Ergonomia. Come vivere meglio in ufficio

Gli uomini non sono fatti per rimanere seduti a lungo. Un campo in forte sviluppo negli ultimi tempi è l’ergonomia da ufficio e non è difficile comprenderne il motivo: per ogni settimana molti trascorrono fino al 40% del tempo in ufficio. È quindi molto importante che sul luogo di lavoro si adottino alcuni accorgimenti per rendere le ore alla scrivania meno stressanti. In aiuto interviene l’ergonomia, la scienza che studia il migliore adattamento reciproco tra la persona e l’ambiente in cui lavora, in modo che le persone possano svolgere le loro attività in condizioni di sicurezza, comfort e maggiore efficacia complessiva. A sostegno è intervenuta anche la recente legge sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro (d.lgs. 9 aprile 2008 n. 81), che impone un obbligo sempre maggiore per una progettazione ergonomicamente orientata. Il benessere in ufficio passa sempre di più attraverso il design ergonomico, ma il cuore del problema è spesso una scarsa informazione.

Circa 7 lavoratori europei su 10 soffrono o hanno sofferto negli ultimi tre anni di disturbi fisici legati ad un ambiente di lavoro inadeguato. Affaticamento precoce, mal di schiena, dolori alle spalle e al collo, tensioni muscolari: i limiti delle capacità professionali sono molto influenzati dai problemi fisici ed il lavoro quotidiano spesso richiede al corpo più di quanto esso non possa dare. 

Anche la sedentarietà del lavoro d’ufficio è un’attività che provoca frequentemente danni fisici dovuti a postazioni di lavoro non organizzate in modo tale da favorire l’attività professionale svolta. Per questo sono necessari uffici integrati e postazioni di lavoro che rispondano ad idonei criteri ergonomici, capaci di interfacciarsi correttamente gli individui che vi lavorano. L’ergonomia dei posti di lavoro è tra gli obblighi a carico delle aziende in base alla normativa comunitaria (direttiva 90/270/EEC) e alla legge italiana (art. 74 del decreto legislativo n. 81/2008), in conformità ai requisiti minimi indicati dalla norma tecnica UNI-EN-ISO 9241-5. I fattori che interagiscono e che determinano il comfort ergonomico sono molti: si devono valutare sia gli elementi propriamente fisici (le dimensioni e la disposizione del posto di lavoro, il rumore, l’illuminazione, il microclima), sia i fattori derivati dal compito svolto, sia i problemi psicologici che derivano dall’attività lavorativa e dall’ambiente.

La prevenzione prima di tutto è informazione e coscienza del problema: anche un ambiente organizzato con i migliori elementi ergonomici potrà risultare dannoso se chi li utilizza non conosce il modo di sfruttarne le qualità oppure non ne ha le capacità o la voglia. Il lavoro sedentario può essere all’origine di vari disturbi, soprattutto se costretti ad assumere una postura innaturale e scomoda con affaticamento precoce, calo del rendimento e difficoltà di concentrazione, per non parlare del maggior rischio di commettere errori. Diventa quindi fondamentale sviluppare nei singoli utenti una presa di coscienza verso i rischi che quotidianamente si possono correre e come un ambiente di lavoro comodo e piacevole abbia un impatto diretto sulla produttività.

Un requisito essenziale per la progettazione di postazioni di lavoro ergonomiche è la conoscenza delle esatte caratteristiche fisiche dell’utente e di conseguenza la corretta postura, intendendo con questo termine non una posizione rigida o statica, anzi questo concetto si identifica come capacità di rapportarsi con l’ambiente esterno e nello stesso tempo ottimizzare un tipo , o una serie di movimenti in base all’ambiente in cui ci si trova.

Conoscere ed imparare ad assumere una giusta posizione nei movimenti legati alla attività lavorativa di tutti i giorni, con particolare attenzione a quelli più frequenti, è il primo passo per capire come modificare il proprio posto di lavoro secondo criteri ergonomici e verificare se le attrezzature sono effettivamente disposte in maniera funzionale.

Qualche rapido consiglio
una sedia comoda sulla quale poter stare seduti per ore, senza necessariamente riscontrare disturbi muscolo-scheletrici;

– assumere una posizione tale da formare un angolo di 90° tra cosce e busto, con i piedi bel poggiati al pavimento e le gambe libere di potersi in ogni caso muovere sotto la scrivania;

schiena perfettamente poggiata allo schienale che dovrà essere regolabile sia in altezza che in inclinazione (si può anche optare per l’utilizzo di un comodo poggiapiedi);

nell’utilizzo di mouse e tastiera evitate irrigidimenti delle dita e del polso (utilizzare degli appositi mousepad in gel);

regolare lo schermo in modo tale che lo spigolo superiore sia leggermente più basso rispetto alla linea degli occhi;

posizionate il monitor ad una distanza ragionevole, regolando accuratamente i parametri di luminosità e contrasto.

In commercio si trovano una vasta gamma di prodotti e accessori che possono aiutare a migliorare il comfort dell’ambiente di lavoro: occorre scegliere i mobili, la scrivania, le poltrone, le sedie e tutti gli altri elementi dell’ufficio tenendo ben presente il concetto dell’ergonomia. Da ricordare infine che l’allegato XXXIV del Decreto legislativo n.81/2008, relativo ai requisiti minimi delle postazioni informatiche, ha rigorosamente stabilito la necessità di dotare, in caso di utilizzo prolungato, tutti i computer portatili di un un supporto inclinabile, tastiera e mouse esterni.

Articolo di Andrea Cantini

Per approfondimenti:
FederlegnoArredo – Vademecum “Sei sicuro in ufficio?

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