Edifici salubri, edifici malati: intervista a Paola Allegri, presidente Associazione Donne Geometra

Edifici salubri, edifici malati: intervista a Paola Allegri, presidente Associazione Donne Geometra

Chi ci segue sa che il tema della salubrità degli edifici è sempre stato al centro della nostra attenzione. La c.d. Sindrome da Edificio Malato, infatti, è un problema tutt’altro che piccolo e circoscritto. Nel nostro Paese, in particolare, la vetustà di gran parte del patrimonio edilizio contribuisce all’aggravarsi di molte patologie di cui soffrono adulti e bambini, a comunicare da asma e fenomeni allergici.

Abbiamo voluto incontrare Paola Allegri, presidente dell’Associazione Donne Geometra, che da anni si batte per sensibilizzare il mondo dei tecnici ad affrontare la tematica della salubrità degli edifici con un approccio scientifico e sistematico.

Geometri. Presidente Allegri, la sindrome da edificio malato è un termine che inizia a essere conosciuto anche tra i non addetti ai lavori, ma c’è ancora la necessità approfondire la questione. In occasione del SAIE 2015 sono stati diffusi alcuni dati significativi: ce ne vuole dare una sintesi?

Paola Allegri. Individuo, ambiente confinato e salute sono realtà interdipendenti nell’immaginario collettivo. Già dagli anni ’70 medici e ricercatori lavoravano assiduamente per comprendere la relazione tra diverse sintomatologie degli individui e la presenza all’interno degli edifici. Nel 1977 la 30esima Assemblea Mondiale della Sanità – stabiliva che una serie di disturbi e malattie (dalle semplici dermatiti alle affezioni di asma invalidante e neoplasie) del cittadino sono riconducibili agli ambienti confinati a causa del modo di costruire contemporaneo: in molti edifici attualmente abitati, costruiti o ristrutturati dal dopo-guerra in poi, l’uso di materiali insalubri o poco traspiranti, di prodotti chimici nocivi, ed una scarsa ventilazione trasformano le costruzioni da oasi di benessere, a trappole per la salute. Il costo totale della sola Sick Building Sindrome sull’economia del paese non è facile da calcolare, ma stime internazionali indicano che non sia solo significativo ma sostanziale, da valutare oltre come vita persa e spesa sanitaria, anche in termini di assenteismo e scarsa produttività. Uno studio britannico ed Americano stima la perdita di produttività del 3% in caso di malattia e del 33% per la compromessa produttività del personale. In America solo per la Sindrome dell’Edificio malato il costo economico si aggira tra i 5 e i 20 miliari di dollari. Nelle società moderne, la popolazione trascorre una parte molto rilevante del proprio tempo (90%) negli ambienti confinati. Nell’ambito dell’indagine nazionale, condotta nel 1989–1994 in un campione di circa 5000 abitazioni di tutte le Regioni italiane, si è rilevato che la popolazione trascorre, nel suo complesso, circa il 60% del tempo in casa (66% le donne e 54% gli uomini), il resto al lavoro o ambienti chiusi, con una parte irrisoria all’aperto. In questi ultimi decenni sono stati condotti studi più puntuali della qualità dell’aria indoor (IAQ), documentando profondi mutamenti quali-quantitativi della stessa, con un progressivo aumento in assoluto delle sostanze inquinanti. In Italia, a seguito della crisi delle risorse energetiche mondiali, si sono imposti nuovi criteri tecnico-progettuali per gli edifici ad uso civile. La necessità di contenere i consumi energetici ha determino un sovrabbondante isolamento del parco immobiliare, con conseguente spinta a sigillare gli ambienti interni ed a sostituire le modalità naturali di aerazione ed illuminazione con mezzi artificiali, compromettendo la qualità dell’aria che si respira. Gli indirizzi operativi e le convinzioni del cittadino sono quelle di puntare su una categoria energetica superiore, disconoscendo le conseguenze dell’insufficiente ventilazione, che provoca tra l’altro umidità e muffe, cagionando dai semplici disturbi come mal di testa, sonnolenza, svogliatezza, disturbi comportamentali, apprendimento, malattie respiratorie a volte letali, obesità, infertilità, malattie cardiovascolari, ecc. Alle trasformazioni strutturali degli edifici si sono accompagnate modifiche rilevanti degli arredi (nuovi materiali per mobili, rivestimenti, ecc.) e degli strumenti di lavoro (crescente impiego di fotocopiatrici, videoterminali, stampanti, ecc.), che partecipano alla costituzioni di ambienti dannosi alla salute. Infine, tra le più importanti cause di inquinamento indoor c’è sicuramente il radon un gas radioattivo presente in molte zone d’Italia decisamente più pericoloso rispetto all’amianto , che in Italia fa riscontrare ogni anno circa 3500 decessi ma che con semplici accorgimenti strutturali potrebbe essere sconfitto.

