il c.a., ma le modeste dimensioni

Ci sono voluti oltre 10 anni, ma finalmente il Tribunale amministrativo regionale del Veneto ha chiarito che la progettazione di strutture in cemento armato non sono precluse in assoluto al Geometra. Lo sono soltanto quelle che eccedono le c.d. modeste dimensioni.

 

Così, infatti, si sono pronunciati i giudici del TAR di Venezia: “respinto il [secondo] motivo di ricorso con cui parte ricorrente deduce che la normativa di specie escluderebbe in toto la competenza del geometra  in ordine alla progettazione di costruzioni civili in cemento armato” (leggi su Ediltecnico.it Progettazione in cemento armato, per il TAR Veneto è competente il Geometra).

 

Ricordiamo che il TAR Veneto ha respinto la richiesta dell’Ordine degli Ingegneri di Verona e Provincia di annullare, previa sospensione dell’efficacia, la delibera del Comune di Torri del Benaco del 9 luglio 2012, n. 96, con la quale la giunta comunale aveva stabilito che “tra le competenze professionali dei geometri e dei geometri laureati iscritti al Collegio professionale, possa rientrare la progettazione e direzione dei lavori di modeste costruzioni almeno fino a mc 1.500 adottando quindi il criterio tecnico-qualitativo in relazione alle caratteristiche dell’opera da realizzare che deve avere caratteristiche strutturali semplici con moduli ripetitivi sia pur con la presenza del cemento armato”.

 

Come ha rilevato il geom. Stefano Batisti del Collegio della Provincia di Bologna, in un intervento sul quotidiano online per professionisti tecnici, Ediltecnico.it, “il Consiglio di Stato aveva già detto che i geometri possono progettare con l’uso del cemento armato-purché la costruzione sia “modesta”.

 

La sentenza è la 348/2001 in cui i Giudici di Palazzo Spada scrivevano: “… Dunque, per valutare la idoneità del geometra a firmare il progetto di un’opera edilizia che comporta l’uso di cemento armato, occorre considerare le concrete caratteristiche dell’intervento. A tal fine, non possono essere prefissati criteri rigidi e fissi, ma è necessario considerare tutte le particolarità della concreta vicenda, anche alla luce dell’evoluzione tecnica ed economica del settore edilizio…”.

 

Il geometra perdeva l’appello non per aver progettato con l’uso del c.a., ma perché “…l’opera progettata non può considerarsi di modeste dimensioni, trattandosi della sopraelevazione di ben tre piani, per una volumetria complessiva di 1.700 metri cubi”.

 

“Dopo quasi tredici anni”, conclude Batisti, “si torna al punto di partenza, ma con cognizione di causa”.

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