Elevatori a cavalletti, istruzioni per l’uso

Gli elevatori a cavalletti sono molto usati per i lavori di ristrutturazione, manutenzione e anche, sia pure in minor misura, per le nuove costruzioni. Sono installati sulle solette, sulle aperture e sui castelli per il carico e lo scarico dei materiali. Per alcuni lavori possono sostituire vantaggiosamente le gru a torre, perché sono strutture leggere che occupano poco spazio. La loro portata varia normalmente da 200 a 500 kg.

I cavalletti devono essere saldamente ancorati per evitarne il ribaltamento. L’ancoraggio può essere realizzato mediante sbadacchiature alla soletta superiore, con legature alla struttura sottostante, con zavorre contenute in due contenitori applicati alla parte posteriore. Il libretto di istruzioni fornito dal fabbricante precisa come devono essere realizzati gli ancoraggi le cui modalità devono, in ogni caso, essere indicate da un tecnico abilitato a norma di legge. I contenitori della zavorra devono essere muniti di coperchi chiusi con lucchetto affinché il contenuto non venga manomesso. Naturalmente è vietato usare come zavorra i liquidi.

Cavalletti e rotaia
Per evitare che durante l’uso i cavalletti abbiano a subire spostamenti detti “a lombrico”, per analogia con il modo di avanzare di questo anellide, le basi sono collegate con due traverse metalliche. La rotaia di supporto dell’argano è dotata, alle due estremità, di arresti ammortizzanti di fine corsa. Questi ammortizzatori, costituiti comunemente da tamponi di gomma, con il tempo si consumano o si staccano e pertanto devono essere frequentemente controllati e, se necessario, sostituiti.

Comandi
Accanto all’elevatore deve essere installato l’interruttore di linea. Sui comandi di salita e discesa devono essere chiaramente indicate le manovre.

I rischi connessi all’uso dell’elevatore a cavalletti
Gli elevatori a cavalletti sono montati sui castelli di carico e scarico dei materiali o, in ogni caso, in una posizione prospiciente un’apertura e quindi il rischio maggiore per l’operatore è di caduta nel vuoto. Quando l’elevatore è allestito sul castello i parapetti laterali devono essere particolarmente robusti, completi di tavola fermapiede o, meglio, pieni. Sul varco la tavola fermapiede deve essere alta non meno di 30 centimetri e il parapetto può essere mobile, per favorire il ritiro dei materiali. Tale parapetto, che non deve essere asportabile, può essere realizzato con un tubolare incernierato o con un cancelletto, naturalmente apribili solo verso l’interno.
Per ritirare il materiale gli addetti hanno l’abitudine di appoggiare un piede sul bordo superiore della tavola fermapiede esercitando una spinta. La tavola fermapiede potrebbe non reggere allo sforzo, quindi è importante che sia particolarmente robusta, in ogni caso è consigliabile applicarvi, in corrispondenza al bordo superiore, un elemento metallico tubolare da ponteggio fissato con i morsetti ai montanti laterali. Tale precauzione si rivela utile anche a evitare che la tavola sia rimossa, fatto abbastanza frequente, per rendere più agevole il passaggio dei carichi. Il pericolo maggiore si determina nel momento in cui il varco si trova aperto. L’operatore deve ritirare i materiali senza necessità di sporgersi, aiutandosi con un lungo ferro uncinato, rimanendo all’interno della barriera o del cancelletto che ha aperto o indossando, se necessario, la cintura di sicurezza.
I castelli allestiti per essere serviti da una gru hanno i piani fra loro sfalsati, mentre quelli fatti per essere serviti da un elevatore a cavalletti devono essere necessariamente allineati. Quando il materiale viene ritirato sul piano dove è istallato l’elevatore l’operazione si compie arretrando l’argano sulla rotaia, ma così non è per i piani sottostanti. L’addetto ha maggiori difficoltà a operare rimanendo dietro la barriera o il cancelletto e quindi ha quasi sempre la necessità di indossare la cintura di sicurezza che, in ogni caso, deve trovarsi sempre a disposizione sul posto.
La fune talvolta struscia sulle strutture sovrastanti il piano di carico perché, per ritirare il materiale sollevato, vi è la necessità di tirarlo verso l’interno angolando la fune che così si logora in breve tempo per attrito. Il controllo delle sue condizioni deve avvenire con molta frequenza. Per evitare che la fune subisca gli attriti suddetti, è buona norma applicare nella parte superiore del varco dei piani intermedi un elemento tubolare libero di ruotare, simile a un rullo guida-fune. Gli argani hanno un fine corsa di salita che interviene, nella maggior parte dei casi, quando il peso che sovrasta i morsetti ferma-fune spinge verso l’alto l’anello della leva che, a sua volta, interrompe il comando elettrico di salita. Frequentemente l’intervento non avviene a tempo utile e il peso urta contro la flangia del tamburo, con conseguenze dannose per tutto l’apparato. Si potrebbe determinare anche uno strappo della fune e la caduta del carico. Pertanto, è importante verificare con frequenza che il dispositivo di fine corsa sia correttamente funzionante.

