Demolizione di edificio storico collabente? Non si può

Demolizione di edificio storico collabente? Non si può

È legittima la completa demolizione di un fabbricato – già gravemente lesionato per eventi sismici –, nonostante una previa comunicazione del competente ufficio comunale di inammissibilità di tale intervento visto l’interesse storico dell’edificio e la circostanza che il PRG preveda solo interventi conservativi? E cosa accade se, nonostante il divieto, si viene a realizzare comunque la demolizione?

È la questione affrontata dal Consiglio di Stato, sez. VI, nella sentenza n. 2139 del 27 aprile 2015, nella quale i giudici hanno affermato che dinanzi ad un edificio di interesse storico-artistico, sia pur parzialmente crollato a seguito di un sisma, è corretto il divieto di demolizione espresso dal Comune; la circostanza, inoltre, che il crollo fosse solo parziale e non integrale, avrebbe consentito, in luogo della demolizione dell’intero fabbricato, l’applicazione di misure utili a preservare l’esistente e ad evitare ulteriori crolli (ad esempio, tramite puntellamenti, in legno o metallo, fasciature o cerchiature esterne), anche in attesa di un intervento di recupero e ricostruzione dell’immobile con progetto da sottoporre all’approvazione comunale.

Demolizione di edificio storico collabente vietata: le conseguenze

La conseguenza dell’eventuale demolizione vietata è duplice:

1) il ripristino tipologico dell’edificio a carico dell’autore, a condizione che sia possibile accertarne la preesistente consistenza (valutazione rimessa all’ente locale), con riproduzione anche della medesima sagoma: infatti, la distruzione, volontaria o accidentale, di un fabbricato non impedisce dunque, di per sé, la remissione in pristino, anche intesa come integrale ricostruzione, ove siano note o facilmente desumibili le caratteristiche tipologiche dell’immobile: quanto sopra, soprattutto in presenza di edifici vincolati, la cui presenza sul territorio (anche con identità diversa da quella originaria, ma fedelmente riprodotta) sia comunque ritenuta significativa, nonché idonea a garantire la persistenza dei valori protetti;

2) la sanzione pecuniaria di 20.000 euro ex art. 31 comma 4-bis del Testo Unico Edilizia.

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  1. Sospensione dell’autorizzazione paesaggistica
  2. Individuazione del computo relativo alle opere di urbanizzazione post collaudo
  3. Problematiche in materia di competenza dei professionisti tecnici (opere viarie, edilizia civile, impianti)
  4. Valore delle immagini da Google Earth ai fini edilizi
  5. Vizio della delibera di approvazione del PRG per conflitto di interesse
  6. Presentazione DIA da parte del nudo proprietario senza assenso dell’usufruttuario
  7. Quando è possibile l’autorizzazione paesaggistica postuma
  8. Quale giudice decide sull’escussione della polizza fideiussoria per il pagamento degli oneri di urbanizzazione

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