Controsoffitti radianti: comfort dalla testa ai piedi

Le ricerche nell’ambito del benessere dell’uomo e dello scambio termico radiante hanno rivoluzionato il modo di pensare alla climatizzazione. Per realizzare il clima a misura d’uomo, non basta installare un impianto non tradizionale, ma è necessario attuare precise condizioni e rispettare alcuni parametri fondamentali.

Negli anni Novanta a Heppenheim in Germania sorse il maggior impianto di produzione di controsoffitti radianti d’Europa. Oggi si realizzano annualmente oltre 150.000 mq di corpi di condizionamento a controsoffitto radiante. Nel funzionamento sono simili agli altri, e ben più noti, sistemi di condizionamento che funzionano a scambio termico radiante (pavimenti radianti, pareti radianti, ecc.) ma con alcune specifiche e determinanti differenze, siano esse positive o negative.

I principali vantaggi che l’impiego di questa tecnologia di climatizzazione ambientale può portare nei confronti dei tradizionali sistemi di riscaldamento e raffrescamento, sono essenzialmente i seguenti:
Libertà progettuale: consentono di interpretare l’ambiente abitativo senza alcun impedimento, con la massima libertà progettuale, strutturale ed architettonica.
Grandi superfici open space: sono la soluzione di climatizzazione ideale per ampie superfici.
Flessibilità nella scelta del lay-out operativo: i pannelli a soffitto consentono di scegliere liberamente il lay-out degli ambienti sia per quanto riguarda l’arredamento, sia per l’inserimento di pareti mobili, integrandosi alla perfezione grazie alla molteplici soluzioni tra cui poter scegliere.
Compatibilità con impianti tecnologici ed illuminotecnici: è possibile integrare qualsiasi impianto (elettrico, illuminotecnico, meccanico ecc.) all’interno dei pannelli stessi.
Facilità di installazione: i pannelli radianti sono in genere facili da installare e completi di tutti gli accessori necessari per consegnare il lavoro finito a regola d’arte. Inoltre possono essere facilmente realizzati su misura nei casi in cui si renda necessario seguire profili di murature con forme particolarmente complesse.
Ispezionabilità: in base alla tipologia utilizzata, i pannelli radianti consentono di avere accessibilità all’intercapedine totale (con scambiatore integrato nel pannello), parziale (con scambiatore avente funzione di supporto) o distruttiva (con pannelli in cartongesso o intonacati).
Esecuzione antipolvere: sono in commercio pannelli sia in versione antipolvere che a tenuta stagna per tutti quei locali dove sia fondamentale mantenere un’elevata qualità dell’aria.
Estetica: offrono la possibilità di abbinare tecnologia ed estetica in svariate applicazioni (doghe, pannelli, lastre in cartongesso ecc.) e una vasta gamma di colori, consentendone l’utilizzo in ogni tipo di ambiente.
Finitura in cartongesso o fibrogesso ecologico: alcuni modelli sono indipendenti dalla lastra di finitura del controsoffitto per cui è possibile sceglierla in relazione alla destinazione d’uso: fonoassorbenza, estetica, resistenza all’umidità od al fuoco.
Foratura e fonoassorbenza: negli uffici rumorosi o dove è richiesto maggior silenzio (es. open space, sale riunioni, uffici direzionali ecc.) è possibile scegliere la microforatura del soffitto radiante ed il tipo di isolamento superiore per aumentare la fonoassorbenza.
Immissione aria primaria a plenum: alcuni controsoffitti radianti offrono inoltre la possibilità di immettere l’aria primaria direttamente nell’intercapedine opportunamente compartimentata che funge da plenum (camera con aria a pressione positiva). La diffusione dell’aria in ambiente avviene attraverso la microforatura dei pannelli in modo efficace e assolutamente silenzioso.

Inoltre, come gli altri sistemi radianti, consentono un buon risparmio di energia, fino al 30%, rispetto ad impianti con aria, e lavorano a temperatura dell’acqua refrigerata a 16-18°C: ne consegue la scelta di un refrigeratore di potenzialità inferiore, pompa di calore o alimentazione direttamente con acqua del pozzo.
Mentre la temperatura d’acqua riscaldante è max. 35°C: ne consegue la possibilità di impiego di caldaie a condensazione o pompa di calore. (unico circuito alimentato da una sola pompa, non necessita la separazione dei circuiti).

Ma il nodo principale da sciogliere quando si parla di controsoffitti radianti è certamente l’ottenimento di un buon comfort ambientale e benessere psicofisico di coloro che sostano negli ambienti contro-pannellati.
Prima però è necessario fare una distinzione tra controsoffitti radianti senza aria e Controsoffitti radianti con aria.

Controsoffitti radianti senza aria
Utilizzando il controsoffitto per il riscaldamento bisogna tener presente che un’elevata temperatura media del soffitto può creare problemi al benessere delle persone. A tale proposito è necessario quindi rispettare dei valori che indicano, in funzione dell’altezza del controsoffitto, la resa termica massima da non superare (ad esempio un controsoffitto radiante installato ad un’altezza di 2,7 metri può emettere al massimo 200 W/mq). Per il funzionamento in riscaldamento l’acqua calda nei serpentini può arrivare ad una temperatura media di circa 50°C. Per il raffrescamento invece l’acqua fredda non può mai scendere sotto i 18-19°C circa perché vincolata dal punto di rugiada dell’aria ambiente.

Controsoffitti radianti con aria
Al di sopra del controsoffitto radiante, nel plenum che si viene a creare tra il solaio ed il controsoffitto,
può essere immessa aria primaria; in tal modo le rese del controsoffitto aumentano notevolmente.
Utilizzato per il riscaldamento il controsoffitto può emettere oltre 300 W/mq ed è quindi in grado di soddisfare quasi ogni richiesta. Se si utilizza il controsoffitto per il condizionamento estivo, l’aria
immessa al di sopra di esso deve avere una temperatura di 16°C con 80% U.R. In tali condizioni il punto di rugiada dell’aria scende a 12,5°C e quindi con acqua 13°C-16°C si evita il pericolo di condensa.
Il salto termico tra la temperatura ambiente e la temperatura media dell’acqua circolante è abbastanza elevato da permettere una forte emissione raffrescante che può arrivare fino a 80-100 W/m2. Questo impianto di condizionamento misto aria e soffitto radiante richiede una potenza raffrescante complessiva minore rispetto ad un impianto di tipo tradizionale a tutt’aria; essendo infatti un impianto ad irraggiamento, quella che si considera è la temperatura operante, con una temperatura dell’aria che, a parità di benessere, può essere mantenuta più elevata di qualche grado.
La distribuzione dell’aria in ambiente non crea fastidio alle persone perché avviene attraverso fessure tra
i pannelli larghe 1,5 mm, con un flusso lamellare ad effetto induttivo a pioggia su tutta la superficie del soffitto. Questa tecnologia impiantistica di facile progettazione e realizzazione non necessita di opere murarie ed ha dei tempi di montaggio molto contenuti sia in fabbricati esistenti che in fabbricati di nuova costruzione; inoltre in virtù della naturale prestazione di assorbimento acustico è particolarmente apprezzata per il condizionamento di grandi ambienti affollati.

Articolo di Massimiliano Bertoni e Andrea Cantini

Per approfondimenti
http://www.proterimex.it/
http://www.zent-frenger.de/
http://www.ecopan.net/

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