Etichettatura energetica apparecchi domestici a biomasse

Il 22 febbraio si è tenuto a Progetto Fuoco il convegno “L’etichettatura energetica degli apparecchi domestici a biomassa: motore per una economia sostenibile”, organizzato dal Comitato Termotecnico Italiano in collaborazione con CECED Italia e Progetto Fuoco.
L’incontro, rivolto principalmente ai costruttori di stufe e termo-camini e agli operatori del settore, ha illustrato lo stato dei lavori che la Commissione europea sta conducendo sul tema della etichettatura energetica ed ambientale di questa tipologia di generatori di calore.

 

Gli obiettivi europei del 2020 sull’efficienza energetica e sull’impiego delle fonti rinnovabili, per la parte di competenza del settore del riscaldamento domestico, potrebbero essere facilmente raggiunti semplicemente classificando in modo opportuno gli apparecchi e i sistemi utilizzati. La stessa Commissione europea vede nell’etichettatura energetica ed ambientale uno strumento finalizzato proprio alla “strutturazione e al miglioramento del mercato”.

 

L’obiettivo di medio  termine, infatti, è quello di definire una vera e propria etichetta, simile a quella oggi utilizzata su frigoriferi e lavatrici, che identifichi le prestazioni in termini di efficienza ed emissioni in atmosfera di stufe e termo-camini. Il consumatore finale potrebbe così conoscere quali sono le caratteristiche energetiche e ambientali del prodotto che intende acquistare; il mercato, allo stesso tempo, sarebbe stimolato sia dal lato della domanda che dell’offerta verso un percorso virtuoso di miglioramento delle prestazioni degli apparecchi a biomassa.

 

Il tema è di stretto interesse nazionale in quanto, oltre alla presenza dei maggiori produttori del settore, il CTI valuta l’esistenza in Italia di uno stock di apparecchi di circa 6 milioni di unità che contribuiscono al bilancio energetico del Paese con ben 3,4 Mtep (circa il 10% dei consumi energetici per il riscaldamento), pari a un consumo di oltre 10 milioni di tonnellate all’anno di legna e 1,3 e di pellet (dati riferiti al 2010).

 

La classificazione e il miglioramento delle performance di questi apparecchi consentirebbe quindi al sistema Italia di raggiungere con più facilità gli obiettivi imposti dal pacchetto 20/20/20.

 

Al Convegno sono intervenuti il prof. Giovanni Riva, direttore generale del CTI, l’ing. Rino Romani Responsabile dell’Unità Tecnica Efficienza Energetica di ENEA, la dott.ssa Milena Presutto sempre di ENEA, il prof. Massimo Beccarello vice direttore delle Politiche per lo Sviluppo, Energia e Ambiente di Confindustria, Marcello Antonioni di CECED Italia, nonché il dott. Wilhelmus De Wilt, in rappresentanza della Commissione europea – Direzione Generale Energia – Unità sull’Efficienza Energetica, che ha illustrato l’intenso lavoro svolto in questo settore e i passaggi che, entro il 2016, dovrebbero portare alle prime etichette di settore.

 

Tutte le presentazioni sono disponibili sul sito CTI nell’area EVENTI

 

A seguito del Convegno il CTI riunirà i suoi gruppi di lavoro competenti in materia per predisporre un position paper da sottoporre alla Commissione europea chiedendo di tenere nella giusta considerazione il mercato nazionale.

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