Distanze tra edifici: i balconi vanno conteggiati, i parcheggi no

Nuovo capitolo sul tema delle distanze tra edifici. Con la recente sentenza n. 506/2014 il Tribunale amministrativo della Campania è tornata a pronunciarsi sul fatto che i balconi e i parcheggi debbano essere considerati parte della volumetria degli edifici ai fini del calcolo delle distanze in edilizia.

 

Ebbene, secondo i giudici amministrativi, mentre i balconi devono essere considerati nel calcolo delle distanze tra gli edifici, i parcheggi, invece, no. Questo anche quando siano realizzati in deroga agli strumenti urbanistici del Comune.

 

Il TAR Campania, infatti, specifica che anche i balconi di apprezzabile profondità ed ampiezza rientrano tra i corpi di fabbrica computabili nelle distanze tra costruzioni. Per supportare tale assunto, viene richiamata la sentenza n. 7731/2010 del Consiglio di Stato che specifica come  ai fini del computo delle distanze assumono rilievo tutti gli elementi costruttivi, anche accessori, qualunque ne sia la funzione, aventi i caratteri della solidità, della stabilità e della immobilizzazione, salvo che non si tratti di sporti e di aggetti di modeste dimensioni con funzione meramente decorativa e di rifinitura.

 

Discorso diverso per i parcheggi pertinenziali agli edifici. Due gli elementi di interesse.

 

Il primo è che la realizzazione di parcheggi pertinenziali anche in deroga agli strumenti urbanistici vigenti è possibile non solo nel sottosuolo, ma pure al pianterreno dei fabbricati. Il secondo punto è invece che i parcheggi non devono essere computati nel calcolo della volumetria o della superficie 

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