Consumo di suolo: i dubbi intorno al nuovo disegno di legge

Consumo di suolo

Affiorano alcuni dubbi sul testo che disciplinerà il contenimento del consumo di suolo nel nostro Paese: “Abbiamo bisogno di una legge che spinga e semplifichi la rigenerazione degli edifici esistenti e delle città come alternativa al consumo di suolo, che deve essere finalmente salvaguardato e monitorato”. A effettuare tale dichiarazione sono Leopoldo Freyrie, presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC) e Edoardo Zanchini, vicepresidente di Legambiente.

Siamo preoccupati che alcune questioni ancora aperte sul testo non siano state davvero affrontate. Un’approvazione in aula di un testo non condiviso dagli stakeholders, dalle Regioni e dagli Enti locali rischia di arenarsi al Senato, togliendo ogni possibilità di avere finalmente una legge in Italia capace di rilanciare l’edilizia di qualità e di salvaguardare i territori agricoli”.

Leggi anche l’articolo Le differenze tra ristrutturazione edilizia e restauro, risanamento conservativo.

Va ricordato che il disegno di legge AC2039 “Contenimento del Consumo del suolo e riuso del suolo edificato” ha iniziato il suo contrastato percorso nel corso del 2014 su iniziativa dell’allora ministro per le politiche agricole Mario Catania. Dal canto suo il Forum nazionale dei Movimenti per la Terra e il Paesaggio “Salviamo il Paesaggio”  ha seguito l’iter in tutte le sue fasi, “plaudendo alla volontà del Parlamento di intervenire su un tema di primaria importanza e condividendo la necessità e l’urgenza di una legislazione in materia, in Italia e non solo”. Il Forum ha spiegato inoltre che Il testo, elaborato dal Comitato Ristretto e adottato come nuovo testo base dalle Commissioni parlamentari riunite, ha tuttavia subito “notevoli modifiche rispetto alla stesura iniziale e appare ben lontano dalle attese delle migliaia di cittadini preoccupati dalla continua perdita di suoli fertili, che sta distruggendo per sempre una risorsa non rinnovabile”.

Ecco un focus sugli 11 articoli che compongono il disegno di legge:
– Art. 1: finalità ed ambito di applicazione della legge, che detta principi fondamentali per la valorizzazione e tutela del suolo, con l’obiettivo di limitarne il consumo e di favorire, invece, il riuso e la rigenerazione urbana;
– Art. 2: definizioni;
– Art. 3: adempimenti finalizzati a limitare il consumo di suolo;
– Art. 4: disposizioni volte a far sì che le regioni orientino i comuni verso il riuso del suolo e la rigenerazione urbana;
– Art. 5: delega al Governo per l’adozione di uno o più decreti legislativi finalizzati a semplificare le procedure per gli interventi di rigenerazione delle aree urbanizzate degradate da un punto di vista urbanistico, socioeconomico e ambientale;
– Art. 6: possibilità di qualificare gli insediamenti rurali oggetto di attività di recupero e riqualificazione come “compendi agricoli neorurali”, dei quali viene definita la disciplina;
– Art. 7: divieto di cambio di destinazione d’uso per le superfici agricole che abbiano goduto di aiuti dell’Unione europea per almeno cinque anni dall’ultima erogazione;
– Art. 8: misure incentivanti in favore dei comuni iscritti nel registro degli enti locali istituito ai sensi dell’articolo 9; tale registro iscrive i comuni che hanno adeguato gli strumenti urbanistici in modo da bloccare o ridurre il consumo di suolo;
– Art. 10: I proventi dei titoli abilitativi edilizi e delle sanzioni relative saranno destinati esclusivamente e senza vincoli temporali alla realizzazione e alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle opere di urbanizzazione primaria e secondaria e ad interventi finalizzati al riuso e alla rigenerazione nonché alla tutela e riqualificazione dell’ambiente e del paesaggio;
– Art. 11: Disposizioni transitorie e finali volte ad impedire il consumo di suolo per un periodo non superiore a tre anni, salvo che per i lavori e le opere già in essere.

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