Competenze professionali dei geometri: un’analisi della bozza-Vicari

Analizziamo la proposta di legge, presentata al Senato, in materia di competenze professionali dei geometri e dei geometri laureati. La bozza, a firma della senatrice Simona Vicari, riguarda anche i periti industriali edili e riprende in larga misura il testo già approvato dal Senato nel 2001.
Sono però inseriti alcuni aggiornamenti che riguardano le figure del geometra laureato e del perito industriale laureato, istituite con il d.P.R. 328/2001. Vengono inoltre fissati dei limiti al concetto di “modesta costruzione”, introdotto nel 1929 per definire le competenze edilizie dei geometri.

FINALITÀ (art. 1)
Come ricordato nell’art. 1, il ddl riguarda le competenze di geometri e periti nei seguenti campi:
• edifici pubblici o privati;
• costruzioni civili, sportive, artigianali, industriali, commerciali, rurali ed agricole, igienico-sanitarie e funerarie;
• urbanistica e arredo urbano.

EDIFICI (art. 2)
L’articolo 2 è stato introdotto con lo scopo di porre fine alle controversie legali in tema di incarichi professionali, fornendo una tutela legislativa a geometri e periti. Si ribadiscono così le competenze edilizie delle due categorie, che come gli architetti e gli ingegneri possono occuparsi di:
• progetto architettonico e strutturale;
• calcoli statici.
Vengono però inserite delle limitazioni nelle zone a rischio sismico. Geometri e i periti non hanno competenza su:
• progettazioni strutturali e direzione lavori, in caso di “complessi di strutture organicamente e solidamente collegate e svolgenti una funzione statica unitaria”;
• adeguamenti strutturali riguardanti immobili con cubatura superiore a 5.000 metri cubi in zona sismica.

URBANISTICA (art. 3)
Geometri e periti possono realizzare piani di lottizzazione, purché questi non superino la superficie territoriale di un ettaro. Gli interventi devono comunque essere attuativi di “strumenti urbanistici generali adottati e vigenti”: strumenti (come direttive o norme edilizie), che nella maggior parte dei casi prescrivono comportamenti progettuali predeterminati e vincolanti.
Anche i piani di recupero devono rispondere a strumenti urbanistici vigenti.

DIREZIONE CANTIERI, ESTIMO, AMMINISTRAZIONE (art. 4)
L’articolo 4 conferma alcune competenze “storiche”:
• direzione dei cantieri (anche in presenza di prefabbricati e di strutture metalliche o in cemento armato);
• estimo;
• amministrazione di condomini e fabbricati in genere (anche a fini espropriativi e catastali).

SICUREZZA, IMPATTO AMBIENTALE (art. 5)
Si confermano anche le competenze in materia di sicurezza, prevenzione incendi, impatto ambientale, inquinamento acustico e rendimento energetico. Come ricorda Vicari nella premessa, l’attuale normativa sulla sicurezza prevede comunque un’adeguata formazione specialistica.

FORMAZIONE CONTINUA (art. 6)
Si conferma l’obbligo di formazione continua. Le competenze in campo edilizio sono infatti sottoposte al possesso di specifici requisiti formativi che prescindono dall’iscrizione all’albo professionale. I requisiti obbligatori variano però a seconda che il professionista sia laureato o meno, e in base all’esperienza maturata: agli iscritti da più di dieci anni è riconosciuta una sorta di esperienza sul campo.
Per tutti gli iscritti, è in ogni caso prevista la partecipazione con profitto al corso di formazione sul rendimento energetico degli edifici.

PRATICANTI (art. 7)
Ai praticanti che non vengono assunti con forme contrattuali regolamentate dalla legge, è riconosciuto lo status di lavoratori autonomi, con un rimborso spese annuo non inferiore a 5.000 euro. Ad esclusione della ritenuta d’acconto, tale importo non implica oneri o incombenze contabili.
Anche per i praticanti viene fissato l’obbligo di frequentare il corso in materia di rendimento energetico degli edifici.

Per approfondimenti:
Il testo completo

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico