Compravendita immobili, 2010 in sofferenza

Nomisma, una delle principali società operanti in campo nazionale ed europeo nel mercato delle ricerca economica e sociale, ha pubblicato la sintesi del primo rapporto immobiliare per il 2010.
Colpisce il calo dei prezzi delle abitazioni (-4,1%) nelle aree urbane più grandi dovuta al fenomeno della volatilità più accentuata dei prezzi, che è normalmente più forte nei grandi comuni rispetto a quelli piccoli.

A fare le spese di questo calo sono dunque gli immobili delle città di Bari, Bologna, Cagliari, Catania, Firenze, Genova, Milano, Napoli, Padova, Palermo, Roma, Torino e Venezia. Più contenuta è la diminuzione dei prezzi nei centri urbani cosiddetti minori presi in considerazione dallo studio (Ancona, Bergamo, Brescia, Livorno, Messina, Modena, Novara, Parma, Perugia, Salerno, Taranto,Trieste e Verona).

Un confronto internazionale
Confrontando l’andamento dei prezzi delle case nel regno Unito, Stati Uniti e Italia si osserva che la crisi ha colpito il settore immobiliare prima negli USA, dove i prezzi delle case hanno iniziato a scendere già dalla fine del 2006, poi in Inghilterra dove hanno iniziato a scendere a fine 2007 e infine in Italia dove, solo a partire dalla seconda metà del 2008, si registra una flessione, peraltro molto più contenuta rispetto agli altri paesi che nel 2009 hanno imboccato un percorso di risalita.

Le previsioni
Secondo le proiezioni Nomisma, il 2010 si profila ancora critico per la compravendita di immobili, anche se tiene il mercato degli edifici di pregio, che non ha risentito del calo dei prezzi. Tra i segmenti di mercato più interessanti, in cui la domanda rimane invece sempre “vivace”, la sintesi segnala anche, tra le altre, le abitazioni di qualità in edifici energy saving, dotate di certificazione energetica, parcheggi e servizi.

Primo rapporto 2010 sul mercato immobiliare italiano (sintesi), a cura di Nomisma

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