Le stime dell’OMS (rapporto 2014 riferito al 2012) dicono che 4,3 milioni di morti sono legate all’inquinamento indoor e 3,7 milioni a quello outdoor, pari a un ottavo del totale dei decessi nel mondo. Molte persone sono esposte a entrambi.

Geometri. Ma non sono solo le abitazioni a preoccupare, giusto?

Paola Allegri. Esatto. Purtroppo non solo le abitazioni sono luoghi preoccupanti per la salute, ma anche le scuole, gli ospedali, le residenze per anziani, in considerazione delle concentrazioni nocive oltre le soglie previste, con l’aumento di asma, tosse, problemi respiratori e quindi con una notevole incidenza non solamente sulla salute, ma anche sulla spesa sanitaria pubblica.

Ha ricordato Giovanni Viegi, President della European Respiratory Society (Ers), che «Si tratta di un problema preoccupante, le residenze, le scuole, gli ospedali dovrebbero impegnarsi di più per limitare le fonti d’inquinamento, migliorare la ventilazione e monitorare la salute respiratoria degli ospiti».

Con il Progetto Search (School environment and respiratory Health of children) è stato riscontrato che nelle scuole sono in aumento le malattie allergiche: il 27,6% degli alunni che sono stati esaminati soffre infatti di rinite, il 21,9% di tosse, il 19,9% di allergie, il 10,4% di asma.

In Italia l’Istituto Superiore della Sanità ha reso noti dei dati non rassicuranti in merito alle concentrazioni. Basta soffermarsi solo su quella dei Particolati sottili PM 2,5 nelle scuole e nelle abitazioni per comprendere il problema. Ecco un esempio.

Scuole in Primavera 15,5 all’interno 12,2 all’esterno

Case in Inverno 36,0 all’interno 31,5 all’esterno

La conferma che all’interno degli ambienti confinati la situazione è sicuramente peggiore che all’esterno non tranquillizza nessuno.

Anche una indagine condotta all’interno delle scuole ed delle abitazioni, come riportata nella Tabella che segue (Fonte Arpa Friuli Venezia Giulia) dimostra che alcuni inquinanti come la formaldeide, il benzene, il toluene, etilbenzene, ecc, sono in maggior misura presenti all’interno degli edifici rispetto agli ambienti aperti.

Edifici salubri, edifici malati

Edifici salubri ed edifici malati. Legenda:(A) Abitazioni, (S) Scuole. Fonte ARPA Friuli Venezia Giulia

Geometri. Il patrimonio edilizio italiano è, per la maggior parte, obsoleto. Ma cosa dovrebbe fare un cittadino preoccupato di abitare in una casa potenzialmente dannosa alla sua salute? A chi rivolgersi per ottenere informazioni e aiuto?

