Ecomostri: le ultime ore dello Scheletrone

Dopo il Fuenti, il Villaggio Coppola Pineta Mare e Punta Perotti, sta per crollare uno dei più celebri ecomostri della costa italiana: venerdì 22 maggio  verrà abbattuto lo “Scheletrone di Palmaria”, caso clamoroso di speculazione edilizia realizzata di fronte all’isolotto di Portovenere, in provincia di La Spezia.

Lo Scheletrone di Palmaria fa parte della top five degli ecomostri costieri stilata da Legambiente: una selezione di abusi esemplari per cui chiedere l’abbattimento in corsia preferenziale. Alto trenta metri, lo Scheletrone è una struttura incompleta in cemento armato costruita ormai quarant’anni fa in una delle aree più suggestive della Liguria. La vicenda inizia nel 1968 quando il sindaco di Portovenere rilascia una concessione edilizia per la realizzazione di un albergo e di un residence di 45 appartamenti, con annessi servizi e infrastrutture. Nello stesso anno la Pretura blocca la costruzione, mette sotto sequestro il manufatto e rinvia a giudizio i titolari della società lottizzatrice, il sindaco e l’impresa. La sentenza è poi confermata anche in appello.
Respinte le richieste di condono presentate dai proprietari, gli enti locali approdano solo qualche anno fa a una posizione definitiva: è il 23 maggio 2002 il giorno in cui si giunge a un accordo tra Regione Liguria, Comune di Portovenere e Sovrintendenza per i beni architettonici e per il paesaggio della Liguria. Nel dicembre 2006 poi arriva la notizia tanto attesa: la regione stanzia i primi fondi per la demolizione. Si aggiungono poi i fondi della Soprintendenza e del Ministero dei beni culturali, attraverso la società Arcus.

LE PROCEDURE DI DEMOLIZIONE
I corpi da demolire sono due: uno sarà fatto implodere, mentre l’altro, più arretrato verso la collina, rotolerà gradualmente sulla scogliera, che sarà quindi bonificata dalle macerie. La relazione tecnica presentata dal direttore dei lavori e responsabile della sicurezza Adriano Ambrosini (Studio A&G Ingegneria Civile) indica in 300 metri il raggio di sicurezza entro cui interdire la balneazione e la navigazione durante le fasi di demolizione. Venerdì 22 maggio, quindi, sin dalle 5 del mattino verranno proibite tutte le attività subacquee e di superficie davanti all’isola di Palmaria, nella zona compresa tra capo San Pietro e punta del Befettuccio. La detonazione vera e propria avverrà poi verso le 10, mentre la fine delle operazioni sarà segnalata con tre fischi lunghi dalle motovedette della polizia.

REAZIONI E POLEMICHE
La notizia della demolizione è stata accolta con soddisfazione da Legambiente che ha rivendicato la campagna contro l’ecomostro come una “battaglia di tutta l’associazione”: proprio per questa ragione un folto gruppo di volontari assisterà all’abbattimento dello Scheletrone indossando per l’occasione una maglietta celebrativa. Legambiente prosegue intanto la sua attività di sensibilizzazione e coglie l’occasione per ricordare gli altri ecomostri ancora da abbattere: l’albergo Alimuri di Vico Equense, le palazzine sulla spiaggia di Lido Rossello ad Agrigento, il villaggio abusivo di Torre Mileto nel foggiano e la Palafitta di Falerna sulla costa calabrese.
Nel 2010, sempre nello spezzino, si attende poi la demolizione di un altro ecomostro ligure: il viadotto che deturpa a Riomaggiore il Parco Nazionale delle Cinque Terre.

Entusiasta anche la reazione dell’attuale sindaco di Portovenere, Massimo Nardini (Pd). “La demolizione dello Scheletrone coinciderà con una rinascita dell’isola”, afferma il sindaco. “Porteremo l’allaccio alla rete di distribuzione idrica e al gas attraverso una condotta sottomarina e provvederemo a progettare l’allaccio alla rete fognaria … Puntiamo decisamente sul rilancio del turismo di tipo naturalistico, che trova già sull’isola notevoli elementi d’interesse. Nella zona attualmente occupata dallo Scheletrone nascerà un’area verde attrezzata, inserita nel contesto dei percorsi ambientali”.

In questo clima di festeggiamenti, non mancano le voci critiche, raccolte soprattutto dal consigliere regionale Luigi Morgillo (Pdl). “Esiste una diffida della proprietà … sino al 10 giugno i legittimi proprietari della struttura possono presentare osservazioni e depositare documenti contro il decreto di occupazione, notificato dall’amministrazione comunale”. Con argomentazioni simili un consigliere comunale del Pdl, Matteo Cozzani, ha chiesto addirittura le dimissioni del sindaco Nardini. L’opposizione, infatti, tema una procedura troppo affrettata e lamenta il rischio di sanzioni amministrative.

LA POSIZIONE DELLA REGIONE
“Per gli uffici regionali è tutto perfettamente in regola”. Il presidente della Regione Liguria, Claudio Burlando, ha reagito così alle dichiarazioni del consigliere Morgillo. “Mi risulta – ha aggiunto Burlando – che i termini per la questione espropri siano già scaduti e che per la stima degli indennizzi siano stati fatti tutti gli accertamenti, con procedura perfettamente regolare. Il termine del 10 giugno non è in alcun modo ostativo all’inizio dei lavori e alla loro esecuzione, ivi compresa la demolizione dello Scheletrone”.

Fonti:
Legambiente, Ansa, Asca, Secolo XIX

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