Competenze professionali e ddl Vicari, ora parlano i Geometri

Dopo le polemiche dei giorni scorsi sul ritorno al Senato del ddl Vicari – ddl 1865 – e la dura reazione degli architetti del CNAPPC, il quotidiano online Ediltecnico.it ha intervistato Stefano Dainesi, presidente del Collegio dei Geometri e Geometri Laureati della Provincia di Bologna, e Adriano Leardini, presidente del Collegio dei Geometri di Rimini. Riportiamo qui di seguito, integralmente, la posizione dei due presidenti sul tema delle competenze professionali dei Geometri. Dainesi e Leardini, peraltro, tornano sull’annosa questione dello “scempio edilizio”, che, secondo alcuni, sarebbe responsabilità della categoria dei Geometri.

 

Quello che alcuni media definiscono “nuovo scontro sulle competenze”, dopo il ritorno alla discussione parlamentare del DDL 1865 Vicari e dopo l’intervista recentemente rilasciata dal Presidente del Consiglio Nazionale Architetti, non è che l’ennesimo episodio di una saga che prosegue immutata da decenni senza alcuna soluzione, anche per l’assoluta inerzia dei politici che non hanno saputo o voluto cogliere e tramutare in nuove regole i cambiamenti progressivamente avvenuti dall’emanazione dei vetusti statuti professionali (quello dei Geometri risale al 1929) ad oggi; mutazioni ormai divenute epocali, che hanno naturalmente coinvolto anche i professionisti tecnici italiani.

 

La significativa evoluzione e trasformazione sociale, del mondo del lavoro e dell’istruzione, contrapposta all’immobilismo statutario finora registrato, dimostrano (oltre che la totale assenza di sensibilità politica) la pervicace mancanza di coraggio e lungimiranza del legislatore; il rinnovamento e il rilancio del sistema delle professioni intellettuali (in particolare dell’area tecnica), invertendo l’attuale rotta, potrebbe favorire lo sviluppo e il superamento della contingente e grave crisi economica (sentita anche nel nostro settore), che alimenta conflitti improduttivi e a volte strumentali tra le varie categorie.

 

Anche i nuovi provvedimenti governativi in materia, tesi generalmente a raggiungere l’obiettivo della liberalizzazione con interventi puntuali e mirati, hanno soltanto sfiorato i temi più importanti del riassetto delle professioni tecniche, nonostante le chiare sollecitazioni e proposte avanzate dai Geometri in tema di riordino, riforma e innovazione.

 

Quando le condizioni cambiano con innegabile rilevanza e radicalità, occorrono una complessiva rivalutazione del sistema e modelli normativi in grado di governare il futuro, ridisegnando le “nuove professioni”; in tal senso manca ancora una risposta chiara, che invero appare doverosa e urgente. È questo l’obiettivo che si pongono i Geometri, nella consapevolezza di dover tutelare immagine, attività e competenza dei professionisti di oggi e di domani; il DDL 1865 in questione rientra esattamente in questo processo, così come in tale ambito dovrebbe incentrarsi il relativo dibattito.

 

Appare anacronistico opporre al cambiamento una strenua difesa della posizione, con argomenti di vecchio stampo e dubbia fondatezza; di ben più ampio respiro dovrebbe essere il livello del confronto fra le categorie tecniche, con riferimento ed eventuale adesione a proposte innovative che tengano conto del macrocontesto.

 

La necessità di affrontare, dibattere e risolvere in via propedeutica i temi di base e di più articolata e importante modifica ideologica dell’ordinamento, non si può limitare alla valutazione congiunta delle competenze in tavoli comuni specifici che, senza il necessario approccio condiviso sull’obiettivo di fondo, corrono il rischio di risultare defatiganti o generare chimere o sirene, delle quali non si avverte alcun bisogno.

 

Una precisazione, per inciso e nello specifico: i Geometri non chiedono l’estensione delle competenze alla progettazione architettonica, perché possono già progettare – senza aggettivi – tutto quanto è, secondo il R.D. del 1929, “modesta costruzione”; hanno sempre progettato e tuttora lo fanno, con capacità e qualità.

 

Per quanto riguarda la ricorrente questione dello scempio edilizio, laddove riconosciuto, è del tutto evidente e noto che la causa dei guasti urbanistici del passato è da ricercare nella scellerata e perniciosa concomitanza di scelte orientate politicamente nei piani regolatori (o sulla loro voluta assenza), nella speculazione e nel mancato controllo del territorio:…

 

chi è senza peccato…. .

 

I Geometri non hanno dunque necessità di una norma di legge ad hoc per progettare, ma nelle more della completa riforma delle professioni tecniche, ricercano e chiedono chiarezza normativa sulle loro competenze e il loro aggiornamento all’attualità; attualità che chiunque riconoscerà essere ben diversa dal 1929; …e chiarire non significa ampliare.

 

Un’ultima annotazione: i Geometri sono in grado, per formazione, capacità ed esperienza, di adattarsi al mutare degli scenari socio-economici, per l’elevato valore intrinseco dei “fondamentali” della categoria, che devono essere non solo difesi e preservati nel tempo, ma continuamente migliorati.

 

Il percorso attraverso cui perseguire questo obiettivo di qualità, è il costante aggiornamento scientifico, tecnico/tecnologico e culturale, per il raggiungimento del quale esiste una sola strada maestra: la formazione continua. La formazione continua dei Geometri fu deliberata dal Congresso di Palermo nell’ottobre 2005 … e dopo tre anni di sperimentazione è divenuta obbligatoria dal 1° gennaio 2010. Altri non hanno ancora previsto nei loro ordinamenti tale obbligo: sono chiamati a farlo dalla riforma delle professioni, ma giungeranno ben dopo i Geometri.

 

I Geometri non vogliono aggredire o invadere campi altrui, però vogliono migliorare e sanno che per farlo è necessaria la rivisitazione complessiva dell’ordinamento professionale, dando il giusto valore e il meritato riconoscimento al percorso scolastico di base, alle diverse modalità di accesso agli Albi, alla specializzazione e alla volontà di continuare ad apprendere lungo tutto l’arco della vita lavorativa…

 

Il concorso di idee e azioni di tutte le categorie professionali e del mondo politico, senza esclusioni, è senz’altro da ricercare e attuare; ma i Geometri non possono rinunciare ad esporre e rivendicare le proprie legittime aspirazioni, anche in ossequio al pubblico servizio reso, con qualsiasi mezzo etico e lecito per sollecitare ed indurre chiarezza, innovazione, aggiornamento, flessibilità e armonizzazione dell’ordinamento professionale.

 

Geom. Stefano Dainesi
Presidente del Collegio Geometri
e Geometri Laureati di Bologna

 

Geom. Adriano Leardini
Presidente del Collegio Geometri
e Geometri Laureati di Rimini

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