Gli edifici in cui viviamo e lavoriamo, vanno sicuramente riqualificati, per renderli oltre che meno energivori più belli, sicuri, ospitali e salubri. È una opportunità che va colta fino in fondo, sia per tutelare la salute dei cittadini, sia per contribuire al rilancio dell’edilizia in chiave salubre e confort abitativo a vantaggio dell’economia. L’umidità e la muffa sono solo alcuni degli aspetti che concorrono alla salubrità di un ambiente chiuso, che possono dare origine a serie malattie, come ad esempio asma ed altre patologie respiratorie, tra le più conosciute e quelle maggiormente studiate, senza dimenticare però che anche i disturbi come mal di testa, sonnolenza, svogliatezza, disturbi comportamentali, apprendimento, obesità, infertilità, malattie cardiovascolari, sono rilevanti. Sono coinvolti nella sfera della salubrità degli ambienti confinati anche l’acustica, l’illuminazione, i materiali edili, il piano colore, l’ubicazione in zone radioattive, efficientamento energetico, la scarsa ventilazione, ecc.

L’Istituto di Ricerca Industriale “Edilizia e Costruzioni” dell’Università di Bologna ha evidenziato poi che l’efficientamento energetico nelle case sta crescendo in modo esponenziale negli ultimi anni perché si vede l’opportunità di un taglio della spesa nella bolletta, spronati anche dagli incentivi fiscali, senza però valide informazioni sulle eventuali conseguenze sulla coibentazione. Il problema dell’efficientamento energetico è stato affrontato dapprima nei Paesi della Mittel-Europa, dove le condizioni climatiche sono diverse ed è prioritario proteggersi dal freddo. Questo modello porta delle criticità nei Paesi con un clima mediterraneo come il nostro. In Italia escluse alcune zone, la maggior parte del territorio è esposta al surriscaldamento estivo e negli ultimi anni questo è diventato ancora più evidente. Le modalità di isolare vanno bene dove le temperature sono generalmente basse d’estate. Va da solo che investimenti come il cappotto hanno una loro efficacia solo in alcune zone. Non è da trascurare, che la bassa temperatura e l’umidità favoriscono le muffe e gli acari (temperatura ottimale 25° e umidità relativa 70-80%) mentre ambienti secchi sono ottimi terreni di coltura per agenti biologici. Il passaggio da ambienti freddi a quelli caldi espone tra l’altro il nostro corpo che diventa vulnerabile e soggetto a virus e malattie di raffreddamento. Le misure per i contenimenti energetici sono diventate sempre più restrittive e continuano ad esserlo per raggiungere l’obiettivo NZEB 2020, con l’aggravarsi della qualità dell’aria interna. I tre decreti di giugno ahimè ne sono l’ulteriore conferma.

Geometri. E quindi che fare?

Paola Allegri. Occorre tornare ad utilizzare materiali sani (laterizi, sughero, legno, lana di pecora, ecc) riscoprendo i concetti di traspirazione, equilibrio termico, giusta umidità e armonia con l’ambiente per una sicura salubrità e benessere per tutti. Gli studi, le normative, le innovazioni architettoniche, gli stili di vita, sono cambiati rispetto alle epoche passate e l’edilizia, è oramai accertato, influisce autoritariamente sulla salute, il comfort e il benessere degli occupanti. Intervenire con idonei sistemi costruttivi e l’utilizzo di materiali salubri selezionati, curare l’illuminazione, l’acustica, ottimizzare la relazione del suolo inquinato e/o radioattivo con i fabbricati, passando per una formazione autorevole dei tecnici della filiera dell’edilizia e una informazione chiara alla committenza, permette un risparmio in termini di vite umane, di spesa sanitaria pubblica, una riqualificazione del patrimonio edilizio esistente con il conseguente rilancio di una edilizia salubre e sostenibile a vantaggio dell’ambiente e del cittadino.

Per valutare l’effettiva “insalubrità” di un edificio o porzione di fabbricato, occorre rivolgersi a tecnici competenti, muniti di conoscenze scientifiche che spaziano dalla sanità all’edilizia, per saper riconoscere i sintomi relativi alle malattie legate alle costruzioni (Multiple Chemical Sensitivity Building Related Illness) e le spie della Sick Building Syndrome.

