Estimi, comuni a bocca asciutta

Il Presidente Berlusconi scrive a Confedilizia: porte chiuse anche al catasto patrimoniale, portato avanti dal Governo di centro-sinistra.

I comuni non avranno il potere di determinare gli estimi degli immobili. Porte chiuse anche al catasto patrimoniale, portato avanti dal Governo di centro-sinistra. Il presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi ha preso carta e penna e ha scritto ai legali di Confedilizia, riuniti a Piacenza per il loro diciottesimmo convegno, tracciando le linee degli interventi dell’esecutivo in campo immobiliare per i prossimi mesi. “L’impegno che abbiamo preso con Confedilizia, insieme al presidente Fini, per la formazione di un catasto reditale, basato sui redditi reali perché censiti direttamente sul territorio, rimane un punto fermo del programma del Popolo della libertà ed è parte integrante del nostro impegno per una tassazione dell’immobiliare equa e costituzionalmente corretta”, scrive il premier, aggiungendo che si tratta di “un impegno che manterremo,. Abbandonando ogni progetto di catasto patrimoniale portato avanti, con la nostra opposizione, dal precedente governo. Così come abbandoneremo, anche in esecuzione della sentenza della Tar del Lazio”, continua Berlusconi, “il progetto dell’esecutivo che ci ha preceduto di affidare ai comuni la determinazione dell’estimo dei singoli immobili”. Ricordiamo che nel luglio scorso il Tar del Lazio ha accolto un ricorso proposto proprio da Confedilizia per chiedere l’annullamento del decreto con il quale il presidente del Consiglio dei ministri il 14 giugno dello scorso anno ha dato avvio al decentramento verso i comuni delle funzioni relative al catasto. La motivazione: l’attribuzione ai comuni delle funzioni catastali è un’opzione non prevista dalla legge.

“L’attribuzione ai comuni dell’esercizio della potestà autoritativa di procedere al classamento e quindi alla definizione della relativa rendita catastale – scrivevano i giudici della II sezione del Tar, presieduti da Luigi Tosti – costituisce un’opzione non prevista dalla legge nell’ambito del trasferimento di funzione catastali, atteso che tale assunzione diretta di competenze è esclusa dalla nuova formulazione” di alcuni articoli del decreto legislativo che regola la materia.

Tornando alla lettera del premier ai legali di Confedilizia, il programma del Pdl, spiega Berlusconi, comprende anche la graduale introduzione della tassazione separata dei redditi da locazione. E tra i punti fondamentali c’è il Piano casa, già approvato in parlamento, che “si propone di attenuare le tensioni del mercato locativo a favore delle classi meno agiate e, quindi, di evitare la reiterazione del blocco delle esecuzioni di rilascio”. In più, rilancio del mercato della locazione, per sostenere giovani, dipendenti della p.a., studenti, forza lavoro che intende spostarsi da una parte all’altra del paese. Un piano che, secondo il presidente del consiglio, andrà compiuto grazie anche all’impegno degli enti locali “che dovranno adeguare opportunamente le aliquote Ici sulle abitazioni date in locazione”. Da parte sua il governo ci metterà l’istituzione della cedolare secca per i contratti di locazione agevolati, dove il canone è concordato tra le organizzazioni della proprietà edilizia e degli inquilini.

Fonte:
La Gazzetta degli Enti Locali

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