Condono edilizio in Campania, una possibilità? la polemica è servita

“In Campania abbiamo 80mila alloggi abusivi. Chi li può demolire? Avete forse le cave per portare il materiale di risulta? Bisogna essere pratici”. Sono le prime esternazioni del fresco presidente della Regione Campania Vincenzo de Luca. Il tema è proprio quello: un condono edilizio che funga da grande sanatoria per risolvere un problema endemico in territorio campano.

“Escludo una sanatoria per tre categorie di abusivi – ha affermato il governatore Pd (eletto in piena polemica “impresentabili”) intervistato da Radio 24 -: primo, per l’abusivismo in luoghi di vincolo assoluto; secondo per chi ha costruito in zone con pericolo per la pubblica incolumità; terzo nel caso in l’utente aveva già un alloggio di proprietà e ha fatto l’abuso. In questi casi nessuna sanatoria. Ma per gli altri si approvano leggi per consentire di mettere ordine e far pagare il dovuto. È un condono? È una sanatoria per quelli che non entrano in quelle tre categorie dette in precedenza“.

La dichiarazione ha suscitato qualche polemica e ha dato avvio ad una serie di confronto di idee sull’annoso problema dei condoni in edilizia. Secondo Sandro Simoncini, docente a contratto di Urbanistica alla Sapienza di Roma “l’idea lanciata dal presidente De Luca riguardo a un condono edilizio generalizzato per la Campania può risultare condivisibile, perché ispirata al realismo e al buon senso. Tuttavia, proprio in Campania, ci sono ancora 250mila pratiche di condono edilizio giacenti, 45mila solo a Napoli e 8mila a Salerno, città guidata per anni proprio da De Luca”.

Luci ed ombre che vengono evidenziate anche da un interessante articolo del Fatto Quotidiano firmato dall’avvocato Fabio Balocco: “Qualcuno deve andare ad informare De Luca che un immobile abusivo costituisce un reato, e pure permanente – scrive Balocco – e che le Regioni non hanno il potere di legiferare in materie penalmente rilevanti (…).Ma, al di là di ciò, l’affermazione di De Luca è impregnata del peggiore populismo. Quale la giustificazione per condonare? Che non si saprebbe dove allocare le macerie. In quali cave. Se è solo per questo, a Milano, con le macerie dei bombardamenti della seconda guerra mondiale, fu realizzato il Monte Stella, che oggi è un bellissimo e frequentatissimo giardino. Non credo davvero che sia un problema decidere cosa fare dei rifiuti da demolizione. E del resto, se davvero allocare dei rifiuti fosse un problema, (…) in Piemonte già solo per questo dovrebbero rinunciare al buco della Tav. Insomma, le macerie sarebbero l’ultimo dei problemi, e De Luca lo sa bene”.

De Luca transita sul sottile crinale che ondeggia tra consenso e interpretazione delle regole: il tema racchiude aspetti variegati ed interpretazioni diverse e le polemiche non termineranno certamente qui. Si attende ora di capire se quelle di De Luca sono solo parole o dichiarazioni propedeutiche ad una azione di governo regionale vera e propria.

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