Costruire con la paglia

Per quanto possa sembrare curioso, divertente o eccentrico prendere in considerazione la paglia per l’edificazione di una casa, l’utilizzo di questo materiale povero per costruire case e ripari risale agli albori dell’umanità ed è tecnica costruttiva propria di culture anche molto diverse e distanti fra di loro.

Le case di paglia nacquero dopo l’invenzione della macchina imballatrice nella seconda metà dell’ottocento negli Stati Uniti, più precisamente nello stato del Nebraska, territorio povero di pietre e legnami (tipici materiali da costruzione), ma ricco di enormi pianure coltivate a grano. Il metodo di costruzione adottato prese il nome di “Nebraska”: con esso ci si riferisce alle costruzioni esclusivamente autoportanti, dove sono proprio le balle di paglia a sorreggere il peso della copertura.  Le tecniche utilizzate negli Stati Uniti e Canada prevedevano tondini di acciaio per mantenere le balle di paglia nei muri, reti elettrosaldate come porta intonaci, fondazioni in cemento armato ed intonaci cementizi; all’inizio degli anni novanta Barbara Jones importò queste tecniche nel Regno Unito, adattandole alle esigenze climatico-ambientali del territorio e proponendo la sostituzione del ferro con il legno.

La progettazione di una casa in balle di paglia prevede l’adozione di parametri molto diversi da quelli convenzionali o da quelli utilizzati in bioedilizia, per questo è fondamentale curare al meglio ogni minimo dettaglio, sia per una buona riuscita dell’intervento, sia per una notevole riduzione dei costi di realizzazione. Ad esempio, per la composizione delle balle, l’imballatrice deve essere regolata alla massima compressione (la densità varia da 80 a 120 kg/m3): le balle impiegate per la costruzione contengono circa un terzo in più di paglia rispetto a quelle normali. Il contenuto di umidità deve essere inferiore al 15%; infine gli spaghi adottati possono essere di polipropilene, sisal, canapa, ma non di fil di ferro.

La paglia è un materiale sostenibile, in quanto è il fusto dei cereali (come grano, orzo, segale, avena) giunti alla fine della maturazione, ma a differenza del fieno (che è invece erba verde essiccata), in essa non sono presenti né foglie, né fiori, né semi che possono generare il tipico “raffreddore da fieno”. Inoltre è un materiale reperibile in tutto il mondo ed è annualmente rinnovabile: le costruzioni che lo vedono protagonista sono completamente ecologiche ed hanno un bassissimo impatto ambientale in quanto sfruttano gli eccessi di paglia prodotti dai campi, senza perciò comportarne lo sfruttamento.

La paglia possiede alcuni importanti requisiti tra i quali:
alto potere isolante termico: la trasmittanza termica della paglia è molto buona: da 0,09 a 0,13 W/m2K, questo fa sì che si raggiungano facilmente i requisiti previsti per le case in classe A+ ( secondo quanto previsto dai disciplinari di CasaClima);
alto isolamento acustico: la paglia è un ottimo materiale fonoassorbente, utilizzato anche dagli studi di registrazione o come barriera lungo le autostrade e gli aeroporti;
traspirabilità dei muri: il vapore transita dall’interno dell’edificio verso l’esterno, mantenendo l’ambiente sano ed evitando la formazione di muffe nei soffitti;
basso impatto ecologico: il consumo energetico per la produzione è di circa 14 MJ/m3 (molto inferiore rispetto a quello per le fibre minerali, che è di 1077 MJ/m3) ;inoltre notiamo che l’assorbimento chimico di biossido di carbonio durante la fotosintesi è più alto delle emissioni causate dalla produzione e dal trasporto delle balle di paglia;
basso rischio di incendio: al contrario di quanto si possa pensare la paglia resiste al fuoco più a lungo di un edificio in cemento armato.

Un altro requisito da non sottovalutare è la grande resistenza ai terremoti, infatti, essendo una casa in balle di paglia molto più leggera rispetto ad un edificio in mattoni o in cemento armato, la sollecitazione provocata dal sisma è notevolmente inferiore e la flessibilità del materiale consente l’assorbimento delle vibrazioni senza alcun danno alla struttura.

Possiamo ancora aggiungere altre ottime caratteristiche della paglia, prima fra tutte il costo. Il prezzo può variare. I muri di una casa rappresentano solo il 20% del totale dei costi.
Utilizzando la paglia sono possibili due importanti risparmi: costi di costruzione e costi di mantenimento.
I costi di costruzione possono essere ridotti, come già detto, grazie alla possibilità di costruire “fai da te” senza dover pagare manodopera specializzata molto costosa mentre i costi di mantenimento possono essere ridotti grazie all’alto livello di isolamento che taglia quelli del riscaldamento. I due principali dubbi che solitamente ci si pone di fronte ad una costruzione in paglia riguardano la durabilità e la resistenza al fuoco. Con buoni dettagli costruttivi ed una regolare manutenzione, una casa in balle di paglia può durare indefinitamente. La principale causa di danneggiamenti è sicuramente l’acqua: per la protezione da essa occorrono alcuni accorgimenti, come una gronda di almeno 60 cm di sporgenza ed una buona fondazione, che tiene lontano l’acqua che rimbalza nel terreno e l’umidità ascendente. Questi più un intonaco di calce rappresentano il “cappello”, gli “stivali” e il “mantello” dell’edificio.
L’intonaco di calce è flessibile e quindi consente un certo movimento all’edificio riducendo la fessurazione. Fino a quando le balle di paglia potranno bagnarsi e rispettivamente asciugarsi all’interno del muro non potrà mai avviarsi il processo di decomposizione.

Una comune preoccupazione per le case di balle di paglia è che potrebbero attirare roditori o insetti: esperienze documentate dimostrano che la densità di paglia compressa e a sua volta l’intonaco rappresentano deterrenti per ambedue. É veramente difficile bruciare una balla di paglia, specialmente quando essa è coperta da intonaco.

I vantaggi di un materiale sostenibile
Questo materiale non va sottovalutato poiché presenta molti vantaggi:
permeabilità: il vapore vi passa attraverso in modo impercettibile e disciplina l’umidità all’interno dell’edificio;
flessibilità: le pietre o i mattoni legati dalla calce possono muoversi, con l’alternarsi delle stagione, senza causare alcuna frattura alla struttura e senza alcun bisogno dei giunti di dilatazione;
leggerezza;
resistenza alle intemperie: protegge l’edificio senza sigillarlo;
insensibilità al gelo: non può congelare, in quanto non è un materiale “bagnato”;
resistenza all’umidità: non essendo appunto un materiale “bagnato”, non deve essere coperto con una barriera impermeabile al fine di proteggere i materiali sottostanti;
resistenza alle condizioni di umidità più drastiche: può infatti contenere l’eccesso di umidità dall’atmosfera, ad esempio di una doccia, senza diventare “umido” e rilasciarlo poi lentamente sotto forma di gocce di umidità;
riduzione effetto dei gas serra: infatti la CO2 prodotta durante il processo di fabbricazione.

Articolo di Massimiliano Bertoni e Andrea Cantini

Per approfondimenti
eva.pescomaggiore.org
www.aamterranuova.it
www.permacultura.it

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