Costruzione soppalco, è necessario il permesso di costruire

L’art. 10 del d.P.R. n. 380 del 2001 dispone che sono subordinati al rilascio del permesso di costruire gli interventi di ristrutturazione edilizia. Sono espressamente qualificati tali quelli che, tra l’altro, comportino un aumento di superfici ovvero che, limitatamente agli immobili compresi nelle zone omogenee A comportino mutamenti della destinazione d’uso. Si tratta di una previsione di particolare rigore per i centri storici, finalizzata ad evitare indebite alterazioni dei loro delicati equilibri abitativi e funzionali (leggi anche Realizzazione di un soppalco: serve il permesso di costruire?).

 

I giudici del Consiglio di Stato hanno stabilito (sentenza n. 720 dell’8 febbraio 2013) che anche la costruzione di soppalchi, producendo un aumento di superficie, rientra tra i lavori di ristrutturazione edilizia e, quindi, necessita del permesso di costruire.

 

“Per quanto attiene al soppalco, lo stesso, per la sua struttura e funzione, ha comportato un aumento della superficie utile” scrivono da Palazzo Spada, “non vale obiettare che in concreto gli appellanti avrebbero realizzato soltanto una mera intelaiatura priva del piano di calpestio. Anche ad ammettere che questo corrisponda alla reale situazione dei luoghi, rimane incontestato, come risulta anche dalla stessa perizia di parte (redatta, peraltro, sulla base di documentazione fotografica fornita dalla proprietà), che fossero state già realizzate travi in ferro ad una altezza di circa due metri con scala in ferro per accesso. Questi interventi delineano gli elementi strutturali essenziali di un soppalco”.

 

Tra gli interventi sotto accusa vi è anche quello relativo all’angolo cottura che comporterebbe, assieme alla realizzazione del soppalco, un mutamento di destinazione da magazzino ad uso abitativo. Scrivono infatti i giudici del Consiglio di Stato: “Per quanto poi attiene all’angolo cottura, lo stesso è pieno indice, come correttamente posto in rilievo dal primo giudice, dell’intervenuto mutamento di destinazione da magazzino ad uso abitativo nell’ambito della detta zona omogenea A. Né ancora una volta possono assumere rilevanza la mancanza delle piastre di cottura e piano di lavoro munito di lavello, allacci ecc.. È sufficiente, per le ragioni indicate, che gli interventi edilizi eseguiti delineino la struttura essenziale che si intende realizzare”.

 

I giudici hanno rigettato il ricorso dei titolari dei lavori e danno ragione al Comune che chiede la demolizione e il ripristino dello stato dei luoghi.

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