Dolomiti in 3D, il laser scanner va in montagna

Le Tre Cime di Lavaredo verranno ricostruite in 3D e per la prima volta potranno sbarcare nel web, nei musei interattivi e alle mostre, dando nuovo impulso al turismo. A rendere possibile questo importante traguardo sono i laser scanner Optech ILRIS-HD che Codevintec ha voluto mettere a disposizione del progetto PEAK-3D, nato dall’intuizione di Francesco Zucca dell’Università di Pavia e da Fabio Remondino della Fondazione Bruno Klesser di Trento, all’interno del più ampio Progetto Munchausen, ideato per poter rilevare tutto ciò che è inusuale e che normalmente non può essere ripreso dalla cartografia classica, come ad esempio la forte verticalità delle tre Cime di Lavaredo.

I due studiosi, insieme ad altri ricercatori del Dipartimento di Scienze della terra dell’Università degli Studi di Padova e del Dipartimento di Scienze dell’ambiente dell’Università degli Studi di Milano Bicocca, hanno concluso ieri l’ultimo intervento estivo sulle Dolomiti, che da un anno fanno parte dei siti naturalistici protetti dall’Unesco.
Oltre alle strumentazioni Codevintec, fondamentale è stata la tecnologia messa a disposizione da Helica, necessaria per rilevare le parti altrimenti invisibili da terra.

I rilevamenti fatti fino a oggi presto si trasformeranno in modelli digitali 3D che permetteranno la visualizzazione su web e interattiva, rappresentazioni innovative delle vie alpinistiche di salita e realizzazione di software geologici 3D dell’area, insieme alla possibilità di costruire modelli tattili per ipovedenti. Le analisi geologiche condotte parallelamente consentono inoltre il monitoraggio della stabilità delle pareti.

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