Un “tecnico delle costruzioni” capace di suggerire e attuare sistemi progettuali innovativi, compiere il monitoraggio dell’inquinamento indoor, indirizzare la committenza verso l’acquisto di materiali sani e intelligenti con la traduzione dell’etichettatura e certificazione dei materiali in commercio, abile nel collegare i sintomi lamentati con lo stato dei luoghi dove vive e lavora. In molti Paesi è già presente un tecnico qualificato, nel Nord Europa dove è diffuso rivestire le pareti della case con il legno, hanno persino addestrato dei cani a riconoscere la presenza di muffe, non visibili e non percepibili, ad occhio nudo. In Italia grazie al progetto dell’Associazione Nazionale “Donne Geometra” del Consiglio Nazionale Geometri e Geometri Laureati, che da anni investe sulla materia per incentivare il lavoro anche ai giovani ed alle donne, con l’approfondimento di studi scientifici in collaborazione con docenti universitari è nato l’Esperto dell’Edificio Salubre, ovvero il tecnico della salubrità in edilizia e dell’inquinamento indoor. Al percorso formativo prendono parte anche periti, ingegneri e architetti. I tecnici formati sono attivi sul territorio italiano e presenti in ogni Regione. È facile contattarli scrivendoci a esperticasasalubre@libero.it, oppure individuarli con l’ausilio del web.

Geometri. A settembre sono stati consegnati ulteriori attestati ai professionisti dell’Edificio salubre che hanno seguito dei corsi di specializzazione. Chi sono questi tecnici? Ci saranno altri corsi in futuro e come possono fare i nostri lettori a sapere dove e quando saranno organizzati?

Paola Allegri. I tecnici che si sono qualificati hanno seguito il Corso organizzato presso il Collegio dei Geometri e Geometri Laureati di La Spezia e di Milano al quale hanno preso parte anche professionisti provenienti da altre Provincie. Sono specialisti che svolgono già l’attività professionale in altri settori, ma che operano nell’edilizia privata e pubblica, come consulenti dei Tribunali, amministratori di condominio, ecc. Sta crescendo un vero esercito della salubrità, del confort e benessere abitativo , che si occupa in maniera eccellente anche di sensibilizzazione verso il cittadino. Molti di loro operano nel settore del Radon con il monitoraggio delle abitazioni attuando interventi di isolamento delle vie di ingresso. In Italia abbiamo molti territori notevolmente contaminati : Lazio, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Campania. Altri territori non si può dire che ne siano esenti, in quanto molti fabbricati potrebbero essere stati realizzati con materiali provenienti da zone radioattive.

Altri ancora hanno addirittura intrapreso la strada imprenditoriale con la messa a punto di strumenti di rilevazione di sostanze pericolose.

Ora è in fase di definizione un Corso Nazionale per l’Esperto dell’Edificio Salubre a numero chiuso che si terrà dal 9 al 12 Dicembre presso Zelarino (Venezia) ed altri Corsi sono in programma presso i Collegi Provinciali. Per ogni informazione basta scrivere a: espertocasasalubre@libero.it

Geometri. Infine una domanda che interessa tutti i “geometra donna”. La vostra associazione è in vita da molti anni, ma come è cambiato, se è cambiato, l’atteggiamento della committenza e dei colleghi uomini nei vostri confronti? L’edilizia è ancora considerata un “affare per soli maschi” o il clima mutato? Esistono in seno ai collegi provinciali delle iniziative o dei progetti per sostenere le donne geometra (che magari sono anche mamme) nella loro carriera?