Un elevatore a cavalletti è calcolato per una determinata portata, che comprende anche il peso della fune. Quindi deve essere installato a un’altezza non superiore a quella prevista dal fabbricante: diversamente si potrebbero creare problemi anche con il tamburo e l’altezza delle flange laterali di contenimento. Il collegamento del gancio alla fune deve essere fatto inserendo nella curva della fune una redancia e con almeno tre morsetti fra loro distanziati come indicato dal fabbricante e con la parte a U volta verso il lato corto della fune stessa.
Gancio, morsetti e peso hanno una lunghezza di circa 20-30 centimetri che, sommati alla tavola fermapiede da 30 centimetri, riducono lo spazio verticale libero per il passaggio dei materiali. Questo fatto comporta qualche difficoltà nelle operazioni di carico e scarico, ed è per questo motivo che gli operatori sono indotti a rimuovere la tavola fermapiede o ridurre l’intervento del dispositivo di fine corsa. Così facendo si incorre in uno stato di irregolarità sanzionabile ma, soprattutto, ci si espone a una situazione di pericolo.
Dopo aver portato il carico all’interno del varco si deve depositarlo sull’impalcato, operazione che potrebbe esser causa di incidenti per urti contro l’addetto e, in particolare modo, per schiacciamento dei piedi. Pertanto gli addetti a tali operazioni devono indossare calzature con puntale rinforzato.

Prima dell’uso si deve verificare:
– La regolarità dei parapetti sui lati del posto di manovra.
– La regolarità della barriera mobile o del cancelletto sul varco.
– L’applicazione e la robustezza della tavola fermapiede (alta almeno 30 cm) posta sul varco.
– L’integrità del contenuto dei cassoni o del puntone di reazione o di altro tipo di ancoraggio.
– La presenza e l’integrità dei tamponi ammortizzanti sulle estremità della rotaia.
– La regolarità del dispositivo di sicurezza sul gancio, dei morsetti ferma-fune, della redancia e le condizioni della fune.
– L’integrità delle parti elettriche visibili.
– Il corretto funzionamento dell’interruttore di linea installato presso l’elevatore.
– La funzionalità della pulsantiera.
– L’efficienza del dispositivo di fine corsa superiore.
– La tenuta del freno di discesa.
– La presenza degli sbarramenti a terra nella zona d’azione dell’argano.
– L’esposizione e la leggibilità dei cartelli indicanti la portata massima, sia a terra che sui diversi piani.
– La disponibilità del ferro uncinato e della cintura di sicurezza.

Durante l’uso occorre:
– Richiudere la barriera o il cancelletto sul varco dopo ogni manovra di carico o scarico.
– Indossare i guanti, il casco, le calzature antinfortunistiche e, se necessario, la cintura di sicurezza.
– Usare contenitori adatti al materiale da sollevare.
– Verificare la corretta imbracatura dei carichi.
– Controllare la giusta chiusura del dispositivo di sicurezza sul gancio (sono vietati i ganci con dispositivo di chiusura a gravità dell’imbocco).
– Non utilizzare la fune dell’elevatore per imbracare i carichi.
– Segnalare immediatamente eventuali guasti al responsabile di cantiere.
– Non sostare o transitare sotto i carichi.

Dopo l’uso è necessario:
– Scollegare elettricamente l’elevatore.
– Bloccare l’argano sulla rotaia in posizione arretrata.

Alcuni consigli
È consuetudine allestire sopra l’elevatore, quando è montato sull’ultimo piano di un castello, un impalcato per proteggerlo dalla pioggia. Altre volte l’argano viene avvolto con fogli di plastica sempre a scopo protettivo. In quest’ultimo caso è un errore non togliere questi fogli durante il suo funzionamento perché impediscono il raffreddamento del motore.
La fune di sollevamento deve essere periodicamente controllata e, se necessario, lubrificata. La verifica trimestrale della fune deve essere annotata su apposita scheda anche per gli elevatori di portata inferiore ai 200 kg, quindi non soggetti a denuncia.

Articolo di Marcello Antoniotti, geometra libero professionistaL’articolo è stato tratto dal numero 1/2010 della rivista Progetto Sicurezza di Maggioli Editore (consulta la scheda tecnica della rivista)

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