Decreto del Fare, ecco cosa cambia in edilizia

Il Decreto del Fare, convertito in legge (l. 98/2013) è in pieno vigore dallo scorso 21 agosto e contiene numerose disposizioni che modificano la disciplina e le procedure edilizie. Viene infatti, per l’ennesima volta, modificato il Testo Unico dell’Edilizia (d.P.R. 380/2001).

 

Ecco la sintesi delle variazioni apportate dal Decreto del Fare (art. 30 del DL 69/2013) alla materia edilizia (ricordiamo che nella Pagina Decreto del Fare: tutte le semplificazioni in edilizia, su ediltecnico.it è possibile leggere numerosi post di approfondimento sui singoli temi).


1. Ristrutturazione con diversa sagoma
Modificata la definizione di ristrutturazione edilizia di cui all’art. 3, comma 1, lett. d) del d.P.R. 380/2001 (che si estende fino a ricomprendere la modifica della sagoma).

 

La modifica consente la demolizione e ricostruzione con modifica della sagoma preesistente (nel rispetto del volume) con SCIA. I lavori possono avere inizio solo decorsi 30 giorni dal deposito della SCIA.

 

Sono esclusi dalla semplificazione gli immobili sottoposti ai vincoli paesaggistici, per i quali la ristrutturazione resta con il vincolo della medesima sagoma.

 

All’interno delle Zone Omogenee “A” ed in quelle equipollenti secondo l’eventuale diversa denominazione adottata dalle leggi regionali, i Comuni devono individuare con deliberazione entro il 30 giugno 2014, le aree nelle quali non si applica la SCIA per interventi comportanti modifiche alla sagoma. Se i Comuni non decidono il potere sostitutivo è della Regione; in caso di inerzia anche della Regione, la deliberazione sarà adottata da un Commissario nominato dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti.

 

Nelle more dell’adozione della delibera e comunque in sua assenza, nelle Zone Omogenee “A” non si può ricorrere alla SCIA per la modifica della sagoma.


2. Permesso di costruire per beni vincolati
Il procedimento diventa unico qualunque sia l’autorità preposta alla tutela del vincolo e deve concludersi nei termini, con provvedimento espresso (e non più con silenzio-rifiuto).

 

Nei casi di diniego dell’atto di assenso in merito al vincolo, decorso il termine per l’adozione del provvedimento finale, scatta il silenzio-rigetto. Per gli immobili sottoposti a vincolo paesaggistico resta fermo l’art. 146 comma 9 del d.lgs. 42/2004.


3. Comunicazione inizio lavori
È stato eliminato l’obbligo per il progettista della Comunicazione di inizio lavori di non avere rapporti di dipendenza né con l’impresa né con il committente.


4. Deroghe sulle distanze tra fabbricati
Deroghe urbanistiche Aggiunto l’art. 2-bis “Deroghe in materia di limiti di distanza tra fabbricati”. Il titolo appare improprio in quanto le deroghe non sono solo alle distanze.

 

Le Regioni e le Provincie autonome di Trento e Bolzano possono, con proprie leggi e regolamenti, prevedere deroghe:
– ai limiti di distanza tra i fabbricati previsti dal DM 1444 del 1968:
– agli spazi da destinare ad insediamenti commerciali, produttivi, per le attività collettive, al verde e ai parcheggi.


5. Autorizzazioni preliminari alla SCIA e alla CIL
L’interessato deve acquisire tutti gli atti di assenso tramite lo sportello unico.

 

La richiesta può:
– precedere il deposito della SCIA o della CIL;
– essere contestuale al deposito. In tal caso l’inizio lavori è subordinato alla comunicazione dello sportello di avvenuta acquisizione di tutti gli atti di assenso.

 

Lo sportello unico deve acquisire gli atti di assenso entro 60 giorni dalla domanda, decorso inutilmente tale termine, deve attivare la conferenza di servizi.


6. Agibilità parziale
Introdotta e disciplinata la possibilità di rilascio del certificato di agibilità parziale:
a) per singoli edifici o singole porzioni della costruzione, purché funzionalmente autonomi, qualora siano state realizzate e collaudate le opere di urbanizzazione primaria relative all’intero intervento edilizio e siano state completate e collaudate le parti strutturali connesse, nonché collaudati e certificati gli impianti relativi alle parti comuni;

 

b) per singole unità immobiliari, purché siano completate e collaudate le opere strutturali connesse, siano certificati gli impianti e siano completate le parti comuni e le opere di urbanizzazione primaria dichiarate funzionali rispetto all’edificio oggetto di agibilità parziale.

 

Nei casi di agibilità parziale, i lavori devono essere completati entro i termini di validità dei titoli edilizi, i quali possono essere prorogati prima della scadenza, per una sola volta di tre anni.


7. Proroga termini dei titoli edilizi
Il comma 3 dispone la proroga dei termini di efficacia dei titoli edilizi (SCIA, DIA, permesso di costruire) rilasciati o depositati prima del 21 agosto. È di anni due sia per l’inizio che per la fine dei lavori; è ammessa se i titoli abilitativi non sono in contrasto con strumenti urbanistici approvati o adottati al momento della comunicazione della proroga da parte dell’interessato.

 

Ricordiamo ai nostri lettori che per sapere tutto nel dettaglio di queste novità e avere la modulistica aggiornata è possibile acquistare con una promozione speciale il volume Tutte le semplificazioni delle procedure edilizie nel Decreto del Fare di Mario Di Nicola.

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