Paola Allegri. La nostra Associazione tra i vari scopi si è prefissato l’obiettivo dell’ integrazione di genere, in quanto è un patrimonio da valorizzare a vantaggio di tutti, uomini e donne. Abbiamo voluto interpretare il pensiero di Valerie Pauly : “arricchiamoci delle nostre rispettive differenze”. Una sfida che è riuscita visto che oggi l’Associazione conta sul sostegno del 67% degli uomini, che hanno recepito l’importanza dell’iniziativa. L’integrazione di genere è una responsabilità sociale, prima che una sfida finanziaria e politica, alla quale la Categoria dei Geometri Italiani non ha rinunciato. La “womenomics” definisce la teoria economica secondo la quale il lavoro delle donne è oggi il più importante motore dello sviluppo mondiale. Si stima che verrà dal lavoro femminile l’impulso più importante alla crescita nel prossimo futuro. La nuova formula della crescita economica è donne, lavoro, economia, fecondità. Nei Paesi dove questa partecipazione è alta anche i problemi demografici sono minori. La Categoria dei Geometri Italiani, grazie alla sensibilizzazione e all’esempio di tante colleghe, sta avendo una grande ” femminilizzazione” sia all’interno degli organi di rappresentanza, sia come scelta lavorativa. Una speranza concreta è intraprendere ogni cammino insieme “uomini e donne” con intuizioni e messa a punto di progetti nuovi in risposta ad al Pianeta che muta, passando anche per le scelte elementari di un vivere sostenibile negli ambienti confinati, puntando sulla qualità, il risparmio energetico e le tecnologie pulite, dove anche le “donne” possono trovare una giusta collocazione per l’innata predisposizione alla “vita”.

Il benessere e il progresso di una Nazione nascono anche dall’integrazione dei sessi e non dall’antagonismo e dalle imposizioni legislative, e se il lavoro delle donne incentiva l’economia di un Paese, quello delle donne geometra sta potenziando indubbiamente l’intera Categoria. Incoraggiare le iscrizioni delle donne negli Ordini professionali da sempre ad appannaggio maschile è una sfida indispensabile anche per la tutela del benessere delle Casse di Previdenza private. Oramai sono maturi i tempi per far studiare ad economisti e attuari il fenomeno di femminilizzazione all’interno degli Ordini professionali, con lo scopo di analizzare i vantaggi economici derivanti dall’incentivazione delle iscrizioni delle nuove professioniste. Un maggiore livello di occupazione femminile crea un “moltiplicatore economico”, aumentando, tra l’altro, la domanda di servizi di varia natura. Sulle donne italiane grava un peso quasi insostenibile degli oneri del lavoro in famiglia, il 76,2 % complessivo, il che le danneggia nell’attività lavorativa, nell’inserimento sociale, nella qualità della vita. La condizione della “donna geometra” purtroppo è in linea con questo dato non confortante. Da una indagine svolta dall’Associazione è emerso il ritratto di una “lavoratrice geometra” che fatica a conciliare le esigenze private e professionali, dedicando a queste ultime una quantità considerevole del proprio tempo, probabilmente oltre lo “standard” teoricamente previsto. Le “Donne Geometra” godono dell’ indennità di maternità, prevista per le libere professioniste, di cui al D. lgs del 26/3/2001, n. 151 e successiva modifica Legge n. 289 del 15/10/2003, recepito dagli artt. 26, 29 del Regolamento di Previdenza della Cassa Italiana di previdenza dei Geometri. Tale indennità è riconosciuta anche in caso di adozione o affidamento preadottivo, oppure di aborto spontaneo o terapeutico.

Nell’ultimo decennio sempre più donne sono entrate a far parte dei Consigli di Collegio, diventano Presidenti e Delegati Cassa e siamo certi che fra queste qualcuna avrà capacità tali da arrivare ad occupare incarichi al vertice. Sembra un percorso lungo, ma non dobbiamo dimenticare che parliamo di rappresentanti di categoria e che di questa categoria le donne sono, attualmente, il 15%.

Sempre più colleghe si impegnano nei compiti istituzionali, è un valore aggiunto chiaro ed effettivo e che la parte maschile della categoria se ne rende conto.

Scritto da

The author didnt add any Information to his profile yet

Un commento su “Edifici salubri, edifici malati: intervista a Paola Allegri, presidente Associazione Donne Geometra

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

News dal Network Tecnico