Decentramento catastale, un round vinto dai comuni

Il Consiglio di Stato accoglie il ricorso dell’Anci e riafferma il decentramento delle funzioni catastali ai comuni. Rientra così in vigore il d.P.C.M. 14 giugno 2007, bocciato solo un anno fa dal TAR del Lazio (sentenza n. 4259 del 15 maggio 2008) su proposta di Confedilizia.

Il tribunale del Lazio aveva annullato il decreto, giudicando illegittimo un trasferimento “a tutto campo” delle funzioni catastali; “secondo l’intendimento legislativo”, infatti, il trasferimento ai comuni dovrebbe essere limitato solo a un numero ristretto di attività.
Di fronte a questa sentenza del TAR, si è presto scatenata la reazione dell’Anci. L’Associazione nazionale dei comuni ha presentato appello per quello che potrebbe essere definito un “vizio di forma” della procedura: all’Anci, infatti, non è mai stato notificato il ricorso di primo grado. L’associazione invece si è sempre ritenuta parte controinteressata, visto il protocollo d’intesa già concluso con l’Agenzia delle entrate in tema di decentramento catastale.
Il Consiglio di Stato ha condiviso le deduzioni dell’Anci e ha ricordato che la partecipazione dell’Anci nel procedimento risultava anche nel decreto presidenziale. La sentenza dei giudici di Palazzo Spada (quarta sezione, presidente Vacirca, relatore Maruotti) è di “annullamento con rinvio”: in sostanza, l’intera questione torna sotto i riflettori della giustizia amministrativa, che dovrà esprimersi nuovamente, riconoscendo all’Anci la possibilità di costituirsi in giudizio e di rappresentare le ragioni dei comuni italiani.

Fonte Anci

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico