Coordinatore della sicurezza: si dialoghi di più con la Committenza

Coordinatore della sicurezza: si dialoghi di più con la Committenza

Il coordinatore della sicurezza dovrà essere sempre più consapevole della necessità di responsabilizzare tutte le figure del processo edilizio: non solo le maestranze che operano in cantiere, ma anche il committente che deve essere sempre più responsabilizzato a livello organizzativo e nelle scelte tecniche e architettoniche – valutativo, in termini di verifica di PSC e FO,  e procedurale, in termini di designazione dei soggetti incaricati.

A dirlo è stato il Consigliere nazionale dei Geometri, Marco Nardini, intervenuto sabato scorso all’incontro “Civiltà di cantiere con il cantiere sicuro”, promosso da CNGeGL a SAIE 2015, a cui hanno preso parte altre figure di spicco nell’ambito della sicurezza in cantiere: Luca Perricone di GEOSICUR, Associazione nazionale Geometri per la Sicurezza, Patrizia Ganzi, direttore operativo Ufficio sicurezza cantiere in fase di esecuzione “Torre Regione Piemonte” e Stefano Bergagnin componente del GdL Sicurezza del Consiglio nazionale degli Ingegneri.

Il nocciolo della questione, emerso durante l’incontro, è quello della necessità di creare “spazi di dialogo” a partire dalla committenza, fino alle maestranze, per comprendere a fondo e in modo partecipato le cause dei problemi di sicurezza e per responsabilizzare tutti a un approccio più consapevole.

Si tratta di definire un nuovo ruolo per il coordinatore della sicurezza che è al centro della disamina tecnica dell’ultima edizione del manuale Il coordinatore per la sicurezza nel cantiere a cura dell’ing. Danilo G.M. De Filippo, pubblicato a seguito delle numerose modifiche intervenute negli ultimi 5 anni.

Il “nuovo” Coordinatore, ci spiega infatti l’ing. De Filippo, deve essere un soggetto estremamente abile nel progettare fattivamente la sicurezza in cantiere e nel rendere le scelte adottate obblighi tassativi – e se possibile condivisi – per tutti i soggetti partecipanti alla realizzazione dell’opera che devono vedere in questo esperto tecnico, non un antagonista ma un collaboratore in grado di “inventare” le migliori tutele possibili per i lavoratori.

“Il coordinamento della sicurezza, sia in fase di progettazione sia in esecuzione, è un progetto che collega tutte le fasi di lavoro di un cantiere per orientarle verso un obiettivo unico: la sicurezza stessa”, ha confermato Perricone durante il suo intervento al SAIE, aggiungendo come la sua efficacia sia determinata dalla qualità dell’interazione tra tutte le figure del processo edilizio.

Il tema della sicurezza nei cantieri e il ruolo cruciale del coordinatore della sicurezza è diventato di stringente attualità dopo la diffusione degli ultimi dati sulle c.d. Morti Bianche nel 2015 da parte dell’INAIL e analizzati dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro di Vega Engineering.

Dopo alcuni anni di dati positivi, infatti, il numero delle morti bianche registrate nel Paese da gennaio ad agosto 2015 giunge ora all’11,7 % in più rispetto allo stesso periodo del 2014 e purtroppo, ancora, si registra il maggior numero di decessi sul luogo di lavoro nel settore delle costruzioni.

La sfida del coordinatore della sicurezza

Il coordinatore ha un ruolo fondamentale nel consolidare il team di progetto intorno all’obiettivo. Per raggiungere questo scopo, come se fosse un “team manager”, deve favorire la comunicazione efficace e la condivisione tra tutti gli elementi del processo produttivo. Questa è la sfida: riuscire a connettere tutti gli ambiti di responsabilità – Direzione, esecuzione, maestranze comprese – che temporaneamente si trovano a interagire in uno specifico cantiere, come se fossero un unico “Team di progetto”.

In questo modo il coordinamento funge da catalizzatore di miglioramenti collettivi. Le fasi di revisione di un POS fino alla validazione, ad esempio, se ben gestite e comunicate portano l’impresa a organizzarsi in maniera adeguata e ogni momento di revisione diventa un momento di confronto di esperienze che genera miglioramenti al lavoro dell’intero team. Portare la sicurezza concreta in cantiere non può essere un atto burocratico: è una strada complessa che, senza confusione di ruoli e responsabilità, passa attraverso la partecipazione e la condivisione.

Nardini conclude infine: “Occorre sensibilizzare la committenza degli interventi più modesti e i condomini fin nelle decisioni assembleari, dove non sempre è percepita l’importanza di lavorare in sicurezza e investire in tal senso.”

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